DIDATTICA SCUOLA PRIMARIA

Didattica Scuola Primaria di Ercole Bonjean

Didattica della lingua italiana - Didattica della Storia - Didattica della Geografia - Didattica della matematica - Il metodo globale fonematico - Esercizi di grammatica - Testi di vario tipo - Prove di verifica - Lettura e comprensione del testo - Ortografia - Schemi per la costruzione del testo - Schede di dettati svolti in classe - Schede di valutazione delle competenze - Aspetti normativi e deontologici della funzione docente - Il testo poetico: analisi ed interpretazione, schemi di lavoro, schede.

domenica 25 settembre 2016

Pensione anticipata anche per gli insegnanti della scuola primaria e dell'infanzia?

"Spuntano anche i docenti della primaria, assieme a quelli dell’infanzia, nella lista dei beneficiari dell’anticipo pensionistico senza il vincolo di restituire l’anticipo in 20 anni.
Almeno questo è l’auspicio della Uil, che commentando la proposta dal Governo, in una nota del 23 settembre afferma: "ci stiamo battendo affinché l'Ape sociale sia a costo zero per i disoccupati di lungo corso, per chi svolge lavoro di cura assistendo un familiare disabile e per i lavoratori che svolgono mansioni particolarmente faticose, come operai del settore edile, insegnanti della scuola primaria e d'infanzia, alcune tipologie di infermieri, personale marittimo imbarcato, macchinisti ed autisti."

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sabato 24 settembre 2016

Maestro Roberto, tecnologia e didattica tra tradizione e innovazione


Il sito del collega ed amico, maestro Roberto, coniuga felicemente tradizione ed innovazione. Sono diverse migliaia i docenti che ogni giorno visitano il sito e trovano risposte concrete ai vari dubbi che necessariamente sorgono per delineare un'azione educativo didattica sempre più efficace e coinvolgente per i nostri bambini. I numerosissimi post rispondono alle esigenze di una scuola e di una società che si evolvono e si involvono sempre più velocemente. La tecnologia ha modificato la nostra vita ed è quindi entrata a far parte della realtà scolastica; giusto pertanto cogliere gli aspetti positivi del cambiamento, senza trascurare le nostre radici, la nostra storia. Maestro Roberto fa suo questo assioma e ci riesce bene, il successo non nasce mai dal caso.

(e.b.)

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martedì 20 settembre 2016

Racconti d'autunno




Giornata d'ottobre

Era una limpida giornata d'ottobre. L'aria leggera e ancora calda di sole era scossa da un vento capriccioso. Su dai campi e dagli orti, saliva il fumo azzurro azzurro dei fuochi autunnali che riempiva la luminosa regione di un dolciastro odore di legno verde e bruciato. Nei giardini del villaggio fiorivano margherite, tardive rose pallide e fra le siepi luccicava ancora qualche ranuncolo. Sulla strada passava lentamente un carretto. La strada era in breve discesa: a sinistra campi mietuti e coltivazioni di patate non ancora raccolte, a destra una giovane abetaia. In rettilineo la strada portava nell'azzurro cielo invernale come sé, là in alto, il mondo dovesse finire.

Hermann Hesse

Paesaggio autunnale

Il sole non era ancora tutto apparso all'orizzonte.
Il cielo era tutto sereno.
Di mano in mano che il sole si alzava dietro il monte si vedeva la sua luce, dalla sommità dei monti opposti, scendere, come piegandosi rapidamente, giù per i pendii e nella valle.
Un venticello d'autunno, staccando le foglie appassite di gelso, le portava a cadere qualche passo distante dall'albero.

Alessandro Manzoni - I Promessi Sposi

I ricci e le mele

Una sera d'autunno, quando era già buio ma splendeva luminosa la luna, sono andato con un altro ragazzo, mio amico, in un campo pieno di alberi da frutto, specialmente di meli.
Ci siamo nascosti in un cespuglio, contro vento.
Ecco, a un tratto, sbucano i ricci, cinque: due più  grossi e tre piccolini.
In fila indiana si sono avviati verso i meli, hanno girellato tra l'erba e poi si sono messi al lavoro: aiutandosi coi musetti e con le gambette, facevano ruzzolare le mele, che il vento aveva il staccato dagli alberi, e le raccoglievano insieme in uno spiazzetto, ben vicine una all'altra.
Ma le mele giacenti per terra si vede che non bastavano; il riccio più grande, col muso per aria, si guardò attorno, scelse un albero molto curvo e si arrampicò, seguito da sua moglie.
Si posarono su un ramo carico e incominciarono a dondolarsi, ritmicamente: i loro movimenti si comunicarono al ramo, che oscillò sempre più spesso, con scosse brusche, e molte altre mele caddero per terra.
Radunate anche queste vicino alle altre, tutti i ricci, grandi e piccoli, si arrotolarono, con gli aculei irti, e si sdraiarono sui frutti, che rimanevano infilzati: c'era chi aveva poche mele infilzate (i riccetti), ma il padre e la madre erano riusciti a infilzare sette o otto mele per ciascuno.

Antonio Gramsci

Pioggia autunnale

"Alla fine dell'autunno, in un solo giorno, cambiava il tempo. Di notte dovevamo chiudere le finestre perché non entrasse la pioggia e il vento freddo strappava le foglie dagli alberi della piazza.
Le foglie giacevano fradice nella pioggia e il vento spingeva la pioggia contro il grosso autobus verde al capolinea".

Ernest Hemingway

Il platano in autunno

In mezzo al prato un platano allargava i suoi rami. Le foglie avevano varie tonalità, dal verde pallido al rosso rame, ma erano ancora attaccate al loro gambo e il platano, bellissimo a vedersi ne era fiero. Al mattino il bosco era ovattato da una fitta nebbia e i sentieri erano grigi. Il cielo sembrava ricoperto da pesanti panni grigiastri e il sole non dava alcun tepore. Il giorno seguente il platano era completamente spoglio. Le foglie giacevano per terra, formando una fitta corona tutt'intorno al tronco.

F. Salten

Pioggia autunnale in città

Da tre giorni piove senza tregua. L'acqua precipita sonante sui tetti, corre a rivoli nelle strade. La gente è stizzita; torme di ombrelli si buttano contro i muri quando le rasentano automobili e autobus sventaglianti spruzzi gialli e lunghi dalle ruote. Solo i vigili, nei loro impermeabili, raccolgono pazienti le acque del cielo e ... della terra.

G.B. Angioletti

I funghi

Il bosco in autunno è il trionfo dei colori. E' il momento in cui compaiono i funghi; essi spuntano tutti insieme. Ecco il porcino con il cappello color tonaca di frate cappuccino con il grosso piede color avorio; ecco il gallinaccio con il collaretto color arancione tutto piegoline; ecco l'ovolaccio con il suo ombrello rosso, punteggiato di lacrime bianche; e ancora il prataiolo con il suo parasole chiaro da vecchia signora.

M. Roland

La storia del vino

Dai, Vino Buono, racconta la tua storia!” chiedono tutte le bottiglie della cucina.
Uffa, che barba!” borbotta Aceto a cui non va mai bene niente.
Il Vino guarda i suoi amici e poi, non foss'altro che per far dispetto a suo cugino Aceto, incomincia a raccontare: “Dovete sapere che mio padre era un Gran Vigneto e mia madre era tanto dolce e buona che tutti gli altri grappoli la invidiavano. Molta gente veniva ad ammirare la mia famiglia ed io non ero ancora nato che già tutti dicevano: “Chissà che buon vino verrà fuori da voi!”.
Dopo che sono nato, mi hanno messo in una bottiglia verde con su una bella etichetta in cui era stata scritta la mia data di nascita ed il nome di mio papà, e mi hanno mandato in cantina a studiare da Vino Buono. Ho imparato un mucchio di cose, sapete: che non mi devo scuotere, per esempio, se no divento torbido, che non devo dare confidenza all'acqua e che … non devo dire mai malignità, per non rischiare di diventare Aceto!”.
Bravo!” urla Olio entusiasta. Anche le altre bottiglie applaudono e mentre Vino Buono ringrazia, Aceto, disperato, si butta a capofitto nell'insalata!

M. G. Bucceri rid. da “Mamma mi leggi?", ed. La Sorgente

La rondine che non sapeva volare

Mamma Coniglio fu svegliata da un rumore che veniva dall'esterno. Fuori c'era una piccola rondine che si lamentava: “Ho perso la mia mamma e il mio papà” diceva “e anche i miei fratelli e le mie sorelle. Sono volati tutti via, ma io non so volare.
Non preoccuparti” disse mamma Coniglio “puoi restare con noi!”.
Coniglietto e Benny furono felici di avere una nuova amica e Vrip, la rondine, si adattò bene alla vita dei coniglietti.
Dopo qualche giorno mamma Coniglio pensò che Vrip sarebbe dovuta andare a scuola con gli altri e la mandò.
Maestro Talpa fu sorpreso di vederla: “Non dovresti essere qui” disse “tutte le rondini sono già partite.
Partite per dove?” chiese Vrip.
Ogni anno in questo periodo” spiegò il maestro “le rondini volano verso i paesi caldi dove passano l'inverno.
Ma io non posso andare” disse Vrip “io non so volare.
Maestro Talpa fu irremovibile: “Dovrai imparare. Gufetto ti aiuterà.
Così Gufetto passò la mattina a insegnare a Vrip a volare. E il pomeriggio Mamma Coniglio fu sorpresa di vederla entrare in casa volando.
Vado a cercare i miei amici” spiegò Vrip “Grazie di avermi ospitato!”.
Mamma Coniglio sorrise e la salutò con la mano. “Vieni a trovarci l'estate prossima!” le gridò.

Andare in letargo

Quest'abitudine di andare in letargo può sembrare strana, ma bisogna ammettere che è piuttosto comoda e utilissima per evitare situazioni spiacevoli.
Se volete provare, il procedimento è molto semplice: dovete soltanto mettervi a letto e lasciarvi raffreddare un po' alla volta. Quando siete freddi pressappoco come un cubetto di ghiaccio, e respirate quel tanto da dimenticare come si fa, allora siete “caduti in letargo”.
Certo, gli animali vanno in letargo non per pigrizia, ma per motivi molto seri: quando il mondo è tanto freddo e non si trova niente da mangiare, alcuni animali si mettono a letto e non ci pensano più: dormono cinque, sei, sette mesi finché il brutto periodo è passato!

R. Schiavo adattamento da Il signor Noè e i suoi piccoli animali, ed. Mursia

In autunno nel bosco
Entrai nel bosco, sentivo il profumo delle foglie bagnate dalla brezza mattiniera. Pochi passi avanti trovai uno scoiattolo, nella sua tana, a sgranocchiare le nocciole, mi guardai intorno, il bosco era deserto: alberi spogli e secolari, tutti gli animali erano nascosti nelle loro tane e per terra vi era un tappeto di foglie di tanti colori diversi: verdi, gialle, rossicce, marroni. continuai ad andare avanti, faceva sempre più freddo, anche l'armonico cinguettio degli uccellini è di volta in volta più debole e stonato. Dopo qualche minuto avvistai un uccellino piccolo piccolo che saltellava di ramo in ramo. Ormai l'uscita dal bosco era vicina, tutto questo in me suscitò un gran piacere, tenerezza e infine tanta gioia: ero anche triste perché ero ormai fuori dal bosco, ma quelle immagini mi resteranno impresse nel cuore.

Giorgia, classe quinta

In autunno

E' autunno. Nel bosco gli alberi perdono le foglie rossicce che vengono accompagnate al suolo dal vento, come morte, a formare un tappeto sul terriccio umido. Io sto guardando quella specie di lenta pioggia di farfalle multicolori e provo il desiderio di prenderne qualcuna per ricordarmi del colorato autunno che ormai sta per finire. Ma la mia attenzione viene subito richiamata da un lieve scricchiolio: è un piccolo scoiattolo marrone che trasporta una ghianda fino al suo buco in un albero: fa tenerezza. Dopo un po' un venticello fresco solleva alcune foglie facendole roteare in aria. Nel bosco cala il silenzio. E' un silenzio magico accompagnato da un raggio di sole che filtra attraverso le piccole foglie degli alberi. E' rilassante. Ma ormai si sta facendo buio e, anche se la tristezza che provo uscendo dal bosco è tanta, non dimenticherò mai questa giornata.

Elisa, classe quinta

Mattine di novembre

Nelle mattine del principio di novembre il sole tiepido e bianco è disteso sulle campagne, dove il verde è ormai sparito.
Quel sole bianco fa pensare a un immenso bucato steso ad asciugare.
Sono le giornate che si chiamano "estate di San Martino".
Dalle cantine viene l'odore del mosto.
All'angolo della piazza riluce, sotto la padella di ferro nero, la bracia rossa per le castagne.
Una vecchia aria di danza ristagna sotto il soffitto di travi, fra tele di ragno che sono d'argento.

G. Raimondi


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Immagine: senigallianotizie


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lunedì 19 settembre 2016

Poesie d'autunno




San Martino

La nebbia a gl' irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
l' anime a rallegrar.
Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull'uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com' esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Giosuè Carducci

Bosco d'autunno

Il cielo ride un suo riso turchino
benché senta l'inverno ormai vicino:
il bosco scherza con le foglie gialle
benché l'inverno senta ormai alle spalle;
ciancia il ruscel col rispecchiato cielo
benché senta nell'onda il primo gelo.
E' sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano, un fiore a ombrello: un fungo.

Marino Moretti


Novembre

Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E' l'estate
fredda, dei morti.

Giovanni Pascoli

I doni

Primavera vien danzando
vien danzando alla tua porta
Sai tu dirmi che ti porta?
Ghirlandette di farfalle,
campanelle di vilucchi,
quali azzurre, quali gialli;
e poi rose, a fasci e a mucchi.

E l'estate vien cantando,
vien cantando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Un cestel di bionde pesche
vellutate, appena tocche,
e ciliege lustre e fresche,
ben divise a mazzi e a ciocche.

Vien l'autunno sospirando,
sospirando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Qualche bacca porporina,
nidi vuoti, rame spoglie,
e tre gocciole di brina,
e un pugnel di morte foglie.

E l'inverno vien tremando,
vien tremando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Un fastel d'aridi ciocchi,
un fringuello irrigidito;
e poi neve neve a fiocchi
e ghiacciuoli grossi un dito.

La tua mamma vien ridendo.
vien ridendo alla tua porta,
sai tu dirmi che ti porta?
Il suo vivo e rosso cuore,
e lo colloca ai tuoi piedi,
con in mezzo ritto un fiore:
Ma tu dormi e non lo vedi!

Angiolo Silvio Novaro

Autunno

Il gatto rincorre le foglie
secche sul marciapiede.
Le contende (vive le crede)
alla scopa che le raccoglie.
Quelle che da rami alti
scendono rosse e gialle
sono certo farfalle
che sfidano i suoi salti.
La lenta morte dell’anno
non è per lui che un bel gioco,
e per gli uomini che ne fanno
al tramonto un lieto fuoco.

Gianni Rodari

Mattino d’autunno

Che dolcezza infantile
nella mattinata tranquilla!
C’è il sole tra le foglie gialle
e i ragni tendono fra i rami
le loro strade di seta.

Federico Garcia Lorca

Ottobre
 
Un tempo, era d'estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all'autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest'aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulla vigne saccheggiate.
 
Sole d'autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell'anima.
Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t'inoltri
e sei lì per spirare.
E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch'è tutta una dolcissima agonia.

Vincenzo Cardarelli

La sera

La sera equivocando
si vestì di freddo.
Dietro i vetri appannati
tutti i bambini
vedono tramutarsi in uccelli
un albero giallo.
La sera è distesa
lungo il fiume.
Un rossore di mela
trema sui tetti.

Federico Garcia Lorca

Autunno

La terra si veste
del giallo delle foglie
in autunno.
Il vento raccoglie
i sussurri
dei trepidi uccelli.
Ho visto
danzare
sul mare
tanti pezzetti
di luna.

Anonimo giapponese

Il signor Autunno

Guarda il cielo ogni ora,
lo rapisce dell'azzurro,
di giallo lo colora.
Dal suo grasso cestino
scendon foglie rosse, gialle,
che or carezzano un bambino.
Sono tenui i suoi colori
nella grande tavolozza
dai leggeri, dolci, odori.
Riempie il bosco di funghetti,
di castagne marroncine,
e di teneri mughetti.
Stringe l'aria settembrina,
calda calda in una mano,
e la soffia a una bambina.

Ercole Bonjean

Bosco d'autunno

Il cielo ride un suo riso turchino
benché senta l'inverno ormai vicino:
il bosco scherza con le foglie gialle
benché l'inverno senta ormai alle spalle;
ciancia il ruscel col rispecchiato cielo
benché senta nell'onda il primo gelo.
E' sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano, un fiore a ombrello: un fungo.

Marino Moretti

I mesi dell'anno

Gennaio mette ai monti la parrucca,
Febbraio grandi e piccoli imbacucca;
Marzo libera il sol di prigionia,
April di bei color gli orna la via;
Maggio vive tra musiche d'uccelli,
Giugno ama i frutti appesi ai ramoscelli;
Luglio falcia le messi al solleone,
Agosto, avaro, ansando le ripone;
Settembre i dolci grappoli arrubina,
Ottobre di vendemmia empie le tina;
Novembre ammucchia aride foglie in terra,
Dicembre ammazza l'anno, e lo sotterra.

Angiolo Silvio Novaro

Autunno

Autunno. Già lo sentimmo arrivare

nel vento d'agosto, nelle piogge di settembre
torrenziali e piangenti,
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina,
in quest'autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.

Vincenzo Cardarelli

Colori d'autunno

Il cielo ride un suo riso turchino

benché senta l'inverno ormai vicino;
il bosco scherza con le foglie gialle
benché senta l'autunno già alle spalle;
ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,
benchè senta nell'onda il primo gelo;
è sorto a piè d'un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano, un fiore a ombrello: un fungo.

Marino Moretti

Ottobre arriva

Contro l'azzurro agita i suoi azzurri
il mare, e contro il cielo
s'agitano alcuni fiori gialli.
Ottobre arriva.
Esplode sopra la sabbia d'oro
d'una sola
pianta gialla
e sopra di loro si posano
i tuoi occhi.

Pablo Neruda – Poesie - Sansoni


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