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Insegnare a leggere e scrivere in una prima classe della scuola primaria: il metodo globale fonematico di Ercole Bonjean

In questi anni molto spesso sul metodo di insegnamento della lingua italiana in una prima classe ci sono state idee del tutto diverse, talvolta contrapposte. A mio parere la classica contrapposizione tra metodo globale e il suo opposto il metodo analitico non aveva ragione di esistere, i due metodi avevano il grosso limite di praticare una didattica estrema che non generava buoni risultati. L'enunciato teorico che sottende anche il nostro iter didattico è il seguente: è vero che la visione del tutto è anteriore alla ricognizione analitica delle parti (metodo globale), ma proprio per questo l'analisi va fatta ed è importante (metodo analitico). In altri termini, quando un bambino entra in classe ha dapprima una visione globale dell'aula ma poi va a cogliere i particolari: il banco, la lavagna, ecc. Se questo è vero, ed è difficile poter affermare che non lo è, dal punto di vista didattico ne deriva che occorra partire prima dalla frase (visione del tutto) per poi passare al

Il signor Veneranda: "Cerco garzone panettiere" - Testo umoristico per la scuola primaria e media

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Cerco garzone panettiere Il signor Veneranda lesse un cartello nella vetrina di un negozio: "Cerco garzone panettiere", entrò nel negozio e, indicando il cartello, chiese: - Scusi, è lei che cerca un garzone panettiere? - Sì - rispose il proprietario del negozio - sono io. - Ha provato - disse il signor Veneranda - a guardare sotto il letto? - Sotto il letto? - chiese il negoziante stupito. - Sì, sotto il letto, - rispose il signor Veneranda - non c'è nulla di strano, può darsi che il garzone panettiere che cerca lei sia andato a nascondersi sotto il letto oppure nella dispensa. Ha provato a guardare nella dispensa? - Ma - balbettò il proprietario del negozio - io ... è impossibile ... non so ... Come come? fece il signor Veneranda - E' impossibile cosa? Che sia andato a nascondersi sotto il letto o nella dispensa? - Ma io ... - balbettò il proprietario del negozio confuso - Io cerco ... perché non ce l'ho. - Non ce l'ha? - chiese il signor Ve

"La camicia", brano tratto da "Il signor Veneranda" - Lettura e comprensione del testo umoristico

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La camicia  Il signor Veneranda si affacciò allo sportello della banca. "Me la può cambiare" chiese il signor Veneranda gettando davanti all'impiegato una camicia spiegazzata. "Come?" chiese l'impiegato sbalordito. "Ho detto" continuò il signor Veneranda indicando la camicia "se me la può cambiare". "Ma io ..." balbettò l'impiegato. "Ma lei cosa?" chiese il signor Veneranda. "Non vorrà mica dire che lei non cambia mai la camicia per caso? Sarebbe un bello sporcaccione. Del resto dia qui. Non c'è mica solo questo sportello". "Lei" chiese il signor Veneranda all'altro impiegato "se la camicia è sporca, la cambia?". L'impiegato guardò il signor Veneranda stupito. "Certamente" disse. "Bene" fece il signor Veneranda "allora mi cambi questa" e gettò la camicia davanti all'impiegato. "Eh ma" balbettò l'i