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Didattica Scuola Primaria di Ercole Bonjean

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martedì 1 dicembre 2009

La descrizione del papà



Il mio papà

           Sento dei passi sulle scale, subito corro a vedere se arriva mio papà
             perché so che non prende mai l'ascensore.
Sono molto contenta perché lui in casa non c’è quasi mai siccome fa il medico.
Mio papà è di corporatura normale, ma ha un po’ di pancia: è per questo che io e la mamma lo prendiamo sempre in giro. E’ di altezza media; il viso è tanto paffuto che certe volte mi ricorda quello di un bambino piccolo. Gli occhi sono di colore marrone scuro molto espressivi e rivelano subito il suo stato d’animo: sono comprensivi e dolci. Il naso è regolare, molto proporzionato rispetto al suo viso e la bocca è piccola con labbra sottili. Porta sempre i capelli cortissimi che sono di colore nero con qualche sfumatura bianca.
Mio papà è calmo, è difficile che s’arrabbi e mi sgrida solo quando le combino proprio grosse. E’ molto disponibile perché alla sera anche se è stanco, appena finisce di mangiare, gioca subito con me a scacchi o a carte; quando mi insegna uno sport o un gioco è molto paziente perché mi spiega le cose con chiarezza e se non le capisco me le ripete.
Io e mio papà stiamo tanto bene insieme, mentre siamo intenti nel gioco si sente “ Drin, drin”; è il telefono che squilla. Io spero sempre che sia un mio amico o un’amica di mia mamma, ma con grande dispiacere scopro tutte le volte che è un paziente di mio papà: dobbiamo interrompere il gioco e purtroppo anche metterlo via perché papà deve uscire. Io delusa torno in camera mia o in cucina con mia mamma.
Insomma, vorrei che mio papà avesse più tempo per stare con me, anche se capisco che il suo lavoro è indispensabile per la vita di tutti
 
Tratto dal libro “Il maestro sembra un clown” edizioni CEI Imperia 1996.

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