DIDATTICA SCUOLA PRIMARIA

Didattica Scuola Primaria di Ercole Bonjean

Didattica della lingua italiana - Didattica della Storia - Didattica della Geografia - Didattica della matematica - Il metodo globale fonematico - Esercizi di grammatica - Testi di vario tipo - Prove di verifica - Lettura e comprensione del testo - Ortografia - Schemi per la costruzione del testo - Schede di dettati svolti in classe - Schede di valutazione delle competenze - Aspetti normativi e deontologici della funzione docente - Il testo poetico: analisi ed interpretazione, schemi di lavoro, schede.

mercoledì 17 settembre 2014

"Il pesco e il noce" di Leonardo da Vinci - Analisi del testo

Il pesco e il noce

Un pesco, che viveva accanto al noce, guardava con invidia il ramo del suo compagno carico di frutti. “Perché lui deve avere tante noci – pensava – mentre io ho così poche pesche? Non è giusto. Voglio provare a fare come lui”. “Non ti ci provare – disse un giovane susino che gli aveva letto nel pensiero – non vedi che rami grossi ha il noce? Non vedi che tronco robusto? Ciascuno deve dare secondo le proprie forze. Pensa a fare delle buone pesche, è la qualità che importa, non la quantità”. Ma il pesco, accecato dall'invidia, non volle ascoltare. Chiese alle sue radici di succhiare più sostanza dalla terra, alle sue fibre di far scorrere più linfa, ai suoi rami di fiorire di più, ai suoi fiori di trasformarsi in frutti, finché, giunta la stagione, si trovò carico di pesche da capo a piedi. Ma le pesche aumentavano di peso e i rami non potevano sostenerle; e nemmeno il tronco poteva reggere tutti quei rami pieni di pesche. Con un gemito il pesco si piegò, poi, con un grande schianto, il tronco si spezzò e tutte le pesche caddero ai piedi del noce.

Leonardo Da Vinci

Analisi del testo
  1. Perché il pesco invidiava il noce?
  2. Cosa gli consiglia il susino?
  3. Cosa fa il pesco per aumentare i suoi frutti?
  4. Perché il tronco del pesco si spezza?
Interpretazione del testo
  • Su che cosa ti vuol far riflettere questa favoletta?
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martedì 16 settembre 2014

Fedro: "Il gallo, i gatti, la volpe". - Analisi del testo


Il gallo trasportato in lettiga dai gatti

Il gallo si serviva di gatti come portatori di lettiga. Appena la volpe lo vide farsi trasportare, tutto baldanzoso, così disse: “Ti consiglio di prendere le tue cautele contro un eventuale tranello; infatti, se osservi bene le facce di costoro, penseresti che portano una preda non un carico”.
Appena quella masnada di belve sentì gli stimoli della fame, divorò il suo padrone e si divise il frutto del delitto.

Fedro

L'eccessiva sicurezza trascina spesso gli uomini nel pericolo.

Tratto da Fedro “Favole” Oscar Mondadori

Analisi del testo

  1. Da chi si faceva portare il gatto sulla lettiga?
  2. Cosa gli consiglia la volpe?
  3. Come finisce la favola?
Interpretazione del testo

  • Perché la volpe consiglia al gallo di non lasciarsi trasportare dai gatti?
  • Cosa significa la frase “L'eccessiva sicurezza trascina spesso gli uomini nel pericolo”?
Vocabolario

lettiga = mezzo usato nell'antichità per portare le persone nobili o facoltose

Image: milocca

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sabato 13 settembre 2014

Raccontare una propria esperienza: traccia del testo.

Il sito di didattica è ricco di testi di tipo narrativo, fantastico o realistico, che agevolano il lavoro dell'insegnante per la creazione, da parte dei piccoli allievi, di temi su svariati argomenti.
Eccovi qualche esempio:







Quella volta mi sono sentito proprio soddisfatto perché...

Era una mattina come tante altre, mi ero lavato, mi ero vestito ed ero andato a scuola.
Quando arrivai in classe vidi che c'era un clima diverso e che i compagni presenti erano pieni di emozione perché quel giorno avremmo nuotato nel mare della fantasia con tutti i personaggi creati dall'immaginazione... dovevamo scrivere la nostra prima favola.
Il maestro ci dettò uno schema, da sviluppare per creare la nostra favola.
Scrivemmo per ore ma alla fine ottenemmo un bel risultato. Andammo a correggere la storia con il batticuore ed il maestro ci fece tanti complimenti.
Quel giorno rimasi molto soddisfatto perché avevo scritto una storia, per me, fantastica. E indovinate un po' come si chiamava il protagonista della storia: Hercules!

Quella volta l'ho combinata veramente grossa...

Era un giorno felice nella mia casa perché mio padre aveva appena finito i pitturare il muro della sala e così, per festeggiare, andò a comprare dei pasticcini.
Io appena provavo ad avvicinarmi alla sala, venivo subito richiamato dalla mamma che veniva a prendermi perché aveva paura che toccassi il muro.
Io, che non capivo, mi chiedevo sempre:
Perché non mi fa entrare?”.
Poi mi mise nel mio letto e mi disse:
Non uscire di lì”.
Io, non mi mossi dal letto finché non arrivò mio papà e quando arrivò portò con sé anche i pasticcini. Ne diedero tre a me, e io, che non sapevo cosa fossero, provai a lanciarne uno nel muro appena pitturato.
Li lanciai tutti e tre e risi dal divertimento. A mio padre toccò ripitturarlo e mia madre mi spiegò che i dolci si mangiano e non si tirano.

Imparare a raccontare una propria esperienza.

SCHEMA

Personaggi: Lucrezia, il maestro Ercole, la moglie Franca.
Ambiente: la casa del maestro.
Problema: Lucrezia ha fame ed il maestro Ercole dorme ..
Soluzione del problema: la gatta capisce che lo deve svegliare e ci riesce.
Conclusione: il maestro dà la pappa a Lucrezia.

Tema
Una notte da incubo

E' notte fonda. Solo il passaggio di qualche automobile rompe per qualche secondo la quiete della casa; il maestro Ercole dorme profondamente. Accasciata su una comoda poltrona Lucrezia non riesce a prendere sonno, sente lo stomaco brontolare dalla fame: vuole la pappa. piano piano entra nella camera da letto e miagola con forza: "Ma, ma, mauu". Il maestro Ercole continua nei suoi sogni come se nulle fosse, anzi si copre la testa con le coperte. la gattina ora è proprio affamata, salta sul comodino, si mette in posizione ... balza sulla testa del maestro tirando fuori il suo più bel "Ma, ma, mauu". Il maestro Ercole e la moglie Franca urlano a più non posso: "Aiutoo i ladri ...". Ripresisi dallo spavento, accendono la luce e capiscono. La piccola monella è ora per terra felice. "Ercole ti sei dimenticato di darle da mangiare ... Poverina! Svelto dalle i gamberetti col salmone". 


Un capodanno davvero insolito

Erano le ore diciotto del 31 dicembre 2006; io, Matteo e la mamma stavamo preparando la tavola al bar di papà per il cenone di Capodanno con i nostri amici.
Ero felice perché sapevo che dopo la mezzanotte ci saremmo messi tutti a giocare con dei bellissimi giochi, dopo aver fatto scoppiare alcuni petardi, non pericolosi per noi bambini. Finalmente giunse l'ora tanto attesa. Il tempo inesorabile lasciò alle spalle il 2006: cominciammo a festeggiare e a ballare tutti insieme per l'arrivo del nuovo anno.
Provavo grande gioia e sentivo le gambe che chiedevano di muoversi; fu così che mi lancia in un ballo rap; ad un certo punto mi venne in mente di fare una verticale e mentre ero a testa in giù, con le gambe sollevate e le braccia a terra, il mio braccio cedette, piegandosi e facendo “crack”!
Provai un dolore acuto e temevo che qualcosa di brutto fosse accaduto. Per non rovinare la festa non dissi niente a nessuno, ma un'amica della mamma si accorse che avevo il braccio gonfio.
A quel punto i miei si preoccuparono e la mamma disse che secondo lei avevo l'osso del braccio fuori posto e che quindi era il caso di andare al pronto soccorso dell'ospedale. Durante il viaggio il mio cuore batteva forte e nella mia mente si accavallavano pensieri poco allegri.
Una volta giunti a destinazione suonammo il campanello ma nessuno rispose, perché i dottori e le infermiere stavano ancora festeggiando. La mamma, stufa, suonò talmente a lungo da svegliare i pazienti dell'ospedale e non appena aprirono la porta disse: "Buon anno a tutti!". Arrivò un dottore, molto gentile e simpatico, che mi disse che avevo una frattura al legno verde; mi spiegò cosa significasse e poi in quattro manovre davvero dolorose migliorò la mia frattura, che da scomposta divenne composta.
Dopo questo intervento mi misero la doccia al braccio in attesa del gesso, che mi avrebbero messo il giorno dopo.
Il dottore voleva darmi l'attestato del bambino coraggioso, perché nonostante il dolore mi ero comportato da vero campione, ma siccome erano finiti i diplomini mi dovetti accontentare dei complimenti.
Andati via dal pronto soccorso e arrivati al bar di papà trovai tutti i nostri amici tristi e preoccupati.
Finì la festa ed erano solo le due.
Papà era molto in ansia per me, ma io con gran tono di voce dissi a tutti:
"Non importa, perché chi mal comincia ben finisce!".

Francesco, classe terza

Sottolineo
  • Fatti in nero
  • Commenti in rosso
  • Sensazioni in blu
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mercoledì 10 settembre 2014

Scrittura creativa


La scrittura creativa è la sezione del sito dedicata ai testi di vario tipo in cui i bambini esprimono liberamente le proprie capacità di immaginazione. La raccolta racchiude 26 composizioni che possono essere di spunto per la didattica. Eccovene un esempio:

Colori in tutto il mondo

Il mondo è un posto colorato,
colorato dalle persone che tutti i colori
hanno amato,
bianco, nero, giallo, arancio
i colori sono tanti
e ognuno è diverso dagli altri.
Le persone son diverse da fuori,
ma uguali nei cuori.
Ma per far vivere ogni colore in armonia
è necessaria una magia.
Ci servono tutti per fare un sorriso,
un sorriso di gioia su ogni bel viso.
Per vivere in un mondo fatto d'amore
ci occorre un cuore
con un posto per ogni colore.

Clara e Arianna (classe quinta)


Una volta sotto la spiaggia è spuntato un bellissimo arcobaleno. (Giulia, classe prima)

Eccovi il link relativo:



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lunedì 8 settembre 2014

Lettura, comprensione ed interpretazione del testo.

La sezione del sito dedicata alla lettura, all'analisi e all'interpretazione del testo presenta numerosi brani che offrono una ricca varietà di spunti utili per la didattica. Si tratta di 76 post (taluni tradotti in inglese) a disposizione delle lettrici e dei lettori del sito. Eccovene due esempi tra quelli più visitati dai lettori del sito.






















Progetto accoglienza

Giocare è bello se si rispettano le regole

Le regole del gioco

Gli scacchi

Non è possibile pensare di giocare senza il rispetto di determinate regole. Pensiamo ad una partita di calcio in cui tutti i giocatori fanno quello che vogliono, non c'è il fuorigioco, si commettono falli a non finire, non vi sono punizioni, l'arbitro è come se non esistesse. E' chiaro che non si potrebbe giocare alcuna partita.
La stessa cosa avviene in tutti i giochi, vediamo di poter ricavare le regole necessarie per poter giocare a scacchi. Possiamo distinguere due tipi di regole: le regole tecniche e le regole comportamentali.
  • Il cavallo ha un movimento a L (2+1 oppure 1+2); è l'unico pezzo che può saltare e quindi può scavalcare i pezzi dell'esercito avversario ed anche i suoi (Giulia Tallone, Cristiano, Stefano).
Inoltre:
  • Pezzo toccato, pezzo mosso (Elena).

  • Non si può muovere un pezzo se il re è sotto scacco o “inchiodato” a meno che non serva a proteggere dall'attacco nemico lo stesso re (Andrea, Francesco, Silvio).

  • Non si può fare l'arrocco se si è già mosso il re o la torre oppure se si è sotto scacco (Iside, Caterina, Gabriele).

  • Non si può catturare il re (tutta la classe quinta B).
Ricaviamo ora le regole tecniche:
  • Il pedone si può muovere di 2 caselle solo quando viene eseguita la prima mossa, poi prosegue in verticale solo di una mossa e cattura i pezzi in diagonale, quando giunge nell'ultima casella dello schieramento avversario può essere promosso come regina, torre, cavallo, o alfiere (Davide e Silvio)

  • La regina si può muovere in orizzontale, in verticale e in diagonale di quante caselle vuole (Giulia Pellegrino).

  • La torre si può muovere in orizzontale ed in verticale di quante caselle vuole (Francesco Correale).

  • L'alfiere si muove in diagonale di quante caselle vuole (Simone).

  • Il re si può muovere di una casella in tutte le direzioni (Miriam Saso).
Ricaviamo ora le regole comportamentali:
  • Non si deve parlare durante la partita e disturbare in alcun modo l'avversario (Nic).

  • E' buona norma comunicare lo scacco al re all'avversario (Luca).

  • E' buona educazione darsi la mano prima e dopo la partita (Agnese, Chiara).



La fine di un'amicizia

Il cane e il gatto una volta erano amici: dormivano insieme, mangiavano in compagnia, giocavano d’amore e d’accordo.
Accadde però che un giorno il gatto si specchiò sulle rive di un laghetto e, molto contento di se stesso, pensò di essere il più bello, il più elegante degli animali.
Da quel giorno guardò il cane con aria di superiorità, si sentiva il re degli animali.
Il cane che non era certo bello (si trattava di un povero bassotto) se la prese a male.
Fu così che i due animali non si poterono più vedere, il cane giocava con i cani, il gatto con il gomitolo della padrona.
Finì per sempre l’amicizia, divennero nemici.

(Ercole Bonjean)








LIVELLO REFERENZIALE
  1. Il cane e il gatto sono sempre stati nemici?
  2. Che cosa accadde?
  3. Quale fu l'atteggiamento del gatto dopo che si sentì il più bello degli animali?
  4. Come reagì il povero bassotto?
  5. Come finisce la storia?
LIVELLO INTERPRETATIVO
  1. Trovi giusto il comportamento del gatto?
  2. Come avresti reagito al posto del cane?
  3. Cosabisogna fare perché un'amicizia non finisca?
LIVELLO REFERENZIALE
  1. No, il cane e il gatto una volta erano amici.
  2. Un giorno accadde che il gatto si specchiò in un laghetto e pensò di essere il più bello degli animali.
  3. Il gatto cominciò a darsi delle arie perché si sentiva superiore.
  4. Il povero bassotto se la prese a male.
  5. La storia finisce con i due animali che diventano nemici, il cane gioca con i cani e il gatto con il gomitolo della padrona.
LIVELLO INTERPRETATIVO
  1. No, non trovo giusto il comportamento del gatto perché è stato presuntuoso e vanitoso.
  2. Io non me la sarei presa a male però non sarei stato più amico del gatto.
  3. Perché un'amicizia non finisca, bisogna non litigare, essere generosi, avere pazienza e volersi bene.


Logos

Lontano dalla Terra migliaia di anni luce, sperduto tra le galassie, si trova il pianeta Logos.
Quello che più sorprende è che noi siamo sempre stati abituati ad immaginare un essere extraterrestre del tutto diverso da noi: brutto, con tre occhi, con un corpo molliccio, talvolta peloso, e chi più ne ha più ne metta.
In realtà gli abitanti di Logos sono in tutto e per  tutto uguali a noi. Vivono solo in una civiltà più avanzata rispetto alla nostra da un punto di vista tecnologico. Non esistono problemi economici, di sopravvivenza per nessuno.
Non vi sono poveri, non vi sono ricchi, tutti uguali.
Vuoi mangiare un pollo con le patatine fritte? Schiacci un pulsante ed eccolo lì bello pronto.
Vuoi viaggiare? Altro che alta velocità! Da casa tua puoi raggiungere in tempi brevissimi qualsiasi parte del pianeta. Ti siedi nella tua astronave personale, scegli il tuo posto preferito, schiacci un pulsante e ... via, in un attimo sei arrivato a destinazione.
A questo punto so già, miei piccoli lettori, che vi sorge un dubbio. A voi questo pianeta piace e vi domanderete, e la scuola? Tutto risolto: in ogni abitazione è disponibile il maestro computer. Questo maestro è docile e servizievole, risponde ad ogni vostra domanda. E’ come un servetto che vi accompagna per tutti gli studi, i quali oltretutto finiscono presto. Che bisogno c’è di studiare? Non stai bene? Ecco pronto il medico computer: ti cura, ti opera, ti assiste. Vuoi un vestito? Nessun problema: per tutti, grandi e piccini, è pronta una bella divisa: comoda, confortevole. Basta schiacciare un pulsante.
E il pianeta com’è? Se i Logosiani sono uguali a noi, anche Logos sarà come la  Terra. Il mare, le montagne, il cielo, i laghetti alpini, sono belli come i nostri? E le foreste? E la savana? Le giraffe, gli orsi, i delfini? Cari bambini mi spiace dovervi deludere: il progresso ha un prezzo. Niente di tutto questo. Non si può volere tutto neanche nel pianeta Logos. Qui tutto è artificiale. Per raggiungere i risultati che vi ho detto si è reso necessario un cambiamento. Tutte le comodità di cui godono i Logosiani sono costituite da milioni di centrali con tanti fili che collegano computer intelligenti che, negli anni, a mano a mano che la società progrediva hanno eliminato ogni forma di vita. Ecco adesso vi ho deluso, ma vi risollevo subito: basta schiacciare un pulsante ed ecco apparire uno schermo gigante, che vi proietta dei cartoni.... e che cartoni!
Tanto sul pianeta Logos si è scoperto da tempo che non fanno male ai bambini.

Ercole Bonjean

“In vacanza sulla Terra” capitolo I










 La scuola di cioccolato

Un giorno il Ministro della Pubblica Istruzione, pensò di cambiare i programmi e l’organizzazione delle scuole  elementari.
Una sera al telegiornale dichiarò:
- Finiamola con questa scuola dove i bambini devono studiare per ore ed ore, eseguire i compiti e non fare mai niente che li renda felici. Da ora in poi  a scuola ci si dovrà divertire. Tutte le aule dovranno essere piene di giochi, e di tanti bei dolci: cioccolata, caramelle e tanta tanta Coca Cola. I maestri e le maestre dovranno organizzare feste e giochi, e numerose gite divertenti. Dovranno essere proiettati film e cartoni animati intelligenti. Facendo così i bambini ameranno la scuola e di conseguenza studieranno di più; è tanto semplice.
La notizia fece il giro del mondo e tutti lodarono la magnifica iniziativa. I bambini erano felici e già si leccavano i baffi. L’unico ad essere un po’ arrabbiato era il Ministro dell’Economia. Tra sé pensava: “Come faremo a pagare tutti quei giochi, tutti quei dolci, povero me”. I più contenti erano invece i pasticcieri,  le industrie di giocattoli e quelle del cinema.
Venne il primo giorno di scuola, il giorno tanto atteso. La scuola era stata ricoperta di cioccolato finissimo e i bimbi vi saltarono sopra in massa.
Tutti i bambini aspettavano felici il suono della prima campanella. Quando giunse il momento fatidico corsero come matti nelle aule. Cominciarono a mangiare caramelle e pizzette e a bere fiumi di Coca Cola. Quando furono sazi saltarono sui giochi, liberi e contenti. Poi i maestri li portarono a vedere i cartoni intelligenti. Finì il primo giorno di scuola e i bambini tornarono a casa sporchi (di cioccolato), ma felici. I giorni trascorsero con grande allegria; i bambini finalmente amavano la scuola. Solo qualche genitore si lamentò:
-Potevano però portare qualche gelato.
Dopo cinque anni il Ministro della Pubblica Istruzione presentò una relazione in Parlamento:
- L’esperimento ha avuto un grande successo, la nostra scuola è la prima nel mondo, le statistiche parlano chiaro.
Qualche anno dopo nei vari telegiornali venivano trasmesse strane notizie: crollavano ponti e dighe, aerei impazziti perdevano la rotta nei cieli , al posto del cuore ad un paziente era stato trapiantato il fegato, un maestro venne arrestato perché insegnava la grammatica.
Una sola buona notizia appariva nella pagina economica dei giornali: l’Italia era diventata la prima nazione del mondo per la produzione della cioccolata.

(Ercole Bonjean)










Eccovi il link relativo:


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venerdì 5 settembre 2014

Verifiche e prove di ingresso di italiano


Si tratta di 70 tipi di verifiche di vario tipo da cui poter trarre spunto. Numerose sono le prove di grammatica e di analisi logica; prove di verifica per la lettura e la comprensione del testo; valutazioni sulle competenze acquisite nella composizione di testi di vario genere. Eccovi il link relativo:

Verifiche di italiano per la scuola primaria

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Grammatica

Analisi logica

Testi di vario tipo


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giovedì 4 settembre 2014

Antologia di racconti, poesie e filastrocche.


Il sito didattica scuola primaria, nella sezione antologia, è ricco di racconti, poesie e filastrocche, utili come spunto per gli itinerari educativo didattici. Vi troverete 139 testi, destinati ad aumentare, con molti riferimenti alle festività, alle ricorrenze ed agli argomenti stagionali. Eccovi il link relativo:

Antologia

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Autunno

Inverno

Primavera

Estate

Natale 

Pasqua

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mercoledì 3 settembre 2014

La riforma della scuola: il piano del governo Renzi.




Cari amici, queste le principali novità del Governo Renzi che riguardano la riforma della scuola:

Un piano straordinario per assumere 150mila docenti a settembre 2015 e chiudere le Graduatorie a Esaurimento. Lo si legge nelle Linee guida sulla scuola pubblicate sul sito del Governo "Passo dopo passo". D'ora in avanti si diventerà docenti di ruolo solo per concorso: 40mila giovani qualificati nella scuola fra il 2016 e il 2019. Mai più dunque liste d'attesa che durano decenni. Stop infine alle supplenze.

Per assumere 148.100 nuovi docenti saranno necessari circa 3 miliardi di euro. Per l'esercizio finanziario 2015, primo anno di attuazione del piano, sarà quindi necessario impegnare un miliardo da settembre a dicembre. 
Dal 2016 docenti solo per concorso - Mai più "liste d'attesa" che durano decenni. Dal 2016, con la chiusura delle Graduatorie a Esaurimento, si diventerà docenti di ruolo solo per concorso: 40mila giovani qualificati nella scuola fra il 2016 e il 2019.
Carriera solo per merito - Ogni 3 anni, due docenti su tre avranno in busta paga 60 euro netti al mese in più "grazie a una carriera che premierà qualità del lavoro in classe, formazione e contributo al miglioramento della scuola". E' la "svolta meritocratica" che il governo vuole portare nel mondo della scuola. 
Stop alle supplenze - Come anticipato nei giorni scorsi, scompariranno le supplenze per come siamo abituati a conoscerle. Nelle Linee guida si prevede infatti di garantire alle scuole, grazie al piano di assunzioni, un team stabile di docenti per coprire cattedre vacanti, tempo pieno e supplenze, in modo da assicurare la continuità didattica. 
"Noi diciamo basta ai precari e alla supplentite, dobbiamo avere il coraggio di dire che si devono giudicare gli insegnanti e gli scatti devono essere sulla base del merito e non sulla base dell'anzianità", ha commentato il premier Matteo Renzi. 
In istituti Tecnici obbligo di alternanza con il lavoro - Alternanza Scuola-Lavoro obbligatoria negli ultimi tre anni degli istituti tecnici e professionali per almeno 200 ore l'anno. E potenziamento delle esperienze di apprendistato sperimentale. 
Dal 2015 online il registro nazionale dei docenti - In Rete dal 2015 un registro nazionale dei docenti per aiutare i presidi a migliorare la propria squadra e l'offerta formativa. E' un'altra delle proposte avanzate dall'esecutivo. Online verranno messi anche i dati di ogni scuola (budget, valutazione e progetti finanziati). L'Esecutivo intende anche coinvolgere presidi, docenti, amministrativi e studenti per individuare le cento procedure burocratiche più gravose per la scuola e abolirle. 
"Più inglese per non parlarlo come me" - Con una buona dose di autoironia, il presidente del Consiglio ha anche parlato dell'importanza dell'inglese: "Ci vuole l'insegnamento dell'inglese come lingua madre per evitare di parlarlo come lo parlo io: è un 'globish' più che un english". Non solo: "Io sono per più storia dell'arte, più musica, più educazione motoria e fisica. E più investimento nelle nuove tecnologie", ha aggiunto. 
"Un anno per rivoluzionare la scuola" - "Vi propongo un patto educativo, non l'ennesima riforma, non il solito discorso che propongono tutti i politici, una cosa diversa. Abbiamo un anno di tempo per rivoluzionare la scuola italiana", ha detto Renzi.
"Vi chiedo una mano, sarà meraviglioso" - "Vi chiedo una mano: i giorni che ci aspettano sono giorni meravigliosi, non buttiamoli via. Abbiamo il coraggio di provare insieme a disegnare la scuola che verrà e forse anche così l'Italia tornerà a essere custode della straordinaria bellezza che ha", ha concluso Renzi lanciando un appello al dialogo sulle Linee guida presentate. 
Giannini: "Tiriamo linea con il passato" - "Oggi tiriamo una linea col passato. Il percorso di rinnovamento coinvolgerà tutti". Lo ha twittato il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, in occasione della pubblicazione de "La buona scuola", le linee guida per riformare l'istruzione.


Fonte TGCOM

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Anno scolastico 2014/2015 - Percorsi didattici di matematica per tutte le classi della scuola primaria


Il sito didattica scuola primaria propone percorsi educativo didattici di matematica per tutte e cinque le classi della scuola primaria. Si tratta del lavoro svolto sui quadernoni durante l'intero anno scolastico, con la possibilità di salvare e stampare gratuitamente tutti gli iter di apprendimento. Eccovi i link relativi:

Matematica classe prima

Matematica classe seconda

Matematica classe terza 

Matematica classe quarta

Matematica classe quinta

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