DIDATTICA SCUOLA PRIMARIA

Didattica Scuola Primaria di Ercole Bonjean

Didattica della lingua italiana - Didattica della Storia - Didattica della Geografia - Didattica della matematica - Il metodo globale fonematico - Esercizi di grammatica - Testi di vario tipo - Prove di verifica - Lettura e comprensione del testo - Ortografia - Schemi per la costruzione del testo - Schede di dettati svolti in classe - Schede di valutazione delle competenze - Aspetti normativi e deontologici della funzione docente - Il testo poetico: analisi ed interpretazione, schemi di lavoro, schede.

mercoledì 29 ottobre 2014

Genitori e figli - L'intervento dello psicologo

In questi anni di cambiamenti rapidi del tessuto sociale, di crisi economica e morale, educare diventa sempre più difficile. Il genitore è lui stesso disorientato e questo si ripercuote inevitabilmente sul bambino.Numerose le scuole che offrono la possibilità alle famiglie di poter consultare uno psicologo, per chiedere un consiglio su come poter affrontare e risolvere determinati problemi legati alla crescita del bambino. Negli anni sempre più frequenti i casi di bambini iperattivi od abulici, ed insegnare a scrivere in un italiano corretto, diventa il minore dei problemi per il docente degli anni 2000. Personalmente quando nel corso degli anni è stato chiesto il mio parere, durante il colloquio, a parte qualche consiglio, dettato dal buon senso in educazione, più che da specifiche competenze, mi sono limitato al mio ruolo che è quello per cui sono pagato, fare il maestro. Ho tuttavia seguito l'evolversi di determinate situazioni di malessere degli alunni ed ho avuto l'opportunità di vedere il dopo, sia nell'evolversi in positivo, sia nell'evolversi in negativo delle stesse. E' innegabile che l'intervento dello psicologo o del neuropsichiatra infantile capace possa aver inciso in modo talvolta determinante nel ridare ad un bambino la fiducia nella vita e di conseguenza la gioia ad un papà o ad una mamma nel rivedere il sorriso nel volto del proprio figlio. Questo è potuto accadere quando da parte del professionista, senza tanti fronzoli, si andava dritti al sodo del problema e prima del colloquio con il bambino, venivano ascoltati i genitori. In seguito, talvolta dopo diversi incontri, lo psicologo incontrava il bambino per ascoltarlo e trovare soluzioni concrete. 

Ercole Bonjean

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domenica 26 ottobre 2014

Genitori e figli - Lo studio della lingua italiana

Oggi più di ieri possedere la capacità di esprimersi in un italiano corretto è la base per la crescita culturale del bambino. E’ erroneo, a mio parere, pensare che l’avvento delle nuove tecnologie e l’inglese, che sempre di più diventa la lingua del pianeta, debbano escludere la buona conoscenza della lingua italiana. E’  pericoloso trascurare questo aspetto a cui non viene dato il giusto risalto proprio nella scuola di base dove poggia tutto l’edificio cultura della persona che cresce. L’insegnamento dell’italiano, ridotto negli anni a sole cinque ore (in terza, quarta e quinta classe della scuola primaria), è basilare perché dalla migliore o peggiore padronanza della parola si otterranno risultati buoni o cattivi in  tutti gli altri campi del sapere. Un vocabolario ricco è la chiave per accedere a qualsiasi tipo di scenario culturale e sociale. Gli Italiani che in terra straniera, ahimè, sono gli artefici delle scoperte di maggiore rilievo in campo internazionale non vi è dubbio che usino un italiano corretto, ricco ed elegante, capace di penetrare ogni tipo di codice linguistico. Quello che sono oggi nasce da ieri, da quei primi giorni di scuola, dal piacere di appropriarsi dei suoni e dei segni della lingua, da genitori, insegnanti e modelli identificativi significativi che hanno saputo ben lavorare e che mentre spiegano ai propri figli spiegano a se stessi. 

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martedì 21 ottobre 2014

Genitori e figli - L'identikit

Qual è l'identikit dell'educatore di oggi? Quali i requisiti per poter adempiere pienamente e con piacere all'essere genitore, un buon genitore, un buon padre od una buona madre. Qual è la ricetta per vivere meglio? Non vi sono ricettari ad hoc, a meno che non ci si trovi di fronte a tarocchi. Ogni bambino, ogni individuo, è simile agli altri ma nel contempo anche diverso, piacevolmente diverso, qualche volta molto diverso. Non vi è motore di ricerca che trovi il sito delle verità in educazione. La premessa tuttavia la conosciamo ed è molto semplice, banale, scontata: al proprio figlio occorre voler bene. Se poi andiamo a vedere cosa realmente questo significa, dal semplice passiamo al complesso, dobbiamo andare oltre la premessa indispensabile ed imprescindibile, da cui deriva tutto il resto per poi calarci nei fatti concreti della vita di ogni giorno. Voler bene può voler dire tante cose. Quando mia figlia non vuole darmi la mano e siamo pedoni a rischio di vita, se gli voglio bene m'impongo e la mano me la dà, che lo voglia o no.
In questo caso voler bene significa sconfinare nell'autoritarismo. Non è poi proibito, dopo averle salvato la pelle, spiegarle il perché di quella mano apparentemente violenta che stringe con forza.
Mio figlio ha studiato, ha fatto il suo dovere e chiede di andare al cinema come promesso, come giusto premio, ma sono stanco ho avuto una settimana terribile ed ho la mia squadra del cuore in diretta su Sky. “La prossima volta, prima o poi, quel film lo rivedremo a casa, tranquilli senza doverci muovere, te lo prometto”. Si siede in poltrona e si eclissa. Mentre si rialza, si stiracchia e sbadiglia: “Che partita del cavolo, abbiamo vinto ma non mi sono divertito, ventidue vacche al pascolo nel prato!".

(Ercole Bonjean)

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Genitori e figli


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martedì 14 ottobre 2014

Commemorazione dei defunti: un racconto, una poesia.

Lassù nel cielo

Ogni sera guardo il cielo
cercando una stella; 
sei la più bella
nel fondo del cielo blu, 
sei la mia mamma,
ne son certa, sei tu.


Ercole Bonjean

Due novembre

Quanti fiori di tanti colori: bianchi, gialli, rosati, violacei, azzurri come il cielo, in questa insolita giornata di novembre. Sono tiepidi oggi i raggi di un pallido sole; compare di tanto in tanto a riscaldarci, mentre gli alti cipressi controllano i passanti: con passo lento, in una lunga fila, si avvicinano per l'incontro con i propri cari. L'immagine sbiadita dei marmi è ricoperta da strisce dorate e solenni. In disparte una serie di croci senza nome, semplici, in legno povero, senza fiori. Solo i bambini fanno festa lì intorno, e giocano a nascondino, e corrono veloci per arrivare primi alla meta. Ora il luogo diventa un giardino colorato, si riempie di profumi e chiacchierii, di tanto in tanto una lacrima bagna la terra, vola tra le grigie nuvole una semplice preghiera.

Ercole Bonjean

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Immagine: milanopost

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lunedì 13 ottobre 2014

Il testo poetico: verifica di lettura, comprensione ed interpretazione del testo.

Acquazzone

Si ode un tuono a sussulti
che si ripercuote di colpo,
e agita il vento
le tendine della finestra.

Succede il silenzio,
ma come prima si soffoca,
e nel cielo come prima
i lampi frugano e frugano.

Ma quando lo sfavillante
mattino cocente
asciuga le pozze nei viali
dopo l'acquazzone notturno,

guardano accigliati
per il sonno interrotto,
secolari, odorosi,
i tigli ancora in fiore.

Boris Pasternak

Prova di verifica

Comprensione ed interpretazione del testo
  1. Qual è l'argomento della poesia?
  2. Quali aspetti dell'acquazzone descrive il poeta?
  3. Individua i dati di movimento, di colore e di suono presenti nella poesia.
  4. Sottolinea le metafore presenti nel testo.
  5. Individua nel testo le parole onomatopeiche.
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Immagine: leleraf

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mercoledì 8 ottobre 2014

Pioggia autunnale di Ernest Hemingway

Pioggia autunnale

"Alla fine dell'autunno, in un solo giorno, cambiava il tempo. Di notte dovevamo chiudere le finestre perché non entrasse la pioggia e il vento freddo strappava le foglie dagli alberi della piazza.
Le foglie giacevano fradice nella pioggia e il vento spingeva la pioggia contro il grosso autobus verde al capolinea".

Ernest Hemingway


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Immagine: meteovalleditria

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martedì 7 ottobre 2014

Il platano in autunno - Comprensione del testo

Il platano in autunno

In mezzo al prato un platano allargava i suoi rami. Le foglie avevano varie tonalità, dal verde pallido al rosso rame, ma erano ancora attaccate al loro gambo e il platano, bellissimo a vedersi ne era fiero. Al mattino il bosco era ovattato da una fitta nebbia e i sentieri erano grigi. Il cielo sembrava ricoperto da pesanti panni grigiastri e il sole non dava alcun tepore. Il giorno seguente il platano era completamente spoglio. Le foglie giacevano per terra, formando una fitta corona tutt'intorno al tronco.

F. Salten

Comprensione del testo:
  1. In quale stagione si svolge la scena descritta?
  2. Da che cosa capisci che si tratta dell'autunno?
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lunedì 6 ottobre 2014

Pioggia autunnale in città - Lettura e comprensione del testo

Pioggia autunnale in città

Da tre giorni piove senza tregua. L'acqua precipita sonante sui tetti, corre a rivoli nelle strade. La gente è stizzita; torme di ombrelli si buttano contro i muri quando le rasentano automobili e autobus sventaglianti spruzzi gialli e lunghi dalle ruote. Solo i vigili, nei loro impermeabili, raccolgono pazienti le acque del cielo e ... della terra.

G.B. Angioletti

Analisi e comprensione del testo:
  1. Cosa significa l'espressione “l'acqua corre a rivoli”?
  2. Perché la gente è “stizzita”?
  3. Cosa sono le “torme” di ombrelli?
  4. Cosa significa l'espressione “autobus sventaglianti spruzzi”?
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Immagine: equilibriarte

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domenica 5 ottobre 2014

I funghi - Analisi del testo: la metafora.

I funghi

Il bosco in autunno è il trionfo dei colori. E' il momento in cui compaiono i funghi; essi spuntano tutti insieme. Ecco il porcino con il cappello color tonaca di frate cappuccino con il grosso piede color avorio; ecco il gallinaccio con il collaretto color arancione tutto piegoline; ecco l'ovolaccio con il suo ombrello rosso, punteggiato di lacrime bianche; e ancora il prataiolo con il suo parasole chiaro da vecchia signora.

M. Roland

Il brano è particolarmente adatto per inserire il discorso sulle metafore: il frate cappuccino, gli ombrellini colorati. Per ogni metafora un disegno.

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Immagine: confini anima
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mercoledì 1 ottobre 2014

La storia del vino - Analisi del testo



La storia del vino

“Dai, Vino Buono, racconta la tua storia!” chiedono tutte le bottiglie della cucina.
“Uffa, che barba!” borbotta Aceto a cui non va mai bene niente.
Il Vino guarda i suoi amici e poi, non foss'altro che per far dispetto a suo cugino Aceto, incomincia a raccontare: “Dovete sapere che mio padre era un Gran Vigneto e mia madre era tanto dolce e buona che tutti gli altri grappoli la invidiavano. Molta gente veniva ad ammirare la mia famiglia ed io non ero ancora nato che già tutti dicevano: “Chissà che buon vino verrà fuori da voi!”.
Dopo che sono nato, mi hanno messo in una bottiglia verde con su una bella etichetta in cui era stata scritta la mia data di nascita ed il nome di mio papà, e mi hanno mandato in cantina a studiare da Vino Buono. Ho imparato un mucchio di cose, sapete: che non mi devo scuotere, per esempio, se no divento torbido, che non devo dare confidenza all'acqua e che … non devo dire mai malignità, per non rischiare di diventare Aceto!”.
“Bravo!” urla Olio entusiasta. Anche le altre bottiglie applaudono e mentre Vino Buono ringrazia, Aceto, disperato, si butta a capofitto nell'insalata!

M. G. Bucceri rid. da “Mamma mi leggi?", ed. La Sorgente

Analisi del testo
  1. Chi è il papà di Vino Buono?
  2. Perché Aceto non vuole che racconti la sua storia?
  3. Chi è la mamma di Vino Buono?
  4. Dove viene messo Vino Buono appena nato?
  5. Cosa è scritto sull'etichetta?
  6. Cosa impara Vino Buono a scuola?
  7. Perché Aceto non è amico di Vino Buono?
  8. Dove si getta al termine del racconto?
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Immagine: finanza on line


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