DIDATTICA SCUOLA PRIMARIA

Didattica Scuola Primaria di Ercole Bonjean

Didattica della lingua italiana - Didattica della Storia - Didattica della Geografia - Didattica della matematica - Il metodo globale fonematico - Esercizi di grammatica - Testi di vario tipo - Prove di verifica - Lettura e comprensione del testo - Ortografia - Schemi per la costruzione del testo - Schede di dettati svolti in classe - Schede di valutazione delle competenze - Aspetti normativi e deontologici della funzione docente - Il testo poetico: analisi ed interpretazione, schemi di lavoro, schede.

mercoledì 23 aprile 2014

San Martino di Giosuè Carducci - La voce è di Ercole Bonjean, sezione audiolibri.



San Martino

La nebbia a gl' irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
l' anime a rallegrar.
Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull'uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com' esuli pensieri,
nel vespero migrar.


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"Pianto antico" di Giosuè Carducci - Ercole Bonjean, sezione audio libri.



Pianto antico

L'albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
da' bei vermigli fior,
nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora
e giugno lo ristora
di luce e di calor.
Tu fior della mia pianta
percossa e inaridita,
tu dell'inutil vita
estremo unico fior,
sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra;
 il sol più ti rallegra
 ti risveglia amor.

Giosuè Carducci

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Audiolibri poesie

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martedì 22 aprile 2014

Prove INVALSI 2014

Le prove di verifica Invalsi, a mio parere, proprio perché di natura oggettiva, valutano solo parzialmente i processi di insegnamento apprendimento. Vi sono taluni aspetti irrinunciabili dell'iter didattico che giocoforza vengono trascurati dal sistema di valutazione nazionale. Mi riferisco in particolar modo alla capacità di esposizione scritta ed orale degli alunni. Vi è una parte soggettiva della verifica che solo i singoli insegnanti possono valutare. 
Se la premessa del mio ragionamento è corretta, ne consegue che la verifica delle competenze conseguite dai bambini, attraverso le prove INVALSI, risulti essere poco aderente alla realtà scolastica in cui operiamo. Ma la mia è una valutazione personale, del tutto soggettiva!

In ogni caso tuttavia, dura lex, sed lex, le prove vanno somministrate (brutto verbo, quasi peggio del sostantivo razionalizzazione, alias tagli) alle bambine e ai bambini. Di seguito troverete una serie di link atti allo scopo. In particolare trovo ben organizzato, come sempre, il sito del Maestro Roberto.


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Pessime prove Invalsi? Gli insegnanti tornino a studiare!



  
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Festa della Liberazione: 25 aprile 2014. Parole e musica karaoke.Didattica per la LIM.




Una mattina mi son svegliato
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Una mattina mi son svegliato
Eo ho trovato l'invasor
One morning I woke up

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

One morning I woke up

And I found the invader

O partigiano porta mi via
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
O partigiano porta mi via
Che mi sento di morir
Oh partisan, carry me away,

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

Oh partisan, carry me away,

For I feel I'm dying

E se io muoio da partigiano
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
E se io muoio da partigiano
Tu mi devi seppellir
And if I die as a partisan

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

And if I die as a partisan

You have to bury me

Mi seppellire lassù in montagna
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Mi seppellire lassù in montagna
Sotto l'ombra di un bel fiore
But bury me up in the mountain

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,

But bury me up in the mountain

Under the shadow of a beautiful flower

E le genti che passeranno
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
E le genti che passeranno
Mi diranno: "Che bel fior"
And the people who will pass by

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,

And the people who will pass by

ll say to me: "what a beautiful flower"

È questo il fiore del partigiano
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
È questo il fiore del partigiano
Morto per la libertà
This is the flower of the partisan

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao

This is the flower of the partisan

Who died for freedom


"Appartiene al repertorio della tradizione popolare ma veniva cantata da chi libero' l'italia dal nazifascismo.
Bella ciao” è un inno alla gioia per la fine della barbarie nazifascista, è un inno del popolo in festa che finalmente può esultare per la Liberazione, ricordando la notte dell’invasione nazista e i giorni bui del nazifascismo, durante i quali tanti partigiani sono caduti per la libertà di tutti." 




"
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La descrizione soggettiva: "In un prato all'alba" (il testo breve: minimo 13 - massimo 15 righe). Scheda stampabile del lavoro.



"



In un prato all'alba

Come per magia il nero della notte cominciò a schiarirsi, iniziai così a distinguere vagamente gli elementi del prato. Davanti a me la distesa d'erba era ricoperta da gocce di rugiada che con i primi tiepidi raggi del sole, cominciava ad assomigliare a tanti piccoli diamanti ma solo per pochi istanti perché il calore del sole le faceva cadere a terra. Distinguevo ora il verde pallido dell'erba ma con l'alzarsi del sole tutto si colorava d'arancio. In quel momento provai una grande sensazione di leggerezza, il sole iniziò a farsi vedere, l'aria si fece più calda, la notte era finita.

(Giacomo, classe quinta)

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25 aprile 2014: Festa della liberazione. "Fratelli d'Italia", testo e musica per karaoke.



Fratelli d'Italia 

Fratelli d'Italia L'Italia s'è desta, Dell'elmo di Scipio S'è cinta la testa. Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma, Ché schiava di Roma Iddio la creò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Dall'Alpi a Sicilia Dovunque è Legnano, Ogn'uom di Ferruccio Ha il core, ha la mano, I bimbi d'Italia Si chiaman Balilla, Il suon d'ogni squilla I Vespri suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Son giunchi che piegano Le spade vendute: Già l'Aquila d'Austria Le penne ha perdute. Il sangue d'Italia, Il sangue Polacco, Bevé, col cosacco, Ma il cor le bruciò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò


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lunedì 21 aprile 2014

Scuola e immigrazione. "Sono qui" di Francesca Jupe. Analisi e comprensione del testo.

Sono qui!

È difficile spiegare cosa si prova a cambiare definitivamente vita. Si cerca sempre la via giusta, quella che ti fa sperare di trovare la serenità in un posto sconosciuto, pieno di difficoltà.

Non si può sapere cosa ti riserva il futuro. Affronti la sfida consapevole, come nel caso dei miei genitori, di poter fallire nell’intento di far crescere i tuoi figli al meglio possibile, nel dare loro una buona educazione e cercare di scegliere il proprio futuro in un paese in cui possono esserci prospettive migliori di vita. Non esiste una motivazione piacevole che ti porti a cambiare la tua vita e di conseguenza quella dei tuoi figli. Le motivazioni possono essere varie ma la più importante di tutte è quella di trovare un lavoro onesto che ti aiuti a vivere degnamente. Sono persone leali che, molto probabilmente, hanno vissuto nella povertà. La mia famiglia non era molto povera ma, purtroppo o per fortuna, i miei genitori hanno deciso lo stesso di provare a dare, a me e a mio fratello, una vita migliore. Per fare tutto ciò loro hanno dovuto e continuano tuttora a lavorare davvero molto, come tante persone oneste. La loro vita si è basata e si basa tuttora sulla voglia continua di renderci più sereni. Ne ho versate di lacrime i primi giorni quando sono venuta qua, in Italia, ma so bene che ora non mi posso lamentare di niente perché fortunatamente, quando si è piccoli, si apprende più facilmente, si ha la volontà di conoscere persone, imparare e, soprattutto di sorridere tanto! Quando non conosci nessuno e hai davvero necessità di qualcosa d’importante, non è facile trovare qualcuno che voglia davvero darti il suo appoggio senza ricevere nulla in cambio. La maggior parte delle persone a cui chiedi aiuto pretende sicuramente un riconoscimento materiale. Quando però, per caso, riesci a trovare la persona che è buona nell'animo, quella che si accontenta solo di renderti felice (magari sa quanto è difficile per te riuscire, per esempio, a trovare lavoro o, ancora più importante, una casa in cui non devi dormire in quattro persone nello stesso letto), ti senti la persona più felice di questo ingiusto mondo perché sai che tutto quello per cui ti stanchi prima alla fine viene ricambiato. Così facendo, puoi, dopo una giornata di duro lavoro, riuscire a sorridere e sai che per quella persona che ha voluto aiutarti, proverai profonda gratitudine e dovuto rispetto. Ricordo ancora bene, anche se avevo poco più di cinque anni, il viaggio lungo e rischioso che abbiamo trascorso in una piccola barchetta piena di persone che, probabilmente, come noi, andavano in contro a molte incertezze, ma nonostante ciò non si sono voluti fermare. Stringevo forte i miei genitori come se sapevo che da un momento all’altro potesse accadere qualcosa di terrificante. Per rasserenarli e per non far loro capire che ero a dir poco impaurita, facevo finta di dormire. Ma il tempo non passava mai. Avevo sempre più paura. Pregavo. Pio, alla fine siamo arrivati in una spiaggia. Non c’era nessuno, il buio che ci circondava e noi in cerca di una strada da seguire. Quella strada mi ha portata fin qua a raccontare la mia storia. Ora frequento l’ultimo anno di scuola superiore. Sono felice ma non so ancora cosa ne sarà del mio futuro … Spero solo di non dover più rivivere la stessa avventura.

Francesca Jupe 

Tratto dalla rivista Imperia New Magazine

Scheda operativa dell'unità didattica

Comprensione del testo

  1. Cosa pensa l'autrice della sua esperienza in Italia?
  2. E' grata ai suoi genitori? Perché?
  3. Com'è giunta Francesca in Italia? Perché il viaggio è stato rischioso?
  4. Come giudica la sua esperienza in Italia?

Analisi ed interpretazione del testo

  1. Cosa bisogna fare per mettersi dalla parte degli altri?
  2. Ritieni che Francesca Jupe abbia risolto tutti i suoi problemi? Oppure solo in parte?
  3. Perché tanti italiani oggi vanno all'estero in cerca di lavoro?
  4. Narra un'esperienza personale importante che ha modificato la tua vita?
Inserisco un mio articolo, proprio su Francesca, i primi giorni in cui è venuta a scuola in Italia e mia alunna.


Il linguaggio dell'amore

Francesca Jupe sorride. Sono ormai trascorsi tre anni da quel rigido inverno del 1998, quando entrò nella nostra classe prima, dopo aver traversato l'Adriatico su un gommone, come tanti suoi connazionali, con la speranza di una vita migliore ... (leggi articolo)

Ercole Bonjean

Francesca ha oggi 23 anni si è diplomata all'Istituto Tecnico G. Ruffini di Imperia con ottimi risultati. Coltiva la passione per la scrittura. Alle scuole medie si classificò terza ad un concorso letterario.
Le auguro ogni bene!

Il lavoro è adatto per una classe quinta oppure per la scuola media inferiore.

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Festa della mamma: educazione musicale, "Mamma Maria". Didattica per la LIM (lavagna interattiva multimediale).

E' questo un iter didattico piacevolmente coinvolgente. Particolarmente adatto per la didattica per la LIM (lavagna interattiva multimediale).




Mamma Maria 

Un gatto bianco
con gli occhi blu..
un vecchio vaso
sulla tivu..
nell'aria il fumo
delle candele
due guance rosse
rosse come mele
un finto incontro
la gelosia
e una ricetta
per l'allegria
legge il destino
ma nelle stelle
e poi ti dice
solo cose belle
mamma ma mamma
maria ma mamma ma
mamma maria ma
mamma ma mamma
maria ma mamma ma
mamma maria ma
nel mio futuro
che cosa c'e`..
sarebbe bello
se fossi un re..
cosi` la bionda
americana
o s'innamora o la
trasformo in rana
io muoio dalla
curiosita`..
ma dimmi un po'
la verita`..
voglio sapere
se questo e` amore
sara` sincero
sara` con
tutto il cuore
mamma ma mamma
maria ma mamma ma
mamma maria ma
mamma ma mamma
maria ma mamma ma
mamma maria ma
non ho una lira
pero` vorrei..
comprare il cielo
per darlo a lei
ci dividiamo un
po' di fortuna
e insieme al cielo
compriamo anche
la luna
mamma ma mamma
maria ma mamma ma
mamma maria ma
mamma ma mamma
maria ma mamma ma
mamma maria ma
mamma ma mamma
maria ma mamma ma
mamma maria ma
mamma ma mamma
maria ma mamma ma
mamma maria ma
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Racconto per la Festa della Mamma: unità didattica per la comprensione e l'interpretazione del testo. Scheda stampabile e gratuita.



Per Amore

Una povera mamma di quattro figli non faceva che lavare, pulire, far da mangiare tutto il giorno.
Fasciava il bimbo di sette mesi, lavava il viso e le mani a quello di quattro anni; pettinava la bambina di sei, si sgolava dietro al bambino di otto. 
Era tutto il giorno in faccende, e non si lamentava mai.
Poveretta! - disse un giorno una donna. - lo non farei quella vita nemmeno per un milione al giorno.
E io non la farei neppure per tutto l'oro del mondo - rispose la mamma, che aveva udito.
E allora, perché la fate? - chiese l'altra.
Per amore - rispose la mamma.

Piero Bargellini

  1. Cosa pensi di questo brano?
  2. Sei riconoscente alla mamma per quello che fa?
  3. Cosa puoi fare per aiutare la mamma?
  • Ricerca tutti i nomi e i verbi presenti nel testo "Per Amore".
Nomi: mamma, figli, giorno, bimbo, viso, mani, bambina, bambino, faccende, donna, vita, milione,oro, mondo, amore.

Verbi: faceva, lavare, pulire, mangiare, fasciava, lavava, pettinava, sgolava, lamentava, disse, farei, rispose, aveva udito, fate, chiese, rispose.

Prova ora tu a scrivere un testo su quanto fa la mamma per te.

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Festa della mamma. Lettura, comprensione ed interpretazione del testo.

Accanto alla mamma

Ogni volta che tento di rintracciare nel passato le impronte della beatitudine mi rivedo accanto alla mamma nei pomeriggi d'inverno quando calava presto la notte, seduti a una stessa tavola sotto la luce quieta che veniva dal globo di vetro appannato del lume a petrolio. 
Lei tutta rinvoltata in uno scialle di lana celeste, cuciva con l'ago o con la macchina; io appiccicavo sopra un foglio grandi farfalle azzurre o piccoli cammelli color sabbia o strane bambine danzanti con la gonna rossa.
La strada era silenziosa, in casa non c'era nessuno all'infuori di noi due, soli soli, vicini vicini, al riparo dal vento, dal freddo, dal buio e io mi sentivo salvo e sicuro sotto la protezione della luce calma della lampada e degli occhi i lucenti e potenti di mia madre.


Giovanni Papini
  1. Ti è piaciuto questo racconto? Perché?
  2. E' un racconto che si svolge in un passato vicino o lontano?
  3. Qual è il sentimento prova il bambino per la mamma?
  • Sottolinea tutti gli aggettivi qualificativi presenti nel brano e ricercane il significato sul vocabolario.
  • Prova a descrivere la mamma utilizzando lo schema che segue.



Tema

La mia mamma

Presentazione del personaggio

"Cosa hai fatto oggi a scuola" queste sono le prime parole di quando ritorno da scuola che mi dice mia mamma. Mia mamma si chiama Paola.

Aspetto fisico

E' di corporatura snella ed è di altezza superiore alla media. Ha i capelli di colore castano scuro con dei riflessi rossi un po' arricciati al fondo, gli occhi sono di colore marrone scuro così espressivi che guardandola capisco di che umore è; il naso è regolare, ma verso le narici è un po' a patatina. La bocca è grande, ha il labbro superiore sottile e quello inferiore è più carnoso.

Carattere comportamento

E' simpatica perché le piace scherzare. A volte è severa e quando si arrabbia sembra un vulcano in eruzione. E' molto affettuosa perché prima di andare a dormire mi riempie di baci. E' allegra perché quando andiamo in macchina si mette a cantare.

Un breve episodio

Un giorno mi ero dimenticata di fare i compiti ed ero già andata a catechismo. Dopo un po' mia mamma si accorse che dovevo finire i compiti di matematica, così mia mamma mi disse di andare a finirli, ma dato che era ora di andare a mangiare mi scrisse le operazioni su un foglio. Io me le ricopiai sul quaderno.

Conclusione

Da quel giorno mia mamma mi mostrò di essere una vera amica.

(Michela, classe terza)

TEMI TRATTI DAL LIBRO: "IL MAESTRO SEMBRA UN CLOWN" ED. CEI. PUBBLICAZIONE PATROCINATA DAL COMUNE DI IMPERIA ASSESSORATO ALLA CULTURA (1996). UNA COPIA DEL LIBRO SI PUO' OTTENERE IN PRESTITO PRESSO LA BIBLIOTECA CIVICA "LAGORIO" DI IMPERIA (0183/572601-2) OPPURE DIRETTAMENTE ALLA CASA EDITRICE NELLA PERSONA DI EMILIA FERRARI (0183/290584)

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Il modo congiuntivo

I
l modo congiuntivo è il verbo della creatività. Accende i nostri sogni e, talvolta, permette di concretizzarli. Provo un vero dispiacere quando mi accorgo che questo bellissimo verbo viene maltrattato con l’uso dell’imperfetto o del futuro. Fino ai miei ultimi giorni di scuola ho cercato di renderlo vivo ai bambini. E’, a mio parere, un verbo fondamentale che ci consente di accedere ai vari tipi di codici linguistici: le ipotesi, il dubbio, la speranza in un futuro migliore.




Eccovi una serie di link che mi auguro possano esservi di un qualche aiuto nell’iter educativo didattico:


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venerdì 18 aprile 2014

Pensione anticipata: nuove forme di prepensionamento.

Allo studio nuove forme di prepensionamento

Uno scivolo per chi è vicino alla pensione, con contributi pagati dall'azienda e restituzione del trattamento dopo il prepensionamento, nell'ambito di una soluzione per tutti gli esodati: le anticipazioni del ministro Poletti.




Si vanno chiarendo le caratteristiche del meccanismo di “scivolo“, volto a evitare nuovi casi di esodati ed annunciato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: il titolare del dicastero pensa a una forma di pensione anticipata con contribuzione a carico dell’azienda e restituzione parziale del trattamento dopo aver maturato i requisiti pensionistici.
Per saperne di più ...

L'immagine è del sito Supermanu
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Gabriel Garcia Marquez ci ha lasciati con un regalo





Darei valore alle cose non per quello che valgono
ma per quello che significano. 

Darei valore alle cose non per quello che valgono
ma per quello che significano.
Dormirei poco, sognerei di più.
So che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi
perdiamo 60 secondi di luce di cioccolata.
Se Dio mi concedesse un brandello di vita,
vestito con abiti semplici, mi sdraierei, al sole
e lascerei a nudo non solo il mio corpo
ma anche la mia anima.
Dio mio, se avessi cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio
e aspetterei che si alzasse il sole.
Dipingerei le stelle con un sogno di Van Gogh,
con un poema di Benedetti, una canzone di Serrat
sarebbe la mia serenata alla luna.
Bagnerei con le mie lacrime le rose
per sentire il dolore delle spine
ed il bacio vermiglio dei petali.
Dio mio, se io avessi ancora un brandello di vita
non lascerei passare un solo giorno
senza dire alla gente che io amo, io amo la gente.
Convincerei ogni uomo ed ogni donna
che sono i miei favoriti
e vivrei innamorato dell’amore.
E dimostrerei agli uomini quanto sbagliano
quando pensano di smettere di innamorarsi
quando invecchiano senza sapere che invecchiano
quando smettono di innamorarsi.
Darei ad ogni bambino le ali
ma lo lascerei imparare, da solo, a volare.
Ai vecchi insegnerei che la morte
non arriva con la vecchiaia ma con l’oblio.
Ho imparato molte cose da voi, dagli uomini…
Ho imparato che tutti, al mondo,
vogliono vivere in cima alla montagna
senza sapere che la vera felicità
sta in come si sale la china.
Ho imparato che quando un neonato afferra,
per la prima volta, con il suo piccolo pugno,
il dito di suo padre, lo terrà prigioniero per sempre.
Ho imparato che un uomo
ha diritto di guardare un’altro uomo
dall’alto verso il basso solo quando lo aiuta a rialzarsi.
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi
ma non mi serviranno davvero più a molto
perchè quando guarderanno in questa mia valigia,
infelicemente io starò morendo.
Tieni chi ami vicino a te,
Tieni chi ami vicino a te,
digli quanto bisogno hai di loro,
amali e trattali bene,
trova il tempo per dirgli
mi spiace,
perdonami,
per favore,
grazie
e tutte le parole d’amore che conosci.
Si può essere innamorati
Si può essere innamorati
di diverse persone per volta,
e di tutte con lo stesso dolore,
senza tradirne nessuna,
il cuore ha più stanze di un casino.
C’era una stella sola
C’era una stella sola e limpida nel cielo colore di rose,
un battello lanciò un addio sconsolato,
e sentii in gola il nodo gordiano
di tutti gli amori che avrebbero potuto essere
e non erano stati.
Sempre c’è un domani
Sempre c’è un domani
e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene,
ma se mi sbagliassi
e oggi fosse tutto ciò che ci rimane,
mi piacerebbe dirti quanto ti amo,
che mai ti dimenticherò.

Gabriel Garcia Marquez

Se vuoi leggere altre poesie dello scrittore vai al sito Racconti e poesie d'Autore

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mercoledì 16 aprile 2014

Auguri di Buona Pasqua



Cari Auguri di Buona Pasqua a tutte le colleghe ed i colleghi!

Ercole Bonjean

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lunedì 14 aprile 2014

Racconti russi per bambini: "La rapa" di Alexei Tolstoi

La rapa

C'era una volta un vecchietto che piantò una piccola rapa e disse:
- Cresci, cresci, piccola rapa, cresci carnosa Cresci, cresci, piccola rapa, cresci forte! 
La rapa crebbe carnosa, forte e grande, tanto grande.
Poi un giorno il vecchietto andò nell'orto per toglierla. Egli tirò, tirò ancora ma non riuscì a strapparla.!
Chiamo allora una vecchina:
La vecchina  si mise a tirare il vecchietto, il vecchietto tirò la rapa.
Essi tirarono e tirarono ancora, ma non riuscirono a sradicarla!
Allora la vecchina chiamò la nipotina:
la nipotina tirò la vecchina,
la vecchina tirò il vecchietto,
il vecchietto tirò la rapa.
Essi tirarono e tirarono ancora, ma non riuscirono a sradicarla!
La nipotina chiamò il cane nero:
l cane nero tirò la nipotina,
la nipotina tirò la vecchina, 
la vecchina tirò il vecchietto il vecchietto tirò la rapa.
Essi tirarono e tirarono ancora, ma non riuscirono a sradicarla!

Il cane chiamò il gatto: 
il gatto tiro il cane nero,
il cane nero tirò la nipotina,
la nipotina tirò la vecchina,
la vecchina tirò il vecchietto,
il vecchietto tirò la rapa.
Essi tirarono e tirarono ancora, ma non riuscirono a sradicarla!

Il gatto chiamò il topo,
il topo tirò il gatto,
il gatto tirò il cane nero,
il cane nero tirò la nipotina,
la nipotina tirò la vecchina,
la vecchina tirò il vecchietto,
il vecchietto tirò la rapa.
Essi tirarono e tirarono ancora: finalmente la rapa venne fuori!

Alexei Tolstoi

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Antologia

Racconti e poesie d'autore



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domenica 13 aprile 2014

Educazione alla musica: "Per fare un fiore ...", testo di Gianni Rodari, musica di Sergio Endrigo. Didattica per la LIM (lavagna interattiva multimediale).


Il dipinto è di Cristina Berardi

Per fare un fiore

Le cose di ogni giorno raccontano segreti
a chi le sa guardare ed ascoltare ...

Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole un fiore
ci vuole un fiore, ci vuole un fiore,
per fare un tavolo ci vuole un fio o re.

Per fare un fiore ci vuole un ramo
per fare il ramo ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il bosco
per fare il bosco ci vuole il monte
per fare il monte ci vuol la terra
per far la terra vi Vuole un fiore
per fare tutto ci vuole un fio o re

Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole il fiore
ci vuole il fiore, ci vuole il fiore,
per fare tutto ci vuole un fio o re.

Testo di Gianni Rodari

Musica di Sergio Endrigo




Questo percorso è particolarmente adatto da proporre ai bambini con la LIM (lavagna interattiva multimediale). Semplicissimo utilizzare il codice HTML su You Tube alla voce:codice da incorporare.

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Educazione musicale: "Alla fiera dell'est" di Angelo Branduardi, testo e musica per la scuola primaria. Didattica per la LIM (lavagna interattiva multimediale).

Alla fiera dell'est

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne il gatto, che si mangiò il topo, che al mercato mio padre comprò
E venne il gatto, che si mangiò il topo, che al mercato mio padre comprò
Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne il cane, che morse il gatto, che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.





Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto,
che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.



Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane,
che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne l'acqua che spense il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane
che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne il toro, che bevve l'acqua, che spense il fuoco,
che bruciò il bastone, che picchiò il cane,
che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E venne il macellaio, che uccise il toro, che bevve l'acqua,
che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane,
che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E l'angelo della morte, sul macellaio, che uccise il toro, che bevve l'acqua,
che spense il fuoco, che bruciò il bastone, che picchiò il cane,
che morse il gatto, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E infine il Signore, sull'angelo della morte, sul macellaio,
che uccise il toro, che bevve l'acqua, che spense il fuoco,
che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto,
che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò.


Angelo Branduardi

Questo percorso è particolarmente adatto da proporre ai bambini con la LIM (lavagna interattiva multimediale). Semplicissimo utilizzare il codice HTML su You Tube.

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