DIDATTICA SCUOLA PRIMARIA

Didattica Scuola Primaria di Ercole Bonjean

Didattica della lingua italiana - Didattica della Storia - Didattica della Geografia - Didattica della matematica - Il metodo globale fonematico - Esercizi di grammatica - Testi di vario tipo - Prove di verifica - Lettura e comprensione del testo - Ortografia - Schemi per la costruzione del testo - Schede di dettati svolti in classe - Schede di valutazione delle competenze - Aspetti normativi e deontologici della funzione docente - Il testo poetico: analisi ed interpretazione, schemi di lavoro, schede.

mercoledì 27 maggio 2015

Riforma della scuola: blocco degli scrutini

Dopo l'ennesima fumata nera tra Governo e Sindacati è oramai certo il blocco parziale degli scrutini contro il disegno di legge per la riforma della scuola. Tutte le maggiori rappresentanze sindacali vi aderiscono. Eccovi il volantino con le modalità di adesione allo sciopero.


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martedì 26 maggio 2015

Riforma della scuola: nessun accordo tra i sindacati e il Ministro Giannini

L'incontro tra i Sindacati della Scuola e il Ministro dell'Istruzione non ha portato a nulla di nuovo. Permane da parte sindacale poca fiducia sulla riforma in particolare sul nodo del precariato e sul maggior potere dei Dirigenti Scolastici. Ora il disegno di legge dovrà essere approvato al Senato dove si preannuncia battaglia. Non è ancora chiaro se si arriverà al blocco degli scrutini.
Il protrarsi del dibattito parlamentare mette a serio rischio l'assunzione per circa 101.000 precari, visti i tempi oramai ristretti per l'approvazione del disegno di legge.

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Notiziario 

Immagine dal sito del Senato
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Matematica classe quinta


Il sito didattica scuola primaria propone per la matematica in classe quinta 54 post relativi all'intero anno scolastico. Il lavoro svolto si basa tutto sulla pratica dei percorsi educativo didattici di apprendimento direttamente dai quaderni degli alunni. Eccovi tutti i link, a disposizione delle colleghe e dei colleghi, in ordine temporale:

Anno scolastico 2007/2008 - scuola primaria - classe quinta - matematica

Rappresentazione di un gioco con il diagramma di flusso

Diagramma di flusso

Ripasso della tecnica operativa: addizione, sottrazione, moltiplicazione

La divisione

I grandi numeri

Numero precedente e numero successivo

Le potenze

Problemi: rappresentazione grafica

Polinomio numerico: esercizi

Calcolo orale

Le espressioni aritmetiche

Le espressioni: svolgimento

Problemi ed espressioni

Dal diagramma all'espressione

Caratteristiche e proprietà dell'addizione: proprietà commutativa, proprietà associativa, proprietà dissociativa.

Proprietà distributiva e associativa della moltiplicazione

Proprietà associativa e dissociativa della moltiplicazione

Proprietà commutativa, proprietà associativa, proprietà dissociativa

La proprietà invariantiva della divisione

Criteri di divisibilità

Numeri primi e numeri composti

Numeri primi entro il 100

Scomposizione dei numeri composti in numeri primi

Scomposizione in fattori primi

Problemi da eseguire con diagramma ed espressioni

Le espressioni

La compravendita: problemi, tabelle, diagramma

Peso lordo, peso netto, tara

Le frazioni: rappresentazione grafica

Classifichiamo le frazioni: proprie, apparenti, improprie

Frazioni apparenti, frazioni equivalenti

La frazione di un numero intero

La compravendita: verifica, problemi

Dal numero alla frazione, dalla frazione al numero

La percentuale

Interesse e sconto

Trasformazione delle frazioni in numeri decimali

Frazioni decimali e numeri decimali

Problemi: trasformazione dei dati in percentuale e rappresentazione con aerogramma

Sconto, aumento, interesse

Indagine statistica

La moda, la media aritmetica

Problemi (percentuale, frazioni)

Verifica: problemi, equivalenze

Risoluzione di problemi: diagramma a blocchi, espressione aritmetica.

Espressioni, problema

Problemi e operazioni

Divisioni con tre cifre al divisore

Le misure di tempo

Risolvi sul quaderno i seguenti problemi servendoti di una tabella.

Rappresentazione con un aerogramma di dati riguardanti l'Italia

Verifica relativa alla compravendita: problemi.

Problemi


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domenica 24 maggio 2015

Compiti per le vacanze estive: "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi

Suggerisco quale esercizio per le vacanze estive la lettura del libro “Le avventure di Pinocchio”, la storia del più famoso burattino di tutti i tempi, presente nel sito di didattica in tutti e 36 i capitoli che compongono la celebre favola di Carlo Collodi. Al termine di ogni capitolo troverete due questionari, uno per la lettura ed uno per la comprensione del testo (tutti in versione stampabile) e in audiolibri (per i primi 10 capitoli, da completare). Potrebbe risultare utile, alle bambine e ai bambini, quale divertente allenamento per il prossimo anno scolastico. Mi limiterei ad assegnare come compito la lettura di tutto il libro e l'esercizio di analisi del testo per i primi 10 capitoli.
Eccovi, come esempio, il lavoro del primo capitolo:

Capitolo primo

Come andò che maestro Ciliegia, falegname, trovò un pezzo di legno, che piangeva e rideva come un bambino.

C’era una volta...
Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.
Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.
Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo pezzo di legno capitò nella bottega di un vecchio falegname, il quale aveva nome mastr’Antonio, se non che tutti lo chiamavano maestro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura.
Appena maestro Ciliegia ebbe visto quel pezzo di legno, si rallegrò tutto e dandosi una fregatina di mani per la contentezza, borbottò a mezza voce:
Questo legno è capitato a tempo: voglio servirmene
per fare una gamba di tavolino.
Detto fatto, prese subito l’ascia arrotata per cominciare a levargli la scorza e a digrossarlo, ma quando fu lì per lasciare andare la prima asciata, rimase col braccio sospeso in aria, perché sentì una vocina sottile, che disse raccomandandosi:
Non mi picchiar tanto forte!
Figuratevi come rimase quel buon vecchio di maestro
Ciliegia! Girò gli occhi smarriti intorno alla stanza per vedere di dove mai poteva essere uscita quella vocina, e non vide nessuno! Guardò sotto il banco, e nessuno; guardò dentro un armadio che stava sempre chiuso, e nessuno; guardò nel corbello dei trucioli e della segatura, e nessuno; apri l’uscio di bottega per dare un’occhiata anche sulla strada, e nessuno! O dunque?...
Ho capito; – disse allora ridendo e grattandosi la parrucca, – si vede che quella vocina me la sono figurata io.
Rimettiamoci a lavorare.
E ripresa l’ascia in mano, tirò giù un solennissimo colpo sul pezzo di legno.
Ohi! tu m’hai fatto male! – gridò rammaricandosi la
solita vocina.
Questa volta maestro Ciliegia restò di stucco, cogli occhi fuori del capo per la paura, colla bocca spalancata e colla lingua giù ciondoloni fino al mento, come un mascherone da fontana. Appena riebbe l’uso della parola, cominciò a dire tremando e balbettando dallo spavento:
Ma di dove sarà uscita questa vocina che ha detto
ohi?... Eppure qui non c’è anima viva. Che sia per caso questo pezzo di legno che abbia imparato a piangere e a lamentarsi come un bambino? Io non lo posso credere.
Questo legno eccolo qui; è un pezzo di legno da caminetto, come tutti gli altri, e a buttarlo sul fuoco, c’è da far bollire una pentola di fagioli... O dunque? Che ci sia nascosto dentro qualcuno? Se c’è nascosto qualcuno, tanto peggio per lui. Ora l’accomodo io!
E così dicendo, agguantò con tutt’e due le mani quel
povero pezzo di legno e si pose a sbatacchiarlo senza carità contro le pareti della stanza.
Poi si messe in ascolto, per sentire se c’era qualche vocina che si lamentasse. Aspettò due minuti, e nulla; cinque minuti, e nulla; dieci minuti, e nulla!
Ho capito, – disse allora sforzandosi di ridere e arruffandosi la parrucca, – si vede che quella vocina che ha detto ohi, me la sono figurata io! Rimettiamoci a lavorare.
E perché gli era entrata addosso una gran paura, si provò a canterellare per farsi un po’ di coraggio.
Intanto, posata da una parte l’ascia, prese in mano la
pialla, per piallare e tirare a pulimento il pezzo di legno; ma nel mentre che lo piallava in su e in giù, senti la solita vocina che gli disse ridendo:
Smetti! tu mi fai il pizzicorino sul corpo!
Questa volta il povero maestro Ciliegia cadde giù come fulminato. Quando riaprì gli occhi, si trovò seduto per terra.
Il suo viso pareva trasfigurato, e perfino la punta del
naso, di paonazza come era quasi sempre, gli era diventata turchina dalla gran paura.

Carlo Collodi

Comprensione del testo
  1. Come veniva chiamato mastr'Antonio? Perché?
  2. Cosa vuole fare maestro Ciliegia del pezzo di legno?
  3. Cosa accadde mentre stava per dare il primo colpo d'ascia?
  4. Come rimase maestro Ciliegia quando sentì una vocina che non si sapeva da dove provenisse?
  5. Cosa pensa maestro Ciliegia?
Interpretazione del testo
  1. Cosa prova maestro Ciliegia quando sente parlare il pezzo di legno?
  2. Cosa pensa che sia successo?
(e.b.)

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sabato 23 maggio 2015

Matematica classe quarta


Il sito didattica scuola primaria propone per la matematica in classe quarta 83 post relativi all'intero anno scolastico. Il lavoro svolto si basa tutto sulla pratica dei percorsi educativo didattici di apprendimento direttamente dai quaderni degli alunni. Eccovi tutti i link, a disposizione delle colleghe e dei colleghi, in ordine temporale:

Anno scolastico 2006/2007, classe quarta, matematica

Operazioni in colonna: dettato di grandi numeri

In ricordo delle vecchie lire

Le vecchie banconote: 1.000, 10.000, 100.000

La moltiplicazione e le sue proprietà

Risoluzione di problemi: utilizzo della proprietà associativa

La proprietà distributiva della moltiplicazione

La moltiplicazione in colonna con il moltiplicatore di due cifre (proprietà distributiva)

Problema (proprietà distributiva - proprietà commutativa)

La proprietà dissociativa dell'addizione

La proprietà invariantiva della sottrazione

La proprietà invariantiva della divisione

Le proprietà delle operazioni

La proprietà invariantiva, la proprietà commutativa

Moltiplicazioni che terminano con gli zeri

Le divisioni con il divisore a due cifre

Problemi con divisione di contenenza

Diagramma di flusso per lo svolgimento della divisione a due cifre

Verifica: proprietà invariantiva della divisione

Multipli e divisori (diagramma di Venn)

Semirette, retta, segmento

Rette parallele e rette incidenti

L'angolo

Misurazione degli angoli

Rette incidenti e rette perpendicolari

Costruiamo gli angoli con il goniometro

Criteri di divisibilità

Le frazioni

Le frazioni complementari

Problemi sulle frazioni

I numeri decimali

Le frazioni decimali

Numero decimale, numero frazione

Numeri decimali

Addizioni con i numeri decimali

Operazioni con i decimali

Operazioni con la prova

L'euro, la moneta europea

Poligoni e non poligoni

Le parti di un poligono

Divisione con dividendo decimale, problema

Frazioni decimali, operazioni, divisione con dividendo decimale

Moltiplicazioni e divisioni per 10, 100, 1.000

Simulazione di verifica:esegui senza prova

Verifica: operazioni con decimali

Verifica sulle frazioni; scomponi come nell'esempio

Verifica di matematica: "Calcola il valore delle seguenti frazioni - Scrivi in cifre i seguenti numeri decimali".

Verifica di matematica: "Esegui le seguenti moltiplicazioni e divisioni".

Confronto fra numeri decimali

Divisioni con il divisore decimale

Applicazione della proprietà invariantiva

Le misure di lunghezza, tabella

Le equivalenze

Equivalenze, problema

Misure di massa

Operazioni, equivalenze, problema

Operazioni in colonna con la prova, problemi, equivalenze

Classificazione dei poligoni. Angolo concavo, angolo convesso.

Peso lordo, peso netto, tara

Peso lordo, peso netto, tara unitario, complessivo

Guadagno, ricavo, spesa unitaria e complessiva

Problemi sulla compravendita, tabelle

La compravendita: spesa, ricavo, guadagno, perdita.

Spesa, perdita, ricavo

Problemi per la classe quarta (peso lordo, peso netto, tara)

Classificazione dei quadrilateri

Il perimetro

I trapezi: definizione, rappresentazione grafica, problema

Problemi: perimetro del rettangolo e perimetro del trapezio

Verifica equivalenze

La compravendita: spesa, guadagno, ricavo.

Problemi sui perimetri

Esercizi equivalenze, problema, peso lordo, peso netto, tara

Problemi con frazioni

Problema, moltiplicatore, moltiplicando, dividendo

La superficie o area

Verifica di matematica: equivalenze e problema

Costruisco le figure geometriche

Le misure agrarie

L'area del quadrato e del rettangolo

Esercizi alla lavagna

Problemi per la classe quarta della scuola primaria

L'area del rombo, l'area del trapezio
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Storia classe terza

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mercoledì 20 maggio 2015

"Estate" di Hermann Hesse

Estate

Improvvisamente fu piena estate.
I campi verdi di grano, cresciuti e
riempiti nelle lunghe settimane di piogge,
cominciavano a imbiancarsi,
in ogni campo il papavero lampeggiava
col suo rosso smagliante.
La bianca e polverosa strada maestra era arroventata,
dai boschi diventati più scuri risuonava più spossato,
più greve e penetrante il richiamo del cuculo,
nei prati delle alture, sui loro flessibili steli,
si cullavano le margherite e le lupinelle,
la sabbia e le scabbiose, già tutte in pieno rigoglio
e nel febbrile, folle anelito della dissipazione
dell’approssimarsi della morte
perché a sera si sentiva qua e là nei villaggi il chiaro,
inesorabile avvertimento delle falci in azione.

Hermann Hesse

(classe quinta - prima media)


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Immagine da Wilkipedia
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Immissioni in ruolo per 101.000 precari della scuola

Approvato alla Camera dei deputati l'articolo del disegno di legge che prevede l'immissione in ruolo per oltre 101.000 precari. Per approfondire questo tema vai al sito: Orizzonte Scuola  oppure Repubblica Scuola

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domenica 17 maggio 2015

Didattica Scuola Primaria: Come iniziare a scrivere un buon tema: l'introduzi...

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venerdì 15 maggio 2015

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giovedì 14 maggio 2015

Schema del testo narrativo - classe quinta II quadrimestre





Tema

La gita all'acquario di Genova

"Su, su! Entrate!" Ecco il maestro Ercole invitarci tutti a salire sul pullman che ci avrebbe portato a Genova. Sono tentato di mangiare il sedile, da tanto sono emozionato.
Finalmente, dopo un'ora circa di viaggio, giungemmo a Genova. Un caos di auto, filobus, camion, scooter, moto ... 
Quando fummo davanti all'acquario, andammo a timbrare i biglietti per la gita in battello nel grande porto, che si suddivideva in due parti: Porto Nuovo e Porto Vecchio. Il timoniere faceva da guida - informatore, e ci spiegò argomenti molto interessanti. Questa "passeggiata ci mise un certo languore, quindi, ritornati a terra, ci fermammo davanti ad un tendone, ove poi mangiammo, e acquistammo vari oggetti dai marocchini.
Infine, passammo alla parte più bella e interessante della gita: la visita all'acquario di Genova, il più grande d'Europa. C'erano moltissime varietà di pesci, racchiusi in vasche enormi. Alcune di queste specie erano molto interessanti: lo squadro, la zencka neozelandese, la stecha tropicale, che, nonostante la mia avanzata conoscenza sui pesci, non conoscevo. Nella vasca delle foche si trovavano delle mirabili rocce, tra cui esse sfrecciavano veloci.
Gli squali non erano da soli, avevano per compagnia altri pesci, non la specie che di solito essi ghermiscono. Attraversato il corridoio con vari portaoggetti marini, arrivammo al piano di sopra, alla vasca dei pinguini: ve ne era uno nuovo, che scodinzolava continuamente con un simpatico movimento. Dalla parte opposta, vi erano i delfini, che, per ottenere del cibo si esibirono in delle spettacolari piroette. Verso la fine dell'acquario visitammo una piccola sala con una moltitudine di vasche a forma di colonna, ove si potevano distinguere specie non comuni nei nostri mari, ai quali scattammo molte foto.
E questo non basta, vi erano anche molte specie vegetali tra cui la "Migalis Avicularis", un ragno che vive nella fascia centro meridionale del Brasile orientale, velenosissimo e grosso venti centimetri.
Usciti dall'acquario ci recammo a fare acquisti, erano bellissimi: i souvenir, macchinari del moto perpetuo, mappamondi, penne, matite ...
Quando tornammo nel pullman, non cantammo molto, forse perché eravamo stanchi. Arrivammo a Imperia, dove dovemmo aspettare un po' i genitori.
Fino ad adesso questa esperienza è stata la più bella della mia vita e non me la scorderò mai più.

Stefano, classe quinta

Traccia del componimento

La gita all'acquario di Genova

Introduzione

Introduco l'argomento della gita, iniziando da quando siamo saliti sul pullman, ed evidenzio le mie emozioni anche attraverso l'uso della metafora.

Parte centrale

Racconto le varie fasi della gita seguendo un ordine cronologico e cercando di richiamare alla mente tutto ciò che più mi ha colpito, interessato, emozionato, ed entrando nel particolare.

Conclusione

Concludo con una o più frasi che sintetizzano la giornata trascorsa.


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mercoledì 13 maggio 2015

Didattica Scuola Primaria: Le espressioni aritmetiche

Didattica Scuola Primaria: Le espressioni aritmetiche: Anno scolastico 2007/2008 scuola primaria - classe quinta - matematica Visualizza e stampa con Google Docs MATERIA...
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Analisi di una favola - Approfondimenti grammaticali

I due cani

Un uomo che aveva due cani, ne addestrò uno alla caccia, mentre insegnò all'altro a diventare un cane da guardia. Ogni volta che quello da caccia usciva in cerca di prede e catturava qualcosa, il padrone gettava una parte del bottino anche all'altro. Ma il cane da caccia finì per indignarsi e si mise a rimproverare il compagno, il quale, mentre lui per parte sua andava fuori ad affannarsi tutto il santo giorno, senza far niente godeva di quelle fatiche.
- Non lamentarti di me - replicava il cane da guardia - prenditela piuttosto con il padrone, che non mi ha insegnato a lavorare, ma a vivere dei frutti del lavoro altrui.
    Nello stesso modo i ragazzi pigri non vanno rimproverati, se sono resi tali dai genitori.

Esopo 

Analisi del testo
  1. Chi sono i protagonisti della storia?
  2. Cosa insegnò il padrone ai due cani?
  3. Come ricompensava l'uomo i due cani?
  4. Perché uno dei cani si lamentava con l'altro?
  5. Di chi era la colpa secondo il cane da guardia?
  6. Qual è la morale di questa favola?
Approfondimenti grammaticali
  • Sottolinea i nomi presenti nel brano
  • Indica i soggetti presenti nelle seguenti proposizioni: "Nello stesso modo i ragazzi pigri non vanno rimproverati, se sono resi tali dai genitori."
  • Trasforma nella seguente frase il discorso diretto in discorso indiretto: " - Non lamentarti di me - replicava il cane da guardia - prenditela piuttosto con il padrone, che non mi ha insegnato a lavorare, ma a vivere dei frutti del lavoro altrui."
(Classe quinta II quadrimestre - prima media)


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martedì 12 maggio 2015

Buona Scuola: bocciato il Governo, si va verso il blocco degli scrutini.


Finisce con un nulla di fatto l'incontro tra il governo e le forze sindacali. Le modifiche apportate al disegno di legge sulla Buona Scuola non piace ai sindacati. Continua, pertanto, lo stato d'agitazione della categoria, si va verso il blocco degli scrutini e degli esami di fine anno scolastico.
Per saperne di più ... vai ai siti:

Il Fatto Quotidiano 

Repubblica

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Notiziario 

Immagine dal sito: Il Fatto Quotidiano
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La metafora e la similitudine nel testo narrativo e descrittivo

Una passeggiata nel bosco

Sono in casa, solo, mi annoio, decido di recarmi a fare una passeggiata nel bosco circostante.
Mi avvio ed entro in un corridoio di alberi il cui tetto è composto da un intricato intreccio di rami sparuti, arsi, che frammentano i caldi raggi solari in centinaia di fasce di luce.
Mi inoltro sempre più nella fitta boscaglia; e il bosco si fa sempre più fitto. Dopo aver camminato per parecchi minuti, sbuco in una piccola radura che mi affascina: è presente una moltitudine di fiorellini colorati che secernono allettanti profumi. Da lì posso osservare quanta strada abbia percorso finora: decisamente tanta.
Scorgo, su un albero, uno scoiattolo rossiccio con una coda che sembra avvolgerlo come una sciarpa.
Tuttavia l'ora si fa tarda, il sole va a dormire dietro le montagne e io mi avvio verso la strada del ritorno e il bosco, con la tenue luce crepuscolare, si fa tetro e minaccioso.
Mi metto a correre impaurito dalla misteriosa bellezza della natura.

Carlo Ramoino, classe quinta

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Il testo narrativo

Il testo descrittivo

Raccolta di temi

Scrittura creativa
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Didattica Scuola Primaria: Tracce per i testi di tipo narrativo, descrittivo,...

Didattica Scuola Primaria: Tracce per i testi di tipo narrativo, descrittivo,...: Il sito didattica scuola primaria è ricco di materiale per la produzione di testi scritti, molti dei quali con la relativa traccia di lavo...
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sabato 9 maggio 2015

Didattica Scuola Primaria: Verifica di analisi logica per la classe quinta: s...

Didattica Scuola Primaria: Verifica di analisi logica per la classe quinta: s...: Verifica di analisi logica per la classe quinta - I quadrimestre Quali domande mi pongo ( puoi aiutarti con...
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Didattica Scuola Primaria: Dettato ortografico per la prima classe della scuo...

Didattica Scuola Primaria: Dettato ortografico per la prima classe della scuo...: Dettato ortografico (per la prima classe della scuola media) Gliel'ho ripetuto diverse vole, ma non intende darmi ascolto! ...
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venerdì 8 maggio 2015

Analisi del testo: "La ricompensa del lupo" di Esopo

La ricompensa del lupo

Un lupo inghiottì un osso, che gli restò in gola. Il grande dolore lo rese mansueto ed egli cominciò a raccomandarsi a tutti gli animali affinché lo liberassero da quel supplizio.
Si fece avanti una gru, che, dopo avergli fatto giurare che non le avrebbe fatto alcun male una volta liberato, introdusse il suo lungo becco nella gola del lupo ed eseguì la delicata operazione.
Poi domandò una ricompensa, ma il lupo le disse:
- Hai potuto togliere la testa dalla mia bocca senza che io ti mangiassi, e chiedi una ricompensa?

Esopo

Analisi del testo
  1. Chi sono i protagonisti della storia?
  2. Cosa accadde al lupo?
  3. Cosa chiese agli altri animali?
  4. Chi lo aiutò?
  5. Cosa si fece giurare la gru?
  6. Come tolse la spina la gru?
  7. Cosa chiese al lupo?
  8. Perché il lupo non le diede alcuna ricompensa?
  9. Come giudichi il comportamento del lupo?

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Immagine da: favolefantasia
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giovedì 7 maggio 2015

Compiti per le vacanze estive: "Il Gigante Egoista" di Oscar Wilde

Il Gigante Egoista: lettura e comprensione del testo (prima parte)

Ogni pomeriggio, terminata la scuola, i bambini andavano a giocare nel giardino del Gigante.
Era un grande, bellissimo giardino ricoperto di tenera erbetta verde. Qua e là sull'erbetta, spiccavano fiori simile a stelle; in primavera i dodici peschi si ricoprivano di fiori rosa e di perla, e in autunno, davano i frutti. Gli uccellini si posavano sugli alberi e cantavano così dolcemente che i bambini fermavano i loro giochi per ascoltarli.
- Come siamo felici qui!- si dicevano l'un l'altro.
Un giorno il Gigante ritornò. Era stato a far visita al suo amico, l'Orco della Cornovaglia, e vi era rimasto per sette anni.
Trascorso questo periodo, egli aveva detto tutto quel che aveva dire perché la sua conversazione era limitata, e quindi decise di ritornare al castello. Al suo arrivo vide i bambini che giocavano nel giardino. 
- Che cosa state facendo voi qui?- esclamò con voce burbera, e i bambini scapparono.
- Il mio giardino è il mio giardino! - disse il Gigante - lo sappiano tutti: nessuno, all'infuori di me, può giocare qui dentro. Così costruì un alto muro tutto intorno e vi affisse un cartello:

CHIUNQUE OLTREPASSERA' QUESTO MURO SARA' PUNITO

Era una Gigante molto egoista.
Ora i poveri bambini non sapevano più dove giocare. Cercarono di giocare sulla strada, ma la strada era polverosa e piena di sassi aguzzi, e non piaceva a nessuno. Finita la scuola giravano attorno all'alto muro e parlavano del bel giardino.
- Com'eravamo felici! - dicevano tra di loro.
Poi venne la primavera, e dovunque, nella campagna, v'erano fiori e uccellini.
Solamente nel giardino del Gigante regnava ancora l'inverno.
Là gli uccellini non avevano il desiderio di cantare perché non c'erano bambini e gli alberi si dimenticarono di fiorire.
Soltanto un fiore bellissimo mise la testina fuori dall'erba, ma alla vista del cartello provò tanta pietà per i bambini che si ritrasse e si riaddormentò. Solo la Neve e il Gelo erano contenti.
- La Primavera si è dimenticata di questo giardino – esclamarono - perciò potremo restare qui tutto l'anno.
La Neve ricoprì l'erba con il suo grande mantello bianco e il Gelo dipinse d'argento tutti gli alberi.
Poi invitarono il vento del nord a starsene con loro, e quello arrivò. Era ravvolto in pellicce e tutto il giorno ululava per il giardino rovesciando i comignoli con i suoi potenti soffi.
- E' un angolo delizioso - disse - dobbiamo invitare anche la Grandine a raggiungerci qui.
Così la Grandine venne. Tre ore al giorno picchiò sul tetto del castello finché spezzò le tegole, poi si mise a correre veloce per il giardino.
Era vestita di grigio, e il suo fiato era freddo come il ghiaccio.
- Non riesco a capire perché la Primavera tardi tanto a venire - disse il Gigante Egoista mentre, seduto presso la finestra, guardava il suo giardino gelato e bianco:
- Speriamo che il tempo cambi.
Ma la Primavera non venne mai e nemmeno l'Estate. L'Autunno diede frutti d'oro a tutti i giardini, ma nemmeno uno a quello del gigante.
Lì era sempre inverno e il vento del Nord, la Grandine, il Gelo e la Neve danzavano tra gli alberi.

Oscar Wilde (prima parte)

Analisi del testo
  1. Cosa facevano i bambini terminata la scuola?
  2. Com'era il giardino del Gigante?
  3. Perché i bambini erano felici?
  4. Cosa accadde quando tornò il Gigante?
  5. Cosa scrisse il Gigante sul cartello?
  6. Perché nel giardino del Gigante non arrivava la primavera?
  7. Chi arrivò al posto della primavera?
  8. Cosa fecero la neve e il gelo? 
  9. Chi invitarono la neve e il gelo nel giardino del Gigante?
  10. Quale stagione rimase nel giardino del Gigante?
Approfondimenti grammaticali
  • Sottolinea, con colori diversi, i nomi e gli aggettivi presenti nel testo.
  • Illustra la storia con alcuni disegni in ordine di tempo.
  • Ricerca sul vocabolario le parole che non conosci.
Il Gigante Egoista: lettura e comprensione del testo (seconda parte)

Una mattina il Gigante se ne stava a letto quando udì una dolce musica. Era una musica che risuonava tanto dolce alle sue orecchie che pensò fossero di musicanti del re che passavano nelle vicinanze. In realtà era solo un piccolo fanello che cantava fuori dalla sua finestra, ma da tanto tempo non udiva un uccellino cantare nel suo giardino, che gli sembrò la più meravigliosa melodia del mondo.
La Grandine cessò di danzare sulla sua testa, il Vento del Nord smise di fischiare e un profumo delizioso giunse attraverso la finestra aperta.
- Credo che finalmente la primavera sia venuta - disse il gigante; balzò dal letto e guardò fuori.
E cosa vide? Una visione meravigliosa. I bambini erano entrati attraverso un'apertura del muro e sedevano sui rami degli alberi.
Su ogni albero che il gigante poteva vedere c'era un bambino. Gli alberi, felici di riavere i bambini, s'erano ricoperti di fiori e dolcemente poggiavano i rami sulle loro testoline.
Gli uccellini svolazzavano qua e là cinguettando felici e i fiori sbucavano ridenti dall'erba. Era una scena incantevole. Solo in un angolo del giardino regnava ancora l'inverno.
Era l'angolo più remoto del giardino, e là il gigante vide un bambino. Era tanto piccolo che non riusciva a raggiungere i rami di un albero e vi girava intorno piangendo amaramente.
Il povero albero era ancora coperto di ghiaccio e di neve e sopra di esso il Vento del Nord ululava sopra di lui.
- Arrampicati, piccino! - disse l'albero e piegò i suoi rami quanto più poté: ma il bambino era troppo piccolo.
A quella vista il cuore del Gigante si intenerì.
- Come sono stato egoista! - si disse. - Ora so perché la primavera non voleva venire qui.
Farò salire quel bambino in cima all'albero poi abbatterò il muro di cinta e il mio giardino sarà, per sempre, il parco dei giochi dei bambini. 
Era profondamente pentito per quanto aveva fatto.
Scese furtivamente le scale, aprì piano piano la porta e uscì nel giardino. Ma quando i bambini lo videro, si spaventarono tanto e fuggirono via, e nel giardino tornò di nuovo l'inverno. Solo il piccolo bimbo non scappò; i suoi occhi erano così colmi di lacrime che nemmeno vide venire il gigante. E il Gigante giunse di soppiatto dietro a lui, lo prese con delicatezza nella sua mano e lo mise sull'albero. E immediatamente l'albero fiorì, gli uccellini cominciarono a cantare tra i rami, e il bambino gettò le braccia al collo del gigante e lo baciò.
E gli altri bambini vedendo che il gigante non era più cattivo, ritornarono correndo e con loro tornò la Primavera.
- Ora questo giardino è vostro, bambini - disse il Gigante e, presa una grossa scure, abbatté il muro.
E a mezzogiorno la gente che andava al mercato vide il gigante giocare con i bambini nel giardino più bello del mondo. Tutto il giorno giocarono e la sera i bambini salutarono il Gigante.
- Dov'è il vostro piccolo amico? - chiese: - il bambino che ho fatto salire sull'albero?-
Il Gigante l'amava più di tutti, perché il piccino l'aveva baciato.
- Non lo sappiamo - risposero i bambini - se n'è andato.
- Dovete dirgli che domani deve assolutamente venire - disse il Gigante.
Ma i bambini risposero che non sapevano dove abitasse e che prima non l'avevano mai veduto, e il Gigante si sentì molto triste.
Ogni pomeriggio, terminata la scuola, i bambini venivano a giocare con il Gigante. Ma il piccolo bambino che il Gigante amava non si vide più.
Il Gigante era molto buono con tutti i bambini, ma sentiva la mancanza del suo piccolo amico e parlava spesso di lui.
- Come mi piacerebbe rivederlo - ripeteva.
Gli anni passarono, e il Gigante divenne molto vecchio e debole. Non poteva più giocare né correre così se ne stava in una grande poltrona e osservava i bambini intenti a giocare e ammirava il giardino.
-Ho molti bellissimi fiori – diceva - ma i bambini sono i fiori più belli.
Una mattina d'inverno, mentre si vestiva, guardò fuori dalla finestra. Ora non odiava più l'Inverno, perché sapeva che era soltanto la Primavera addormentata e che i fiori si stavano riposando.
Ad un tratto si fregò gli occhi sorpreso e si mise a guardare con intensità.
E vide una qualcosa di straordinario. Nell'angolo più remoto del giardino c'era un albero interamente ricoperto di delicati fiori bianchi. I suoi rami erano tutti d'oro, e da essi pendevano frutti d'argento, e ai suoi piedi c'era il bimbo ch'egli aveva tanto amato. Il Gigante scese di corsa e pieno di gioia, uscì nel giardino. Quando s'avvicinò al bambino il suo volto diventò rosso per la collera, e chiese:
- Chi ha osato ferirti?
Sulle palme delle mani il bambino aveva il segno di due chiodi sulle mani come pure sui piedini.
- Chi ha osato ferirti? - gridò il gigante - dimmelo e io impugnerò la mia grossa spada e lo ucciderò.
- No - rispose il bambino - queste sono le ferite dell'Amore.
-Chi sei tu? - chiese il Gigante, e uno strano senso di reverenza s'impadronì di lui e s'inginocchiò dinanzi al bambino.
Il bambino gli sorrise e disse:
- Un giorno tu mi hai lasciato giocare nel tuo giardino, oggi tu verrai con me nel mio, che è il Paradiso.
E quando quel pomeriggio i bambini entrarono di corsa nel giardino, trovarono il Gigante che giaceva morto ai piedi dell'albero, tutto ricoperto di candidi fiori.

Oscar Wilde

Analisi del testo
  1. Cosa udì il Gigante una mattina? Cosa vide dalla finestra?
  2. Per quale motivo era tornata la primavera?
  3. Perché in un angolo del giardino regnava ancora l'inverno?
  4. Cosa comprese il Gigante? 
  5. Perché i bambini scapparono alla vista del Gigante?
  6. Chi non scappò? Perché?
  7. Cosa fece il Gigante?
  8. Perché tutti i bambini tornarono a giocare nel giardino del Gigante?
  9. Perché il Gigante si sentiva triste?
  10. Chi vide il Gigante?
  11. Perché il Gigante fu preso dalla rabbia?
  12. Chi era il bambino?
  13. Cosa promise al Gigante?
  14. Cosa videro i bambini quel pomeriggio quando entrarono nel giardino?
Approfondimenti grammaticali
  • Sottolinea, con colori diversi, i nomi e gli aggettivi presenti nel testo.
  • Illustra la storia con alcuni disegni in ordine di tempo.
  • Ricerca sul vocabolario le parole che non conosci.
(e.b.)






Immagine: nancycudis

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