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I racconti, le poesie, le filastrocche, gli articoli, del maestro Ercole Bonjean

Com'è bello scrivere! Da quando sono in pensione lo posso fare in ogni momento: di giorno, di notte, ogni occasione è buona. Questa passione nasce da esigenze didattiche per poi sfociare in un mia esigenza personale. Scrivere racconti, poesie, filastrocche, è diventato un momento piacevole della giornata. Dai dati di Google in mio possesso ho scoperto che i miei scritti hanno superato, in questi anni, le cinquecentomila visualizzazioni di pagina a riprova dell'interesse delle lettrici e dei lettori del sito per il mio lavoro. Ho quindi pensato di creare un apposito link con tutti i miei scritti a cui se ne aggiungeranno spero ancora molti altri. Non mi resta che augurarvi buona lettura. Racconti e descrizioni : Sogno di Natale La descrizione di un fenomeno naturale: "La bufera" (The storm) - La metafora nel testo descrittivo Perché si dice "Chi dorme non piglia pesci"? Perché si dice: "Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino" Perché si

"Il girasole", poesia a versi sciolti

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Il girasole Dinanzi all'acquazzone il girasole non ha dove nascondersi; affondano nel fango i suoi piedi, l'acqua ha invaso le aiuole. Lentigginoso e rossiccio, se ne sta nel suo berretto. Perché dovrebbe fuggir dall'aiuola, se ama la tempesta. S. Scipacev Visualizza e stampa Ti potrebbe interessare: La leggenda del girasole Foto di SabrinaSchleifer da Pixabay

Le filastrocche dei mesi dell'anno, attività educativo didattiche per la scuola primaria - Le quattro stagioni

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Mancano oramai poche ore allo scoccare della mezzanotte ed i fari si accenderanno sul 2020: mi auguro, da inguaribile ottimista, che sia portatore di salute e prosperità. In questa rubrica del sito vi propongo una serie di filastrocche relative ai mesi dell'anno, ed alle stagioni, che mi auguro possano essere utili per le attività educativo didattiche dei prossimi giorni. Non mi resta che augurarvi un sereno anno nuovo con tante note di felicità!!  Eccovi tutti i link relativi: "I dodici mesi", filastrocca di Gianni Rodari - Analisi ed interpretazione del testo "I mesi dell'anno" filastrocca di Renzo Pezzani Filastrocche dei mesi dell'anno "I mesi dell'anno", filastrocca a rima baciata di Angiolo Silvio Novaro "I mesi dell'anno", filastrocca a rima baciata di Ercole Bonjean I mesi dell'anno - Filastrocca popolare "I doni", le quattro stagioni in una filastrocca di Angio

"L'alba" di Lhi Pen

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L'alba Come un'albicocca matura, il cielo impallidito s' indora, Chi canta per primo? E' un bel mattino. L'estate è tornata. Lhi Pen Visualizza e stampa Ti potrebbero interessare: Le poesie Le filastrocche Il testo poetico Foto di RÜŞTÜ BOZKUŞ da Pixabay

L'estate: racconti, poesie, filastrocche, dettati, lettura e comprensione del testo, giochi per bambini.

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La scuola è iniziata da qualche giorno e con il suo arrivo è giunta la fine delle vacanze estive. Per diversi mesi dovremo dire addio ai bagni nell'acqua salata e cristallina, ai castelli costruiti con la sabbia in prossimità della battigia, alla compagnia degli amici vecchi e nuovi con i quali abbiamo trascorso tanti giorni di quest'estate straordinaria. Riprendere le attività scolastiche è stato comunque piacevole: abbiamo ritrovato i nostri compagni, i nostri insegnanti e, a poco a poco, riprendiamo il gusto d'imparare. Il ricordo dei giorni trascorsi si affievolisce mentre scopriamo nuove avventure nel mondo del conoscere. (e. b.) L'estate è sicuramente un argomento che stimola l'interesse delle bambine e dei bambini e può essere un ottimo spunto per lo svolgimento di varie attività educative. Eccovi una serie di unità didattiche da sfogliare: Il mare - Lettura e comprensione del testo - Spunti grammaticali La cicala e la formica: analisi ed interp

"I mesi dell'anno", filastrocca a rima baciata di Ercole Bonjean

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  I mesi dell'anno E' gennaio il primo mese, gaio e colmo di sorprese. E' febbraio corto e amaro, ma di gioie non è avaro. Trionfa marzo di colori, dolci musiche ed odori. Vien la pioggia ad aprile, com'è piacevole dormire. All'arrivo del primo maggio, ci scalda il sole col suo raggio. Quando giunge il caro giugno, ha il contadino la falce in pugno. Luglio riscalda il mare e il laghetto, corriam nell'acqua per un bagnetto. Ad agosto, nella notte di fiammelle, rischiaran il cielo la luna e le stelle. E' settembre il mese del vino, verso la scuola m'incammino. In ottobre è una cuccagna, già si gusta la castagna. Indosso a novembre la maglia di lana, corre lo scoiattolino nella tana. A dicembre vien Natale, il presepe ed i regali, un aiuto a chi ne ha meno, dividiamo in parti uguali. Ercole Bonjean   © Visualizza e stampa Image by Hermann Traub from Pixabay

"I mesi dell'anno" filastrocca di Renzo Pezzani

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I mesi dell'anno Dice Gennaio: - Chiudete quell'uscio Dice Febbraio: - Io sto nel mio guscio. Marzo apre gli occhi ed inventa i colori. Aprile copre ogni prato di fiori. Maggio ti porge la rosa più bella. Giugno ha un pugno una spiga e una stella. Luglio si beve il ruscello d'un fiato. Sonnecchia Agosto in un'ombra sdraiato. Settembre morde le uve violette. Più saggio Ottobre nel tino le mette. Novembre fa di ogni sterpo una fascina. Verso il presepe Dicembre cammina. Renzo Pezzani Visualizza e stampa Potrebbe interessarti: "I mesi dell'anno" filastrocca di Angiolo Silvio Novaro

"I dodici mesi", filastrocca di Gianni Rodari - Analisi ed interpretazione del testo

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I dodici mesi Gennaio, gennaio, il primo giorno è il più gaio, è fatto solo di speranza: chi ne ha tanta, vive abbastanza. Febbraio viene a potare la vite con le dita intirizzite: è senza guanti ed ha i geloni e un buco negli zoccoloni. Marzo pazzo e cuorcontento si sveglia un mattino pieno di vento: la prima rondine arriva stasera con l'espresso della primavera. Aprile tosatore porta la lana al vecchio pastore spoglia la pecora e l'agnello per farti un berretto ed un mantello. Maggio viene ardito e bello con un garofano all'occhiello, con tante bandiere nel cielo d'oro per la festa del lavoro. Giugno, invece, è falciatore; il fieno manda un dolce odore, in alto in alto l'allodola vola, il bidello chiude la scuola. Luglio miete il grano biondo, la mano è stanca, il cuore è giocondo. Canta il cuculo tra le foglie: c'è chi lavora e mai non raccoglie. Agosto batte il grano nell'a

Filastrocche dei mesi dell'anno

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Gennaio Toc, toc, toc batte gennaio che è un mese allegro e gaio: con la neve puoi giocare e in montagna andare a sciare, e col freddo che farà ti consiglio questa cosa qua: per dormire la buona nanna cioccolata e tanta panna. Febbraio Febbraio manda ogni bambino a cercare un cappellino da calarsi bene in testa perché fuori c’è aria di festa; c’è chi sorride, chi fa un inchino poi butta coriandoli e mangia un dolcino. “ Ma che razza di festa è? ”. “ E’ carnevale! Divertiti con me! “. Marzo Marzo una lacrimetta che una ventata asciuga e qualche nuvoletta che il sole mette in fuga. Minaccia di bufera e poi, tutto ad un tratto, riso di primavera. Oh! Marzo, marzo matto. Aprile Aprile salta su un tappeto di fiori. E’ primavera e si imparano nuovi colori. Giallo più blu fa verde il prato. Giallo più rosso? Hai indovinato? Diventa un arancio profumato. Il rosso è rosa con un po’ di bianco. Dimmene u

Il mare - Lettura e comprensione del testo - Spunti grammaticali

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Il mare Attraversarono molti paesi dove, sulla spiaggia, c'era una grande quantità di ombrelloni colorati. Nel mare azzurro c'era tanta gente che nuotava e tanti bambini che si spruzzavano: lontano scivolavano vele bianche. Che voglia di fare il bagno! Erano arrivati. La bambina sentiva gli odori del mare: l'odore del sale, delle alghe, del catrame e poi delle focacce calde, dei palloni di gomma, del pesce fritto. Nelle stradine sonnecchiavano al sole molti gatti. Come era bello stare al mare! Analisi del testo Che cosa vide la bambina sulla spiaggia? La bambina vide gli ombrelloni colorati. Che cosa c'era nel mare? Nel mare c'era tanta gente che nuotava, i bambini che giocavano, le vele bianche. Quali odori sentiva la bambina? La bambina sentiva gli odori del mare. Vide degli animali? Quali? Vide molti gatti al sole. Spunti grammaticali Elenca tutti i nomi presenti nel testo Sottolinea tutti i verbi Potrebbero inter

"I doni", le quattro stagioni in una filastrocca di Angiolo Silvio Novaro

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I doni Primavera vien danzando vien danzando alla tua porta Sai tu dirmi che ti porta? Ghirlandette di farfalle, campanelle di vilucchi, quali azzurre, quali gialli; e poi rose, a fasci e a mucchi. E l'estate vien cantando, vien cantando alla tua porta. Sai tu dirmi che ti porta? Un cestel di bionde pesche vellutate, appena tocche, e ciliege lustre e fresche, ben divise a mazzi e a ciocche. Vien l'autunno sospirando, sospirando alla tua porta. Sai tu dirmi che ti porta? Qualche bacca porporina, nidi vuoti, rame spoglie, e tre gocciole di brina, e un pugnel di morte foglie. E l'inverno vien tremando, vien tremando alla tua porta. Sai tu dirmi che ti porta? Un fastel d'aridi ciocchi, un fringuello irrigidito; e poi neve neve a fiocchi e ghiacciuoli grossi un dito. La tua mamma vien ridendo. vien ridendo alla tua porta, sai tu dirmi che ti porta? Il suo vivo e rosso cuore, e lo colloca ai tuoi piedi, con in mezzo ritto un fiore: Ma tu dormi e non

Le quattro stagioni: filastrocche a rima baciata ed a rima alternata

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Il signor Autunno Guarda il cielo ogni ora, lo rapisce dell'azzurro, di giallo lo colora. Dal suo grasso cestino scendon foglie rosse, gialle, che or carezzano un bambino. Sono tenui i suoi colori nella grande tavolozza dai leggeri, dolci, odori. Riempie il bosco di funghetti, di castagne marroncine, e di teneri mughetti. Stringe l'aria settembrina, calda calda in una mano, e la soffia a una bambina. Ercole Bonjean   © Il signor Inverno Con un passo lento lento getta pioggia, neve, vento; com'è freddo quel suo viso, com'è avaro di sorriso. Prova solo un po' di gioia, quando i bimbi fan baldoria, dai suoi occhi va via il gelo e di luce irradia il cielo. Piano piano col bastone ferma il vento e l'alluvione; ed è giunta ormai la sera, chiude gli occhi: è Primavera. Ercole Bonjean   © La signora Primavera Bentornata primavera, dal mattino sino a sera. Non fa freddo finalmente:

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