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Un racconto per amare di più la natura e meno il cellulare: "Il Bosco Incantato di Pixel" (creato da Copilot microsoft)

**Il Bosco Incantato di Pixel** C'era una volta un bosco incantato chiamato Pixel, dove gli alberi sussurravano storie antiche e i fiori danzavano al ritmo del vento. In questo bosco magico, viveva un piccolo folletto di nome Luce, che aveva il potere di far brillare le cose con un semplice tocco. Un giorno, Luce notò che i bambini del villaggio vicino passavano tutto il loro tempo a fissare dei piccoli rettangoli luminosi, chiamati cellulari, dimenticandosi di giocare all'aria aperta. Preoccupato, Luce decise di usare la sua magia per mostrare ai bambini la bellezza della natura. Con un pizzico di polvere di stelle, Luce fece sì che ogni cellulare mostrasse immagini del bosco incantato. Gli alberi sembravano così reali che i bambini sentirono il profumo del muschio e il canto degli uccellini. Incantati, misero da parte i cellulari e corsero verso il bosco. Arrivati nel bosco, i bambini scoprirono un mondo di meraviglie. Inseguirono farfalle arcobaleno, costruirono castelli di

Il testo umoristico: racconti e filastrocche del maestro Ercole

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Recita un antico detto: "Il riso fa buon sangue" ed è una verità che se applicata alla didattica genera ottimi risultati. E' piacevole proporre agli alunni testi comici, umoristici, divertenti, che catturano l'attenzione delle bambine e dei bambini e creano la giusta empatia nel gruppo classe. Ve me propongo alcuni che mi auguro suscitino il vostro interesse, quello dei piccoli allievi e muovano la volontà di apprendere. Buona lettura dal maestro Ercole! "La bilancia", filastrocca di Ercole Bonjean "Dolcetto o scherzetto?" di Ercole Bonjean - Filastrocca a rima baciata per la Festa di Halloween Perché si dice: "Chi si loda s'imbroda" Perché si dice: "Il lupo perde il pelo, ma non il vizio" Perché si dice: "Aiutati che Dio t'aiuta " Perché si dice "Chi dorme non piglia pesci" Perché si dice: "Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino" Perché si dice: "Vivi e lascia vivere"

Il testo umoristico: filastrocche, racconti , nonsense, favole, temi, per ridere un po' ... ed imparare a leggere, comprendere, comporre ...

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  Solo quando in una classe si instaura un buon clima si possono ottenere risultati di rilievo. E' piacevole proporre agli alunni testi comici, umoristici, divertenti, che catturano l'attenzione delle bambine e dei bambini e creano la giusta empatia. Ve li propongo tutti con l'augurio che suscitino il vostro interesse e quello dei piccoli allievi. Buona lettura! "I vestiti nuovi dell'imperatore" di Hans Christian Andersen - Lettura e comprensione del testo Perché si dice: "Chi si loda s'imbroda" Perché si dice: "Il lupo perde il pelo, ma non il vizio" Perché si dice: "Aiutati che Dio t'aiuta " Giocare con le parole: gli indovinelli Il signor Veneranda: "Cerco garzone panettiere" - Testo umoristico per la scuola primaria e media "Il pendolo di Galileo" di Achille Campanile - Il racconto umoristico "La camicia", brano tratto da "Il signor Veneranda" - Lettura e comprensione del testo u

Video lettura per bambini, insegnanti, e genitori: "La bilancia", filastrocca in chiave umoristica di Ercole Bonjean

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  Sono oramai terminate anche queste feste vissute in una situazione del tutto particolare dovuta alla pandemia. Cosa non sembra essere diminuito negli italiani è l'aumento dei consumi di cibo e purtroppo l'aumento del peso corporeo.  Personalmente ho cercato di riderci un po' su e mi sono abbandonato all'autoironia. In questo video racconto del mio rapporto con la bilancia cercando di viverlo in chiave umoristica. Mi riprometto, tuttavia, di sottopormi ad una dieta ferrea ... Per visualizzare e stampare la filastrocca vai qui Ti potrebbero interessare: Il testo umoristico Il canale di didattica di youtube Foto di kalhh da Pixabay

Perché si dice: "Chi si loda s'imbroda"

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  Chi si loda s'imbroda Come ogni martedì sera due amici si incontrarono in un buon ristorante per una cena succulenta. Il signor Superbi e il signor Umili amavano, in quell'occasione, raccontarsi i fatti accaduti durante la settimana. Erano due amici diversi nel carattere, l'uno molto umile più propenso a non apparire e a lasciare che fossero gli altri ad accorgersi dei suoi meriti; l'altro amava invece decantare le proprie imprese e quelle che riteneva le sue virtù. Tra un piatto e l'altro raccontavano di se stessi. - Questa settimana non è accaduto nulla di particolare, ho lavorato con mia moglie in campagna e, grazie a Dio, tutto è andato secondo le previsioni, gli affari procedono discretamente - disse il signor Umili. - Io invece ho venduto un centinaio di automobili, con un fatturato enorme, grazie al mio grande intuito unito alla mia capacità di convincere anche i clienti più esigenti. E proprio mentre sopraggiunse il cameriere per servire i cappelletti in b

Perché si dice: "Il lupo perde il pelo, ma non il vizio"

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   Il lupo perde il pelo, ma non il vizio Il signor Lupo De Lupis ogni sera amava cantare una canzone alle stelle e alla luna, anche perché dotato di una voce dolce ed armoniosa. Affacciato al terrazzo dopo aver ammirato il cielo stellato cantava: “La luna, le stelle, ci parlan d'amor … “. I vicini tuttavia non apprezzavano il suo bel canto ed inserirono, nel regolamento del condominio, il divieto assoluto di cantare la notte, pena una multa piuttosto alta da pagare. Ma il signor Lupo non si diede affatto per vinto e, quando il cielo divenne limpido e ricoperto di stelle, riprese con le sue dolci melodie. Arrivò puntuale una multa piuttosto salata. Nonostante ciò l'indomabile signor De Lupis continuò le sue serenate e, di conseguenza, pagò tante di quelle multe che rimase quasi in miseria. Ma ecco che una notte di luna piena gli apparve in sogno una stella che dolcemente gli sussurrò: “Scrivi questi numeri e giocali al superenalotto”. Detto fatto, l'uomo li scrisse nel suo

Perché si dice: "Sapere di non sapere è sapere" (Socrate)

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Socrate e Sapientino Nell'antica città di Atene viveva un discepolo di Socrate, Sapientino, il quale, nonostante i ripetuti insegnamenti del suo Maestro, riusciva ad imparare ben poco. Durante lo studio era solito pensare, gonfio d'orgoglio: “ Che m'importa di studiare il mare e i monti, con la mia intelligenza mi basta guardare la Terra per capire che è solo una grande tavola con tanta acqua, un po' di verde e qualche asperità, tutto qui, cosa c'è da sapere d'altro”. “ E il cielo? Non è altro che aria colorata d'azzurro”. “ Il Sole? E' un'enorme palla infuocata da tanta legna”. Basta ragionare, non serve leggere e studiare. Nel buio della notte osservava la luna e le stelle: “ Non sono altro che grandi fiaccole degli dei accese per illuminarci, è tutto molto semplice basta essere intelligentissimi come me e ragionarci un po' sopra”. Una mattina Socrate gli domandò: “ Com'è nata la ruota?”. “ Ma da nessuno, c'è e basta”. Il Maestro scos

Perché si dice: "Aiutati che Dio t'aiuta"

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  Aiutati che Dio t’aiuta Il signor Sfortuna viveva nel continuo rammarico di essere un uomo poco fortunato. Girava per la città e osservava la gente in fermento che affollava gli autobus per recarsi al lavoro. “Beati loro” diceva a sé stesso “io un lavoro non l'ho mai avuto” e per consolarsi si recava al suo solito bar per gustarsi un buon cappuccino e una brioche alla marmellata. “Povera mia moglie, lavora tutto il santo giorno ed io non posso aiutarla, sono troppo triste per poterlo fare”. Come ogni mattina, nel silenzio della piccola chiesetta del suo quartiere pregava Dio di aiutarlo a trovare un'occupazione, a condurre una vita normale. Mentre pregava ad alta voce un anziano signore ascoltava in silenzio, si nascose dietro l'altare e da lì con voce altisonante proferì: “Aiutati che Dio t'aiuta!!”. Il signor Sfortuna si girò intorno e non vide nessuno, era solo, desolatamente solo. Ma chi aveva parlato? Impallidì dallo spavento e cominciò a sudare freddo. Corse

Giocare con le parole: gli indovinelli

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Gli indovinelli Un cappello, un gambo lungo; pare un ombrello si chiama ...  C'è un frutto rotondetto, di farina ne ha un sacchetto, se la mangi non si lagna, questo frutto è la ... Son graziosa, son piccina, son dei prati la regina; la mia veste è tanto bella e somiglio ad una stella; e mi chiamo ... Foto di Katharina N. da Pixabay Me ne vo sola soletta camminando tra l'erbetta porto in groppa la casetta son la lenta ... Foto di OpenClipart-Vectors da Pixabay Vado sempre senza fretta chiusa dentro la casetta sono ghiotta di lattuga son la lenta ... Ho due baffi e fiuto fino sento odor di topolino, giro sempre quatto quatto e sai già che sono il ... Ho una veste verdolina dello stagno son regina; è noioso il mio cantare, indovina indovinare. Foto di OpenClipart-Vectors da Pixabay Visualizza e stampa Ti potrebbero interessare: Il testo umoristico Leggere, comprendere, comporre un non sense Giocare con le parole: gli scioglilingua

Il signor Veneranda: "Cerco garzone panettiere" - Testo umoristico per la scuola primaria e media

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Cerco garzone panettiere Il signor Veneranda lesse un cartello nella vetrina di un negozio: "Cerco garzone panettiere", entrò nel negozio e, indicando il cartello, chiese: - Scusi, è lei che cerca un garzone panettiere? - Sì - rispose il proprietario del negozio - sono io. - Ha provato - disse il signor Veneranda - a guardare sotto il letto? - Sotto il letto? - chiese il negoziante stupito. - Sì, sotto il letto, - rispose il signor Veneranda - non c'è nulla di strano, può darsi che il garzone panettiere che cerca lei sia andato a nascondersi sotto il letto oppure nella dispensa. Ha provato a guardare nella dispensa? - Ma - balbettò il proprietario del negozio - io ... è impossibile ... non so ... Come come? fece il signor Veneranda - E' impossibile cosa? Che sia andato a nascondersi sotto il letto o nella dispensa? - Ma io ... - balbettò il proprietario del negozio confuso - Io cerco ... perché non ce l'ho. - Non ce l'ha? - chiese il signor Ve

"Il pendolo di Galileo" di Achille Campanile - Il racconto umoristico

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Il pendolo di Galileo Quando Galileo, osservando le oscillazioni del pendolo, fece la grande scoperta, per prima cosa andò a dar la notizia al Granduca.  - Eccellenza - gli disse - ho scoperto che il mondo si muove.  - Ma davvero? - fece il Granduca, meravigliato e anche un po’ allarmato - E come l’avete scoperto? - Col pendolo. - Accidenti! Colpendolo con che cosa? - Come, con che cosa? Col pendolo e basta. Non c’era nient’altro, quand'ho fatto la scoperta. - Ho capito. Ma colpendolo con che cosa? Con un oggetto contundente? Con un’arma? Con la mano? - Col pendolo, soltanto col pendolo.  - Benedetto uomo, ho capito. Avete scoperto che il mondo si muove colpendolo. Cioè, che si muove quando lo si colpisce. Bisogna vedere con che cosa lo si colpisce. Non potete averlo colpito con niente. E ci vuole un bell’aggeggio per colpire il mondo in modo da farlo muovere.  Il grande astronomo e matematico si mise a ridere di cuore. - Eccellenza - disse - ma voi cr

Perché si dice "Chi dorme non piglia pesci?"

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Chi dorme non piglia pesci C'era una volta un uomo chiamato "Sonno" il quale aveva tre grandi passioni: mangiare, dormire, e andare a pescare. Un mattino di buonora si recò sulle rive di un laghetto armato di canna da pesca e numerose esche. Con grande meticolosità legò un bell'amo sul fondo della lenza e vi infilzò un bel vermetto. Dopo questi preliminari si accovacciò sotto le fronde di un grande albero e iniziò a pescare. Da un cestino tirò fuori un bel panino con del salame, una birretta fresca e, nell'attesa della cattura di qualche bel pesciolino, se lo mangiò con gusto. Di lì a qualche minuto cominciò a sbadigliare, a poco a poco, le palpebre si chiusero e sprofondò in un sonno profondo. Si risvegliò solo dopo qualche ora quando udì una voce che gli chiedeva: - Come va la pesca? Dopo qualche attimo di stupore tirò su la canna da pesca e rivolto all'uomo rispose: - Niente, oggi non è giornata, dipenderà dalla luna nuova!! - E se il motivo f

"La camicia", brano tratto da "Il signor Veneranda" - Lettura e comprensione del testo umoristico

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La camicia  Il signor Veneranda si affacciò allo sportello della banca. "Me la può cambiare" chiese il signor Veneranda gettando davanti all'impiegato una camicia spiegazzata. "Come?" chiese l'impiegato sbalordito. "Ho detto" continuò il signor Veneranda indicando la camicia "se me la può cambiare". "Ma io ..." balbettò l'impiegato. "Ma lei cosa?" chiese il signor Veneranda. "Non vorrà mica dire che lei non cambia mai la camicia per caso? Sarebbe un bello sporcaccione. Del resto dia qui. Non c'è mica solo questo sportello". "Lei" chiese il signor Veneranda all'altro impiegato "se la camicia è sporca, la cambia?". L'impiegato guardò il signor Veneranda stupito. "Certamente" disse. "Bene" fece il signor Veneranda "allora mi cambi questa" e gettò la camicia davanti all'impiegato. "Eh ma" balbettò l'i

Leggere, comprendere, comporre, un nonsense

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Il nonsense è una parola inglese che significa assurdità: è composto da parole prive di senso che generano dei testi in rima baciata, grotteschi, paradossali, molto spesso comici. Sono generalmente formati da una sola strofa composta da 5 versi. L'ultimo verso ripete il motivo del primo. Ve ne propongo alcuni: C'era nel fiume un allegro coccodrillo che suonava un piccolo mandrillo ai suoi versi un po' cretini cadevano tutti i mandarini c'era nel fiume un allegro coccodrillo C'era una volta a Gibilterra una ruota della Terra scricchiolavano i camini e saltavano i ciclamini c'era una volta a Gibilterra C' era una volta Giovannino un girasole nel mattino venne l'alba di Rosalba una fiaba un poco stramba c'era una volta Giovannino Ercole Bonjean   © Ora prova tu a scrivere un nonsense e a leggerlo alla maestra ed ai compagni. Buon divertimento!  Visualizza e stampa Ti potrebbero interessare:

"La fuga di Dante Alighieri", trasgressione letteraria di Ercole Bonjean

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La fuga di Dante Alighieri Nella notte stellata udivo l'incedere lento dei passi. Nella notte stellata udivo l'incedere lento degli step. Dopo la riunione vi fu una pausa, dopo il meeting vi fu un break. Salutai con piacere il mio allenatore, salutai con piacere il mio coach. L'intramontabile infinito di Giacomo Leopardi. L'evergreen infinito di Giacomo Leopardi. Ciao, ciao, Dante! Hello, hello, Dante!  Ercole Bonjean    © Visualizza e stampa Ti potrebbero interessare: Gli scritti del maestro Ercole

"Dolcetto o scherzetto?" di Ercole Bonjean - Filastrocca a rima baciata per la Festa di Halloween

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Dolcetto o scherzetto? Pipistrelli sopra il tetto, due fantasmi nel mio letto, dolcetto o scherzetto? Vive sopra un alberetto, uno scheletro perfetto, dolcetto o scherzetto? Vola vola allegretto, il mio vampiro prediletto, dolcetto o scherzetto? Ti regalo con affetto, un magnifico amaretto, dolcetto o scherzetto? Ercole Bonjean   © Ti potrebbero interessare: "Nella notte buia e scura" filastrocca a rima alternata del maestro Ercole "Halloween" filastrocca a rima alternata  Le origini di Halloween Visualizza e stampa

"Piero il malcontento", filastrocca di Lina Schwarz

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Piero il malcontento Dice Piero il malcontento: "Oh se zero fosse cento! Oh se il vuoto fosse pieno, o se il molto fosse meno! Oh se il lungo fosse corto, o se il vivo fosse morto, e se il buio fosse chiaro e dolcissimo l'amaro! Oh se il Sole fosse Luna, e la Luna mezza Luna. Oh se il caldo fosse gelo, se la Terra fosse il cielo,  se la Terra fosse il mare ... ! Piero, Piero, lascia andare, lascia il mondo come sta! Chi lo dice, chi lo sa, e saresti più contento se lo zero fosse cento, se il vuoto fosse pieno, e se il molto fosse meno? E se il lungo fosse corto, e se il vivo fosse morto e se il buio fosse chiaro, e dolcissimo l'amaro? Lascia il Sol, lascia la Luna, a ciascun la sua fortuna, lascia ognuno alla sua sorte; morte è vita e vita è morte, Terra è cielo e Terra è mare, a sapersi contentare! ... Lina Schwarz Visualizza e stampa Ti potrebbero interessare: Le poesie Le filastrocche L

"La bilancia", filastrocca di Ercole Bonjean

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La bilancia Stamattina la bilancia, sembra dica mangia mangia ... Già sorride quando l'ago, sale sale all'insù, più veloce del cucù … Arrossisce la mia guancia, presto arriva il mal di pancia ... Or son triste e sconsolato, gusto un po' di cioccolato … Da domani niente più, solo del tiramisù … Ercole Bonjean   © Visualizza e stampa Ti potrebbero interessare: Le poesie Le filastrocche La raccolta dei temi Il testo narrativo Il testo descrittivo Il testo argomentativo Il testo poetico Il testo umoristico Scrittura creativa

Testi di tipo narrativo, descrittivo, argomentativo, umoristico: tutti gli schemi dei temi.

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Il sito didattica scuola primaria è ricco di materiale per la produzione di testi scritti, molti dei quali con la relativa traccia di lavoro. Eccovi una serie di link in cui ho raccolto temi di vario genere con il relativo schema di lavoro:  Il testo di tipo fantastico: schema del lavoro Analisi di testi descrittivi attraverso dati di colore, uditivi, olfattivi, le sensazioni provate. Le tracce per lo svolgimento dei temi. Il testo narrativo fantastico: "La pozione magica" - Schema del racconto Fiaba di Natale: "Gli aiutanti di Babbo Natale" - Schema del testo di fantasia Tema: "Non avevo eseguito i compiti ..." - Schema del testo Cronaca della gita scolastica - Schema del testo Descrivo il mio gatto: il tema, lo schema del lavoro Come scrivere un breve racconto: i fatti, i commenti, le sensazioni Schema del testo narrativo - classe quinta II quadrimestre La descrizione della persona: il maestro Ercole - Schema del testo La desc

I vostri preferiti degli ultimi sette giorni

Verifica di analisi grammaticale per la classe quarta della scuola primaria. - Schede stampabili

Esercizi di analisi grammaticale per la classe quinta

Esercizi di analisi grammaticale per la classe terza della scuola primaria - Schede stampabili

La gita scolastica: testi con schema per la scuola primaria e media

TITOLI DI TEMI

Verifica di analisi logica per la classe quinta della scuola primaria

Giornata mondiale della Terra (Earth Day): attività educativo didattiche di apprendimento.

Tema: "Il mio cane" - Schema del testo descrittivo, relativo ad un animale, per la scuola primaria e media

Verifiche finali di italiano per la classe quinta della scuola primaria

Esercizi di analisi logica per la classe quinta della scuola primaria