DIDATTICA SCUOLA PRIMARIA

Didattica Scuola Primaria di Ercole Bonjean

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martedì 30 settembre 2014

La rondine che non sapeva volare - Analisi del testo

La rondine che non sapeva volare

Mamma Coniglio fu svegliata da un rumore che veniva dall'esterno. Fuori c'era una piccola rondine che si lamentava: “Ho perso la mia mamma e il mio papà” diceva “e anche i miei fratelli e le mie sorelle. Sono volati tutti via, ma io non so volare.
“Non preoccuparti” disse mamma Coniglio “puoi restare con noi!”.
Coniglietto e Benny furono felici di avere una nuova amica e Vrip, la rondine, si adattò bene alla vita dei coniglietti.
Dopo qualche giorno mamma Coniglio pensò che Vrip sarebbe dovuta andare a scuola con gli altri e la mandò.
Maestro Talpa fu sorpreso di vederla: “Non dovresti essere qui” disse “tutte le rondini sono già partite.
“Partite per dove?” chiese Vrip.
“Ogni anno in questo periodo” spiegò il maestro “le rondini volano verso i paesi caldi dove passano l'inverno.
“Ma io non posso andare” disse Vrip “io non so volare.
“Maestro Talpa fu irremovibile: “Dovrai imparare. Gufetto ti aiuterà.
Così Gufetto passò la mattina a insegnare a Vrip a volare. E il pomeriggio Mamma Coniglio fu sorpresa di vederla entrare in casa volando.
“Vado a cercare i miei amici” spiegò Vrip “Grazie di avermi ospitato!”.
Mamma Coniglio sorrise e la salutò con la mano. “Vieni a trovarci l'estate prossima!” le gridò.

Analizza e ricostruisci la storia:
  1. Chi è il protagonista della storia?
  2. Che cosa non sa fare?
  3. Da chi viene salvata?
  4. Con chi gioca?
  5. Chi le insegna a volare?
  6. Una volta che ha imparato a volare, dove va?
  7. Quando farà ritorno dagli amici?
Approfondimenti:
  • Le rondini in autunno “migrano”, che cosa vuol dire?
  • Conosci altri uccelli migratori, quali?
  • Di che cosa si nutre la rondine?
  • Quali materiali usa per costruire il nido?
L. Taylor adattamento da “Il libro azzurro” ed. Castelli in aria

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Immagine: torinoblog

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lunedì 29 settembre 2014

Andare in letargo - Lettura e comprensione del testo


Andare in letargo

Quest'abitudine di andare in letargo può sembrare strana, ma bisogna ammettere che è piuttosto comoda e utilissima per evitare situazioni spiacevoli.
Se volete provare, il procedimento è molto semplice: dovete soltanto mettervi a letto e lasciarvi raffreddare un po' alla volta. Quando siete freddi pressappoco come un cubetto di ghiaccio, e respirate quel tanto da dimenticare come si fa, allora siete “caduti in letargo”.
Certo, gli animali vanno in letargo non per pigrizia, ma per motivi molto seri: quando il mondo è tanto freddo e non si trova niente da mangiare, alcuni animali si mettono a letto e non ci pensano più: dormono cinque, sei, sette mesi finché il brutto periodo è passato!

R. Schiavo adattamento da Il signor Noè e i suoi piccoli animali, ed. Mursia

Rispondi alle domande:
  • Conosci il nome di qualche animale che cade in letargo?
  • Per quale motivo gli animali vanno in letargo?
  • Prova a disegnare qualche animale che va in letargo.
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Immagine: pianeta bimbi


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sabato 27 settembre 2014

Autunno

Autunno

La terra si veste
del giallo delle foglie
in autunno.
Il vento raccoglie
i sussurri
dei trepidi uccelli.
Ho visto
danzare
sul mare
tanti pezzetti
di luna.

Anonimo giapponese

Immagine: alexcolor
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venerdì 26 settembre 2014

"Aria del Dio della felicità" di Bertolt Brecht

Aria del Dio della felicità

Mi fai spuntare le lagrime, fratello,
vedo che la tua vita non è allegra.
Ecco una mela: io ne possiedo tre,
perciò una la regalo a te.
    Non ci vedo niente di eccezionale
    e l'uno e l'altro possiamo vivere.
Solo i semi, promettimelo,
avido non inghiottirli,
sputali invece a terra
prima che mi allontani.
    E se poi cresce un melo
    dentro il tuo campicello
    vieni a prenderti i frutti:
    è il tuo albero quello.

Bertolt Brecht - Poesie Einaudi

Image: occhi di terra

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mercoledì 24 settembre 2014

"Il signor Autunno" di Ercole Bonjean - Filastrocca a rima alternata

Il signor Autunno

Guarda il cielo ogni ora,
lo rapisce dell'azzurro,
di giallo lo colora.
Dal suo grasso cestino
scendon foglie rosse, gialle,
che or carezzano un bambino.
Sono tenui i suoi colori
nella grande tavolozza
dai leggeri, dolci, odori.
Riempie il bosco di funghetti,
di castagne marroncine,
e di teneri mughetti.
Stringe l'aria settembrina,
calda calda in una mano,
e la soffia a una bambina.

Ercole Bonjean

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martedì 23 settembre 2014

"Bosco d'autunno" di Marino Moretti - Filastrocca a rima baciata

Bosco d'autunno

Il cielo ride un suo riso turchino
benché senta l'inverno ormai vicino:
il bosco scherza con le foglie gialle
benché l'inverno senta ormai alle spalle;
ciancia il ruscel col rispecchiato cielo
benché senta nell'onda il primo gelo.
E' sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano, un fiore a ombrello: un fungo.

Marino Moretti

Comprensione del testo 

  1. Da quanti versi è formata la poesia.
  2. Questa poesia è a rima baciata o a rima alternata? Perché?
  3. Quante sono le metafore presenti nel testo? Sottolineale in rosso.
  4. Spiega la prima metafora presente nel primo verso.
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Image: agraria
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mercoledì 17 settembre 2014

"Il pesco e il noce" di Leonardo da Vinci - Analisi del testo

Il pesco e il noce

Un pesco, che viveva accanto al noce, guardava con invidia il ramo del suo compagno carico di frutti. “Perché lui deve avere tante noci – pensava – mentre io ho così poche pesche? Non è giusto. Voglio provare a fare come lui”. “Non ti ci provare – disse un giovane susino che gli aveva letto nel pensiero – non vedi che rami grossi ha il noce? Non vedi che tronco robusto? Ciascuno deve dare secondo le proprie forze. Pensa a fare delle buone pesche, è la qualità che importa, non la quantità”. Ma il pesco, accecato dall'invidia, non volle ascoltare. Chiese alle sue radici di succhiare più sostanza dalla terra, alle sue fibre di far scorrere più linfa, ai suoi rami di fiorire di più, ai suoi fiori di trasformarsi in frutti, finché, giunta la stagione, si trovò carico di pesche da capo a piedi. Ma le pesche aumentavano di peso e i rami non potevano sostenerle; e nemmeno il tronco poteva reggere tutti quei rami pieni di pesche. Con un gemito il pesco si piegò, poi, con un grande schianto, il tronco si spezzò e tutte le pesche caddero ai piedi del noce.

Leonardo Da Vinci

Analisi del testo
  1. Perché il pesco invidiava il noce?
  2. Cosa gli consiglia il susino?
  3. Cosa fa il pesco per aumentare i suoi frutti?
  4. Perché il tronco del pesco si spezza?
Interpretazione del testo
  • Su che cosa ti vuol far riflettere questa favoletta?
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martedì 16 settembre 2014

Fedro: "Il gallo, i gatti, la volpe". - Analisi del testo


Il gallo trasportato in lettiga dai gatti

Il gallo si serviva di gatti come portatori di lettiga. Appena la volpe lo vide farsi trasportare, tutto baldanzoso, così disse: “Ti consiglio di prendere le tue cautele contro un eventuale tranello; infatti, se osservi bene le facce di costoro, penseresti che portano una preda non un carico”.
Appena quella masnada di belve sentì gli stimoli della fame, divorò il suo padrone e si divise il frutto del delitto.

Fedro

L'eccessiva sicurezza trascina spesso gli uomini nel pericolo.

Tratto da Fedro “Favole” Oscar Mondadori

Analisi del testo

  1. Da chi si faceva portare il gatto sulla lettiga?
  2. Cosa gli consiglia la volpe?
  3. Come finisce la favola?
Interpretazione del testo

  • Perché la volpe consiglia al gallo di non lasciarsi trasportare dai gatti?
  • Cosa significa la frase “L'eccessiva sicurezza trascina spesso gli uomini nel pericolo”?
Vocabolario

lettiga = mezzo usato nell'antichità per portare le persone nobili o facoltose

Image: milocca

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sabato 13 settembre 2014

Raccontare una propria esperienza: traccia del testo.

Il sito di didattica è ricco di testi di tipo narrativo, fantastico o realistico, che agevolano il lavoro dell'insegnante per la creazione, da parte dei piccoli allievi, di temi su svariati argomenti.
Eccovi qualche esempio:







Quella volta mi sono sentito proprio soddisfatto perché...

Era una mattina come tante altre, mi ero lavato, mi ero vestito ed ero andato a scuola.
Quando arrivai in classe vidi che c'era un clima diverso e che i compagni presenti erano pieni di emozione perché quel giorno avremmo nuotato nel mare della fantasia con tutti i personaggi creati dall'immaginazione... dovevamo scrivere la nostra prima favola.
Il maestro ci dettò uno schema, da sviluppare per creare la nostra favola.
Scrivemmo per ore ma alla fine ottenemmo un bel risultato. Andammo a correggere la storia con il batticuore ed il maestro ci fece tanti complimenti.
Quel giorno rimasi molto soddisfatto perché avevo scritto una storia, per me, fantastica. E indovinate un po' come si chiamava il protagonista della storia: Hercules!

Quella volta l'ho combinata veramente grossa...

Era un giorno felice nella mia casa perché mio padre aveva appena finito i pitturare il muro della sala e così, per festeggiare, andò a comprare dei pasticcini.
Io appena provavo ad avvicinarmi alla sala, venivo subito richiamato dalla mamma che veniva a prendermi perché aveva paura che toccassi il muro.
Io, che non capivo, mi chiedevo sempre:
Perché non mi fa entrare?”.
Poi mi mise nel mio letto e mi disse:
Non uscire di lì”.
Io, non mi mossi dal letto finché non arrivò mio papà e quando arrivò portò con sé anche i pasticcini. Ne diedero tre a me, e io, che non sapevo cosa fossero, provai a lanciarne uno nel muro appena pitturato.
Li lanciai tutti e tre e risi dal divertimento. A mio padre toccò ripitturarlo e mia madre mi spiegò che i dolci si mangiano e non si tirano.

Imparare a raccontare una propria esperienza.

SCHEMA

Personaggi: Lucrezia, il maestro Ercole, la moglie Franca.
Ambiente: la casa del maestro.
Problema: Lucrezia ha fame ed il maestro Ercole dorme ..
Soluzione del problema: la gatta capisce che lo deve svegliare e ci riesce.
Conclusione: il maestro dà la pappa a Lucrezia.

Tema
Una notte da incubo

E' notte fonda. Solo il passaggio di qualche automobile rompe per qualche secondo la quiete della casa; il maestro Ercole dorme profondamente. Accasciata su una comoda poltrona Lucrezia non riesce a prendere sonno, sente lo stomaco brontolare dalla fame: vuole la pappa. piano piano entra nella camera da letto e miagola con forza: "Ma, ma, mauu". Il maestro Ercole continua nei suoi sogni come se nulle fosse, anzi si copre la testa con le coperte. la gattina ora è proprio affamata, salta sul comodino, si mette in posizione ... balza sulla testa del maestro tirando fuori il suo più bel "Ma, ma, mauu". Il maestro Ercole e la moglie Franca urlano a più non posso: "Aiutoo i ladri ...". Ripresisi dallo spavento, accendono la luce e capiscono. La piccola monella è ora per terra felice. "Ercole ti sei dimenticato di darle da mangiare ... Poverina! Svelto dalle i gamberetti col salmone". 


Un capodanno davvero insolito

Erano le ore diciotto del 31 dicembre 2006; io, Matteo e la mamma stavamo preparando la tavola al bar di papà per il cenone di Capodanno con i nostri amici.
Ero felice perché sapevo che dopo la mezzanotte ci saremmo messi tutti a giocare con dei bellissimi giochi, dopo aver fatto scoppiare alcuni petardi, non pericolosi per noi bambini. Finalmente giunse l'ora tanto attesa. Il tempo inesorabile lasciò alle spalle il 2006: cominciammo a festeggiare e a ballare tutti insieme per l'arrivo del nuovo anno.
Provavo grande gioia e sentivo le gambe che chiedevano di muoversi; fu così che mi lancia in un ballo rap; ad un certo punto mi venne in mente di fare una verticale e mentre ero a testa in giù, con le gambe sollevate e le braccia a terra, il mio braccio cedette, piegandosi e facendo “crack”!
Provai un dolore acuto e temevo che qualcosa di brutto fosse accaduto. Per non rovinare la festa non dissi niente a nessuno, ma un'amica della mamma si accorse che avevo il braccio gonfio.
A quel punto i miei si preoccuparono e la mamma disse che secondo lei avevo l'osso del braccio fuori posto e che quindi era il caso di andare al pronto soccorso dell'ospedale. Durante il viaggio il mio cuore batteva forte e nella mia mente si accavallavano pensieri poco allegri.
Una volta giunti a destinazione suonammo il campanello ma nessuno rispose, perché i dottori e le infermiere stavano ancora festeggiando. La mamma, stufa, suonò talmente a lungo da svegliare i pazienti dell'ospedale e non appena aprirono la porta disse: "Buon anno a tutti!". Arrivò un dottore, molto gentile e simpatico, che mi disse che avevo una frattura al legno verde; mi spiegò cosa significasse e poi in quattro manovre davvero dolorose migliorò la mia frattura, che da scomposta divenne composta.
Dopo questo intervento mi misero la doccia al braccio in attesa del gesso, che mi avrebbero messo il giorno dopo.
Il dottore voleva darmi l'attestato del bambino coraggioso, perché nonostante il dolore mi ero comportato da vero campione, ma siccome erano finiti i diplomini mi dovetti accontentare dei complimenti.
Andati via dal pronto soccorso e arrivati al bar di papà trovai tutti i nostri amici tristi e preoccupati.
Finì la festa ed erano solo le due.
Papà era molto in ansia per me, ma io con gran tono di voce dissi a tutti:
"Non importa, perché chi mal comincia ben finisce!".

Francesco, classe terza

Sottolineo
  • Fatti in nero
  • Commenti in rosso
  • Sensazioni in blu
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mercoledì 10 settembre 2014

Scrittura creativa


La scrittura creativa è la sezione del sito dedicata ai testi di vario tipo in cui i bambini esprimono liberamente le proprie capacità di immaginazione. La raccolta racchiude 26 composizioni che possono essere di spunto per la didattica. Eccovene un esempio:

Colori in tutto il mondo

Il mondo è un posto colorato,
colorato dalle persone che tutti i colori
hanno amato,
bianco, nero, giallo, arancio
i colori sono tanti
e ognuno è diverso dagli altri.
Le persone son diverse da fuori,
ma uguali nei cuori.
Ma per far vivere ogni colore in armonia
è necessaria una magia.
Ci servono tutti per fare un sorriso,
un sorriso di gioia su ogni bel viso.
Per vivere in un mondo fatto d'amore
ci occorre un cuore
con un posto per ogni colore.

Clara e Arianna (classe quinta)


Una volta sotto la spiaggia è spuntato un bellissimo arcobaleno. (Giulia, classe prima)

Eccovi il link relativo:



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