DIDATTICA SCUOLA PRIMARIA

Didattica Scuola Primaria di Ercole Bonjean

Didattica della lingua italiana - Didattica della matematica - Didattica nella scuola primaria - Il metodo globale fonematico - Esercizi di grammatica - Testi di vario tipo - Prove di verifica - Lettura e comprensione del testo - Ortografia - Schemi per la costruzione del testo - Schede di dettati svolti in classe - Schede di valutazione delle competenze - Aspetti normativi e deontologici della funzione docente - Il testo poetico: analisi ed interpretazione, schemi di lavoro, schede.

  ULTIMI ARTICOLI INSERITI


Caricamento in corso

giovedì 12 gennaio 2012

In vacanza sulla Terra: "Un magnifico volo"




Un magnifico volo 

capitolo VIII

Red si svegliò molto presto quella mattina, si fece una bella doccia, si vestì e poi, con l'aspetto tipico dell'aguzzino, si recò a svegliare i suoi familiari che dormivano profondamente.
- Sveglia è l'ora della passeggiata. Alzarsi.
Jenny si levò dal letto per prima mentre Mad e Ron, dopo qualche minuto, la seguirono con molta fatica. Erano tutti assonnati, ma non volevano contrariare il padre e nello stesso tempo desideravano esplorare quella meravigliosa zona montana. Dopo un'abbondante colazione i logosiani equipaggiati di tutto punto uscirono dall'albergo per recarsi alla volta dei sentieri montani. Il sole cominciava appena ad alzarsi quando i Davids imboccarono il primo sentiero. Lo spettacolo era incantevole, la luce rosea dell'alba si stagliava nitida e metteva ancora in maggiore risalto la bellezza delle alte vette. Si sentiva il canto degli uccellini e a mano a mano che il sentiero saliva si potevano osservare vari tipi di vegetazione. L'aria era fresca, ma i logosiani oltre ad essere ben protetti dai vestiti per il momento sfruttavano favorevolmente lo spesso strato di adipe che li ricopriva. Intanto il sentiero saliva e si faceva più impervio, i chili in più diventavano un fardello pesante da trasportare. Le prime gocce di sudore cominciarono a scorrere e il fiato diventava sempre più corto. Red guidava la fila, in mezzo vi erano Ron e Mad, Jenni chiudeva il quartetto degli scalatori. Mentre annaspavano a fatica ed il passo diventava sempre più lento, li affiancò un vecchietto in tenuta sud tirolese armato di picozza e cappellino con piumetta. Benevolmente cercò di rincuorarli:
- Coraggio giovanotti, perdere qualche chilo fa bene. È tutta salute.
Detto questo li superò agevolmente  e dopo qualche istante se ne vedeva la sagoma scomparire tra i dirupi.

- kxzkkx. L'imprecazione proferita da Red non è traducibile dal linguaggio di Logos  all'italiano. È certo che non si trattava di un ringraziamento nei confronti dell'atletico vecchietto.
Finalmente la famiglia Davids giunse in un apposito spazio con panche e tavolone, particolarmente adatto per una sosta ed un breve spuntino. Il sole era alto all'orizzonte, ma i logosiani potevano godere dell'ombra di un vecchio faggio. Posati gli zaini Jenni imbandì la tavola con degli ottimi panini e delle bibite tenute rigorosamente in fresco. Dopo il pasto si riposarono sdraiati sotto il grande albero ai piedi del quale Jenni aveva steso una copertina leggera di lana.
- Vi dò tenta minuti per riposarvi, poi cominceremo gli esercizi ginnici, vedete i terrestri sono ben organizzati, possiamo contare su degli ottimi attrezzi che fanno al caso nostro.
Nello spiazzo erano infatti presenti alcuni giochi utili ad esercitare alcuni muscoli del corpo, con il vantaggio di poterlo fare a contatto diretto con la natura. Red si sdraiò sul plaid e in breve tempo cadde in un sonno profondo. Cominciò a sognare, si immaginava su un'alta vetta dalla quale poteva dominare tutto il panorama circostante. Si sentiva libero, felice, partecipe di una natura ancora incontaminata. All'improvviso si librò in volo, e il suo volto rotondo, si dipinse di un'espressione angelica. Una pallonata in pieno volto lo riportò bruscamente alla realtà. Aprì gli occhi e stupito potè osservare numerosi bambini che giocavano a calcio, le mamme che chiacchieravano a più non posso e i papà che si cimentavano in acrobatici esercizi ginnici. Frastornato dall'innaturale risveglio e da tutto quel vociare, si avvicinò con passo pesante alla moglie.
- Caro, non ti abbiamo voluto svegliare, dormivi così bene.
- Dormivo, ora invece sono sveglio ed anche un po' seccato. Cos'è tutta questa confusione?
Prima che Jenni potesse dare un'ovvia risposta, un atletico signore lo invitò a partecipare con lui agli esercizi ginnici.
- Venga, venga, vedrà che le piacerà. E le farà molto bene. Perché non prova a cimentarsi anche lei.
Tutti cominciarono a guardarlo. Red sicuro di sé e per nulla intimorito si attaccò agli anelli e cominciò a tirarsi su con grande forza. Si alzò  e poi si lasciò andare stremato dalla fatica a cui non era certo abituato. Le corde si spezzarono. La sederata fu tremenda, ma ancora peggio le risate che ne seguirono da parte dell'improvvisata platea.
Il ritorno verso l'albergo non fu dei più allegri. Red sentiva un gran male al sedere e solo un leggero venticello che preannunciava l'arrivo del tramonto lo rincuorava. Mad e Ron gli si avvicinarono e lo presero sottobraccio, nei loro volti erano evidenti sentimenti sinora ignorati, molto  vicini al pianeta Terra,  ancora distante dall'animo di Red migliaia di anni luce.

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

martedì 15 novembre 2011

Addio alla pagella

Già a partire dal corrente anno scolastico la pagella sarà stampata in formato A4 direttamente dagli uffici di segreteria di ogni singolo istituto e non la fornirà più la Poligrafica dello Stato. E' il primo passo verso la valutazione degli alunni online.
Per saperne di più vai su la Repubblica.it 

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

Elaborazione di testi brevi al computer (con schema)



Persi al supermercato
Era una calda e splendida mattina d'estate, Paolo e sua mamma Cristina erano ancora a letto a farsi un bel sonnellino.
Quando si alzarono dovettero andare al supermercato per fare la spesa. Arrivati al supermercato, Cristina e Paolo andarono nella zona del panificio. Paolo chiese alla mamma se poteva andare ad osservare i giochi, la mamma rispose di sì. Paolo ringraziò la mamma e andò a vedere i giochi, dopo un pò non trovò più la mamma e si mise a piangere.
Egli cominciò a cercare per tutto il supermercato con grosse lacrime, ma continuava a non trovarla e si diresse alla cassa, raccontò tutto e la cassiera disse: "Boraso Cristina è pregata di andare alla cassa".
La mamma ascoltò subito la voce che giungeva dal microfono della cassiera, corse subito alla cassa, vide Paolo, lo riprese e lo riportò a casa. Lo spavento era svanito nel nulla.

(classe terza)

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

lunedì 14 novembre 2011

Il pellerossa nel presepe di Gianni Rodari

Il pellerossa nel presepe
Il pellerossa con le piume in testa
e con l'ascia di guerra in pugno stretta,
com'è finito tra le statuine
del presepe, pastori e pecorine,
e l'asinello, e i maghi sul cammello,
e le stelle ben disposte,
e la vecchina delle caldarroste?
Non è il tuo posto, via! Toro Seduto:
torna presto di dove sei venuto.
Ma l'indiano non sente. O fa l'indiano.
Se lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
O darà noia agli angeli di gesso?
Forse è venuto fin qua,
ha fatto tanto viaggio,
perchè ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontà.
 

(Gianni Rodari)


Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

A scuola di scacchi di Ercole Bonjean



Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

sabato 12 novembre 2011

In vacanza sulla Terra: "In montagna"


In montagna

capitolo VII

Il pullman procedeva lentamente attraverso i tornanti montani e Jenny, Mad e Ron si lasciavano cullare dal movimento del mezzo sonnecchiando accovacciati nei comodi sedili. Red ne approfittò per rileggere il messaggio di Genius: "... dovrai cercare un posto di alta montagna e sottoporre la tua famiglia a fatiche di ogni genere: un pò di ginnastica di buon mattino, delle lunghe e faticose camminate faranno al caso nostro,  se non bastasse li farai arrampicare su qualche piccolo dirupo ...".
Quando la famiglia Davids si ritrovò davanti al grazioso alberghetto di Selva di Val Gardena erano tutti quanti stanchi ed assonnati. Si recarono alla reception e, dopo aver mostrato i documenti e pagato un anticipo, si diressero nel piccolo appartamentino che era stato preparato per loro. Ebbero poco tempo a loro disposizione per riposarsi: era ormai ora di cena. Dopo una bella doccia rigeneratrice scesero nella sala da pranzo. Molti dei clienti dell'albergo erano già seduti a consumare la cena. Com'era accaduto a Capri anche qui tutti si voltarono per osservare l'enorme mole dei logosiani e Red, in particolare, ne fu molto  infastidito. Anche Mad e Ron non erano contenti, ripensavano alle belle spiagge di Capri, alle lunghe nuotate, ai giochi con gli amici. Red era affamato e si tuffò avidamente su una bella e fumante polenta con le salsicce; dopo averla divorata in pochi secondi, ne chiese un'altra e poi un'altra ancora, innaffiando il tutto con del buon vino rosso. Jenny lo squadrava sconcertata, anche perchè oramai tutti gli ospiti dell'albergo erano girati verso di loro. Ma non c'è mai limite al peggio. Ron cominciò a gonfiarsi, a diventare rosso come il vino di cui si era riempito ed emise un: "BRAAA, BRAAA". Un rutto di proporzioni intergalattiche esplose nella sala per qualche secondo che a Jenny parve interminabile. Dal terribile spostamento d'aria un bicchiere colmo di vino si rovesciò sulla tovaglia. Per la prima volta Jenny, Mad e Ron desiderarono trovarsi distanti migliaia di anni luce, nella calma piatta del pianeta Logos.

- Sei un porco, un vero porco spaziale - affermò Mad quando i due coniugi si ritrovarono a tu per tu.
- Non mi sono mai vergognata tanto in vita mia.
Red lungo disteso sul letto canticchiava allegramente:
- Volare ooh, cantare oohooh ...
Poi all'improvviso, mentre la moglie continuava ad imprecare contro di lui, piombò in un sonno profondo, simile a quello del letargo di un riccio durante il riposo invernale. Il suono che emettevano le sue labbra non era però come quello di un piccolo riccio, ma molto più vicino al barrito di un elefante.

(Ercole Bonjean)

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

giovedì 10 novembre 2011

Descrizione di un ambiente naturale: il mare


Tema
Il mare: fonte di sostentamento, di conoscenza, di svago e di socializzazione. Descrivi le tue conoscenze o eventuali esperienze in merito.

E' l'alba, l'auto corre veloce e silenziosa sull'Aurelia in direzione di La Spezia. Io guardo attraverso il finestrino ed ai miei occhi assonnati appare uno spettacolo unico, indescrivibile, fantastico: il mare è calmissimo, il rosa e il grigio perla si fondono e si sfumano creando effetti magici. La brezza accarezza con dita sottili le onde che rabbrividiscono e si increspano, formando righe e chiazze e lasciando una leggera spuma bianca.
Il mare sa presentarci tanti volti, è una fonte inesauribile di fantastici spettacoli.
Immagino quella immensa distesa azzurra al tramonto di un abbagliante giornata estiva. I colori caldi avvolgono il cielo e le acque. Il sole con i suoi ultimi raggi colora le onde di un giallo arancio, laggiù all'orizzonte il cielo e il mare sembrano incendiarsi e uno scintillio d'oro si perde lontano. Lentamente i colori si affievoliscono, a poco a poco. le luci si spengono e quella distesa diventa nera, punteggiata qua e là dalle luci rosse dei pescherecci, che si allontanano dalla riva lasciando una lunga scia bianca.
Immagino quell'immensa distesa in inverno, quando il vento soffia forte e le palme si piegano quasi a spezzarsi; allora il mare è cupo: le onde si scagliano contro gli scogli con la forza di un ciclope furioso, vorrebbero polverizzarli, distruggerli; il loro frastuono è assordante. Chissà quante bufere, nei secoli, quante navi avranno inghiottito,  quanta gente stupita e incredula si sarà trovata a lottare contro quell'imprevedibile mostro senza pietà.
La nostra regione, così aspra e avara nei paesi dell'entroterra, chiusi in un'antica solitudine, sulla costa sa dare il meglio di sé, regalandoci paesaggi da sogno: certamente manca del fascino misterioso degli sconfinati oceani o dell'atmosfera irreale dei mari polari, che ci fanno pensare a paesaggi sconosciuti e magici, ma il mare della Liguria ha qualcosa di magico: accompagna la costa arcuata della nostra regione, entra nelle più piccole insenature, accarezza ciottoli e sabbia e lambisce le rocce.
Siamo arrivati, scendo dall'auto intontita: ho sognato? Forse, ma è stato un sogno che non dimenticherò mai, proprio mai!

(Ludovica, classe prima media)

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

Il primo giorno con il computer




Il primo giorno con il computer

Era il nostro primo giorno di computer, ed oltre ad essere molto emozionate avevamo molta paura Terminata la prima lezione di italiano andammo nell'aula dei computer.  Una volta eseguita l’accensione del computer ci inserimmo in un programma. Finalmente scoprimmo il vero mondo del computer. Viaggiammo in mille e mille programmi. Tornate da informatica felici e contente andammo in classe. Il maestro ci spiegò, nell’ora di religione, una parabola del vangelo, in seguito eseguimmo i giochi e ci divertimmo molto. Tornammo a casa felici e raccontammo l’ accaduto ai nostri genitori. Da quel giorno scoprimmo che il computer è divertentissimo ed è essenziale per la vita di tutte le persone.

(classe terza)

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

mercoledì 9 novembre 2011

Laboratorio d'informatica: elaborazione di testi al computer




Un giorno ventoso
Il sabato mattina c'è sempre il maestro che ci insegna nuove cose, ma quella mattina non si riusciva a fare lezione perché c'era troppo vento. Infatti le fronde degli alberi di Piazza Roma continuavano a muoversi e le persiane della classe sbattevano determinando un enorme frastuono. Il maestro Ercole provò in tutti i modi a fare lezione ma non ci riuscì anche perché il vento stava aumentando. Ogni volta che le persiane sbattevano il maestro faceva facce molto buffe. Dopo un po' il maestro si stufò del gran rumore e andò a chiamare la bidella. Allora la bidella provò a chiudere le persiane ma non ci riuscì perché il vento continuava ad aumentare. Intervenne il maestro che, con la sua forza incredibile, riuscì a tenere le ante della finestra, così la bidella chiuse le ante senza difficoltà. Finalmente le persiane non sbatterono più e il maestro riuscì a fare lezione con tranquillità.


Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

martedì 8 novembre 2011

Lavori al computer per la costruzione di semplici testi (classe terza)




Un disastro tecnologico
- Dlin, dlon!
E' arrivato Davide.
All'inizio svolgiamo i compiti insieme, ma poi ci viene voglia di giocare al computer, così andiamo in camera mia e lo accendiamo:
- Taratarata, bzz.
Il computer non si accende. Proviamo e riproviamo, ma sempre lo stesso:
- Taratarata, bzzz.
A questo punto chiamiamo la mamma di Davide che dice:
- Vediamo un po' che cos'è questo problema.
Ma anche la mamma di Davide non riesce ad accenderlo.
Allora chiamiamo la mamma di Francesco che dice:
- Sciocchini è staccata la spina del computer.
Così la attacca e il computer finalmente si accende.

Visualizza e stampa con Google Docs

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

Progetto per l'insegnamento del gioco degli scacchi nella scuola primaria



Premessa

L'insegnamento del gioco degli scacchi è particolarmente adatto, a mio giudizio, per una terza classe della scuola primaria. Nei plessi in cui le attività opzionali sono state soppresse si possono inserire come progetto e potrebbero risultare di particolare efficacia nelle attività logico matematiche. 

U. A. 17: “ Il pianeta scacchi”

Classe 3^ B  -  Ins. Bonjean Ercole
                                 
Attività opzionali: il gioco degli scacchi

Bisogni/interessi degli alunni: approfondire le conoscenze scacchistiche.

Compito unitario di apprendimento: migliorare le tecniche scacchistiche.

Obiettivi formativi: giocare con la logica.

Dimensioni relazionali: misurare le proprie capacità.

O.S.A.

-          Conoscere le linee generali delle aperture.
-          Dare scacco matto con la regina.
-          Dare scacco matto con la torre.

Attività: lezione sulla scacchiera murale e partite.

Contenuti: tattica e strategia degli scacchi.

Metodo: lezione teorica e partite tra gli alunni, gruppi di studio.

Organizzazione alunni e docenti: gruppo classe.

Tempi: 4 mesi (primo quadrimestre).

Modalità di verifica: prove pratiche.
 .
Competenze maturate: Sa condurre a termine una partita.


SVILUPPI, ESPANSIONI, INTEGRAZIONI, CURVATURE PERSONALIZZATE.

Le prove pratiche hanno evidenziato un buon livello di interesse per le attività scacchistiche. I risultati vanno a cogliere in pieno quelli che erano gli obiettivi previsti per questa unità didattica.


U. A. 18: “ Mi diverto a ragionare”


Classe 3^ B  -  Ins. Bonjean Ercole
                                 
Attività opzionali: il gioco degli scacchi

Bisogni/interessi degli alunni: approfondire le conoscenze scacchistiche.

Compito unitario di apprendimento: migliorare le tecniche scacchistiche.

Obiettivi formativi: giocare con la logica.

Dimensioni relazionali: misurare le proprie capacità.

O.S.A.

-          Tecniche dei finali
-          Il centro partita

Attività: lezione sulla scacchiera murale e partite.

Contenuti: tattica e strategia degli scacchi.

Metodo: lezione teorica e partite tra gli alunni, gruppi di studio.

Organizzazione alunni e docenti: gruppo classe.

Tempi: 4 mesi (secondo quadrimestre).

Modalità di verifica: prove pratiche.
 .
Competenze maturate: Sa condurre a termine una partita.


SVILUPPI, ESPANSIONI, INTEGRAZIONI, CURVATURE PERSONALIZZATE.

Le prove pratiche hanno evidenziato un buon livello di interesse per le attività scacchistiche. I risultati vanno a cogliere in pieno quelli che erano gli obiettivi previsti per questa unità didattica.


Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

lunedì 7 novembre 2011

In vacanza sulla Terra: "In contatto con Genius"


In contatto con Genius

capitolo VI

Red si svegliò quando il sole era già alto all’orizzonte. Provava dolori per tutto il corpo e, quel che è peggio, era giù di morale. Ah, come desiderava il suo letto ultramorbido, i computer superintelligenti che sapevano bene come fare per il suo divertimento, le comodità della sua casa, del suo pianeta. Ora si trovava immerso in una civiltà primitiva, sempre in tensione, con la paura continua di dovere affrontare mille difficoltà da solo. Solo. Mad e i bambini erano già al mare, con un biglietto posato sulla tavola da pranzo spiegavano semplicemente: ”Siamo alla spiaggia, ti aspettiamo!”. Accanto al foglio vi era una tazza di caffè e latte, con dei biscotti.
Improvvisamente sentì dei brividi di freddo, ma ciò non era dovuto alle scottature: un pensiero orribile, tremendo, nefasto, stava attraversando la sua mente. Si sentì come un’astronauta perduto nell’ Universo e, in un lampo, tutto gli fu chiaro: Mad, Ron e Jenny cominciavano ad amare quell’orrendo pianeta!
Osservò dalla finestra la spiaggia, vide i figli che giocavano felici con la palla insieme ad altri coetanei, liberi tra gli spruzzi delle onde, e lei, lei, la madre snaturata, si spalmava sul viso una crema protettiva e chiacchierava a più non posso con le donne terrestri.
Si gettò sconsolato sulla scomoda poltrona e pianse, pianse sfogando la rabbia accumulata in quei giorni da incubo. Più tardi, superato il naturale sconforto, cercò di trovare una soluzione. Ma Red non era abituato a trovare soluzioni: ogni suo problema sul pianeta Logos veniva risolto dai computer superintelligenti. L’unica possibilità era quella di mettersi in contatto con Genius: grazie al suo eccellente quoziente intellettivo lo avrebbe potuto certamente aiutare.
A tarda notte, mentre la moglie e i figli dormivano profondamente, Ron si diresse verso la spiaggia, azionò il telecomando e salì a bordo dell’astronave. In breve tempo, col potente mezzo, si trovò in orbita attorno alla Terra. Si mise in contatto con Logos e dopo lunghi interminabili minuti gli giunse limpida e forte la voce di Genius. Questi, messo al corrente del problema, affermò lapidario:
- Ti invio tre soluzioni, se non dovessero funzionare narcotizzerai i tuoi familiari e li riporterai su Logos dove verranno curati adeguatamente.
Dopo qualche secondo la stampante trasmise il messaggio: Red lesse avidamente e si sentì subito, nonostante i suoi centottanta chilogrammi di peso, molto più leggero.

(Ercole Bonjean)

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

venerdì 4 novembre 2011

La descrizione soggettiva: "Dalla finestra ... vedo gli alberi del cortile della scuola"

Nel cortile della mia scuola c'erano molti alberi, spogli delle loro foglie.
Le nuvole che velavano il sole, sembravano matasse di zucchero filato che galleggiavano, fluttuavano, in un cielo plumbeo e grigio.
Solo raramente il sole faceva capolino, da dietro le nubi, rischiarando leggermente il cielo e riscaldando gli alberi ignudi che sembravano pregare perché la morsa del freddo si allentasse; invece, un gelido vento faceva turbinare nubi di polvere e di foglie secche.
Il cortile tuttavia non aveva un aspetto triste: era ravvivato dal giallo solare di una mimosa fiorita e dai variopinti colori, rosso, rosa, azzurro, bianco ..., di numerose piantine di primule disposte in alcune aiuole.
A guardare quegli alberi spogli, con i rami scheletriti e irti che si stagliavano contro il cielo, non si poteva fare a meno di pensare che, di lì a pochi mesi, si sarebbero ricoperti di fiori e di foglie che ne avrebbero completamente mutato l'aspetto.

(Carlo, classe quinta)

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

giovedì 3 novembre 2011

In vacanza sulla Terra: "Una giornata da dimenticare (per Red)"


Una giornata da dimenticare (per Red)

capitolo V

Red, per tutta la notte, sognò di essere nella propria astronave in viaggio verso Logos. Si svegliò afflitto da un prurito tremendo (era stato punto da numerose zanzare). Preoccupato si alzò, corse di fretta nel bagno e guardò meglio allo specchio: tutto il suo corpo, dalla testa ai piedi, era cosparso di punte rosate.
- Jenny, svegliati! Una terribile malattia mi ha già colpito.
Più tardi la moglie lesse il libretto delle istruzioni preparato da Genius e spalmò sul corpo del marito, che nel frattempo si grattava a più non posso, una pomata gialla trovata nell’armadietto dei medicinali. Anche Mad e Ron si erano alzati e dalla finestra osservavano incuriositi i bimbi giocare sulla spiaggia.
I Logosiani decisero di fare colazione al mare, affittarono delle sdraio e l’ombrellone e si misero ad osservare i bagnanti. Erano un po’ in imbarazzo, poco prima, mentre camminavano sulla spiaggia, i turisti li squadravano da capo a piedi e poi ridevano. Effettivamente, seppure simili ai terrestri, oltre ad essere grassi, avevano una pelle delicata e bianchissima: tutti e quattro con i capelli biondi e gli occhi azzurri, erano più alti rispetto alla media della Terra. Un bambino piccolo li guardò incuriosito e disse loro:
- Ciao, ciccioni.
Red era fuori di sé dalla rabbia, abituato all’aria condizionata di Logos, soffriva il calore della temperatura che, di ora in ora, diventava sempre più insopportabile. Per fortuna Jenny aveva comprato della Coca Cola e dei panini: la famiglia Davids, già abituata al diverso cibo, mangiò e bevve con avidità.
Mad e Ron si avvicinarono ad un gruppo di bambini che costruiva un castello di sabbia. Chiesero di poter giocare e in breve tempo impararono a bagnare la sabbia e a modellare con essa le torri dei castelli. Nel frattempo Jenny propose a Red di fare un bagno: i due speravano che l’acqua del mare lenisse le proprie sofferenze dovute al calore del sole: era oramai mezzogiorno.

L’acqua era limpida, fresca, e marito e moglie provarono un certo piacere. Jenny immerse la testa sotto le onde del mare, leggermente increspate dal vento e pensò che le sarebbe piaciuto saper nuotare. Anche Red si sentì meglio; dopo essersi immerso a modo di rinoceronte ed aver sollevato una montagna d’acqua, affermò con soddisfazione:
- Sai che non è male fare il bagno nel mare.
Non aveva ancora terminato di pronunciare la parola mare che emise un urlo sovrumano e corse a gambe levate verso la spiaggia.
- Aiuto! Aiuto! - gridava a più non posso. Era successo che un grosso granchio, incuriosito dal suo enorme sedere, lo aveva morso ed ora non mollava più la presa. Tutti i bagnanti ridevano ed assistevano alla scena stupefatti.
Mad e Ron corsero in aiuto del padre e, con grande coraggio e tempestività, staccarono il terribile granchio dal suo sederone. Il crostaceo, tutto soddisfatto, compiuti alcuni passi, si rigettò in acqua.
Ron urlava: - Via adesso è troppo, ce ne torniamo a casa.

Jenny prese una pomata dall’armadietto dei medicinali e, con calma e delicatezza, la applicò sulla piccola ferita. I piccoli logosiani, invece, erano tornati sulla spiaggia e dopo qualche tempo si gettarono di nuovo in acqua. Con estrema facilità avevano già stretto amicizia con i bimbi terrestri ed era così bello giocare che dimenticarono anche il caldo, i giochi ed i cartoni intelligenti.

Più tardi, nel pomeriggio, Red si sdraiò sulla battigia a prendere il sole  sperando di rilassarsi un po’. La moglie e i figli si misero sotto l’ombrellone per ripararsi dai raggi solari.
Giunse la sera, il sole si era tinto di rosa, l’aria era  diventata più mite. Dopo aver acquistato un pollo, patatine e qualche bibita, i logosiani si recarono a casa per la cena.
Red era stanco e sconsolato, sentiva un enorme calore pervaderlo per tutto il corpo. Stava quasi per ingoiare il primo boccone, quando notò che Jenny, Mad e Ron, lo osservavano impietriti. Corse nel bagno e quando fu davanti allo specchio comprese. Era tutto rosso dalla testa ai piedi, come il sole durante il tramonto. A poco, a poco, sopraggiunsero forti i dolori e una sensazione di freddo, come se avesse la febbre. Si mise a letto, ma ogni movimento non gli procurava che sofferenza. Jenny trovò un unguento nel cassetto dei medicinali e glielo spalmò su tutto il corpo. Red sentì un po’ di refrigerio. Venne finalmente il momento del riposo, ma Red trascorse un’altra notte da incubo. Sognò l’astronave in volo verso Logos, sognò la sua vera casa, il suo letto e tutte le comodità, ma sul più bello arrivava un enorme granchio che lo inseguiva e mirava dritto al suo sedere.
Si svegliò più volte quella notte, la sua  seconda tremenda notte sul pianeta Terra.

(Ercole Bonjean)

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

mercoledì 2 novembre 2011

"Habemus Papam" di Ercole Bonjean


Nell’ampia sala della Circoscrizione Cambiaso risuona un fragoroso applauso. Habemus Papam. I volti di Alessio, Riccardo, Daniele e Graziano diventano luminosi, li abbraccio ad uno ad uno, i miei ex alunni di classe quinta dello scorso anno sono ora campioni liguri, hanno dominato la settima edizione del Campionato Regionale studentesco iscrivendo il nome della loro scuola, la media Giovanni Boine, nel prestigioso Albo d’Oro della manifestazione che ha luogo ogni anno a Genova. I 24 incontri disputati con le altre sei  squadre genovesi e spezzine, che avevano superato le precedenti selezioni provinciali, non hanno lasciato adito a dubbi: vincere le 23 partite del totale, un pareggio e nemmeno l’ombra di una sconfitta, è un’ impresa che accade in altri sport, chi è esperto del nobil giuoco sa benissimo che eventi del genere si verificano molto di rado.
Quattro anni prima in una sala ben più modesta, precisamente in un’aula delle scuole elementari di Piazza Roma era iniziato, per cinquanta alunni di classe terza, il primo appuntamento con gli scacchi. Poche scacchiere malridotte ed un maestro innamorato dei piccoli pezzi di legno, avevano iniziato con dei piccoli bambini di solo otto anni un’avventura che non si trova nei libri che raccontano le epiche imprese di grandi campioni del passato e nemmeno nei sacri testi di teoria degli scacchi. Una storia tutta da inventare e da vivere tra i banchi della scuola durante la pausa dopo la mensa, oppure durante l’intervallo. Tra un sorso di caffè e un pezzo di focaccia rispondo alle domande:”Maestro è scacco matto?”. “Sì, osserva, il tuo re non ha più case di fuga”. Nel banco adiacente qualcuno richiede il mio intervento:”Antonio bara”. Guardo il mio piccolo alunno dritto negli occhi e lo redarguisco con calma: “Non è possibile barare è uno dei pregi degli scacchi, Antonio è inutile, oltre che scorretto, tentare di ottenere la vittoria con l’inganno, cerca di permettere alla tua intelligenza di migliorare, chiedi scusa al tuo compagno e dagli la mano in segno di stima. Per domani mi scriverai solo poche righe in cui mi spiegherai le ragioni del tuo comportamento”. Suona la campana, si riparte con l’analisi logica, ma gli scacchi sono ancora con noi in veste di alleati molto potenti: alfieri e regine, torri e cavalli ci aiutano a trovare il soggetto di una frase, a riconoscere il complemento oggetto.
Gli anni scorrono veloci, ora gli alunni si destreggiano con notevole disinvoltura con alfieri, cavalli, re  e regine. La scuola elementare sta per terminare e si gioca il torneo conclusivo di fine anno. La nostra aula è bellissima: i bidelli l’hanno tirata a lucido ed hanno preparato dei festoni colorati. Adagiate su dei banchi, con sopra un bel panno verde, troneggiano venticinque meravigliose coppe, cinquanta magliette estive aspettano di essere indossate: i disegni che vi sono incisi sono stati realizzati dagli stessi alunni, rappresentano tutti i pezzi degli scacchi. Alla premiazione i ragazzi sono emozionati ma al tempo stesso i loro occhi esprimono, in modo evidente, il proprio piacere interiore; per ogni alunno c’è più di un premio, scrosciano gli applausi per tutti, a mano a mano che li nomino, nell’ordine imposto dalla classifica finale. Antonio, oggi sorride, ha in mano una piccola grande coppa che stringe con forza e i compagni gli fanno festa. Alla fine usciamo dal protocollo e cantiamo tutti in coro “We are the world”. E’ l’ultimo atto di un’esperienza che è oramai giunta al termine e segna in maniera gioiosa la fine della scuola e l’inizio di una splendida estate fatta di mare, di giochi e di tanto sole.
Quando tutti se ne vanno rimango solo nell’aula, osservo i banchi oramai vuoti, rivedo mentalmente tutti i volti dei miei alunni per la paura, del tutto immotivata, di dimenticarne solo uno; rileggo il biglietto in cui Antonio motiva il suo comportamento. “Scusami maestro, ho barato perché io non capisco niente di scacchi, non sono bravo come i miei compagni.”


Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

lunedì 31 ottobre 2011

In vacanza sulla Terra: "Capri"


Capri

capitolo IV

A tarda notte l’astronave atterrò su una spiaggetta di Capri. Una villetta era lì davanti a loro, pronta per riceverli.
Come aveva fatto Genius a preparare documenti falsi, denaro, assegni, carte di credito, rimarrà un mistero. Un mistero? Ma di quale mistero stiamo parlando? Genius ha un quoziente intellettivo di 253 (la media della Terra è di 110), poi non dimentichiamo che è aiutato da computer superintelligenti.

Era una calda serata estiva, la luna piena rischiarava il mare dandogli riflessi argentei, la sabbia era tiepida, una leggera brezza carezzò il viso dei quattro logosiani che erano un po’ frastornati dall’emozione del lungo viaggio ed anche, diciamo le cose come stanno, per quella vacanza che si preannunciava densa di pericoli ed imprevisti. Con molta fatica raggiunsero la casetta, Red infilò la chiave nella toppa ed aprì, accese infine la luce.
- Cavernicoli! - esclamò.
Superato il primo naturale stupore vagarono per l’appartamento (carino per noi terrestri): un’entrata con salottino con un divano e due poltrone, un piccolo angolo cottura con frigorifero e fornellino. La casa era completata da due camere da letto: una per i grandi ed una per i piccoli. Ah! Dimenticavo. Non poteva mancare un piccolo televisore. E naturalmente un bel bagno con doccia.
Nelle camere da letto erano già pronti tutti i vestiti, naturalmente di taglia extra extra large per tutti.
- Ecco miei cari: prima lezione. Qui in queste scomode case abitano i terrestri - esclamò Red con una certa soddisfazione che gli rendeva il volto ancora più tondo e grasso, tra sé pensava: “ Domani mi chiederanno di ripartire “.
Ma la moglie e i due figli pensavano ad altro. Sarà stato lo stress del viaggio, la fatica, le emozioni a cui non erano abituati che quasi contemporaneamente esclamarono:
- Abbiamo una fame terribile!
Si precipitarono verso il frigorifero e fecero man bassa di panini, salumi, formaggi e tutto ciò che capitava loro a tiro.
Quando Ron si riebbe per lo stupore il frigo era ormai desolatamente vuoto.
- E io? - riuscì a malapena  a pronunciare.
Oramai sentiva anche lui chiaramente il proprio stomaco brontolare. Poi, riavutosi, esclamò con rabbia:
- Certo che avete fatto presto ad imparare gli usi e i costumi degli ominidi. Allora donna adeguati anche tu, segui le istruzioni, cerca nella credenza e preparami un bel piatto di spaghetti. E’ un’usanza della Terra che la moglie si occupi del pranzo del marito.
Jenny fu presa dal panico, ma non osò replicare. Cercò gli spaghetti, il pomodoro e l’olio. Scaldò una pentola d’acqua e la mise sul fuoco. Mad e Ron, nel frattempo, ripulivano la tavola ed apparecchiavano. Seguendo le istruzioni Jenny, quando vide le prime bollicine nell’acqua, versò gli spaghetti.
Contemporaneamente, nel fornello vicino, il sugo scoppiettava e, misto all’olio, schizzava da tutte le parti. L’acqua, ad un certo punto, usci dalla pentola e spense il fuoco, mentre il gas continuava a fuoriuscire provocando un odore nauseabondo. Red lungo disteso sul divano, piangeva dalla rabbia, ma oramai, stanco e affamato, non riusciva a reagire in alcun modo.
Alla fine, gli spaghetti, dopo lunghe traversie, arrivarono nel piatto.
Red vi si avvicinò: vide davanti a sé una poltiglia rosata, ricoperta da uno strato liquido di color rosso bruciacchiato. Senza dir niente si gettò sul cibo e divorò tutto, anche se l’espressione del volto non celava lo stato di disgusto. In ultimo bevve una Coca Cola intera e si sentì un po’ risollevato.
Era ormai giunta l’alba e i primi raggi di sole filtravano dalle serrande, quando la famiglia Davids, questo era il cognome che avrebbero dovuto usare sulla Terra i Logosiani, allo stremo delle forze si gettò nei letti, nei duri letti dei terrestri, e sprofondò in un sonno intenso, mai provato, liberatorio.


(Ercole Bonjean)

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

Snals - Confsal: pagamento degli scatti d'anzianità


SCATTI STIPENDIALI
Lo SNALS-Confsal chiede al Governo il rispetto degli impegni assunti per il pagamento
degli scatti di anzianità al personale della scuola.
Il Decreto Interministeriale n. 3 del 14 gennaio 2011 ha già consentito il pagamento degli
scatti maturati nel 2010. Lo SNALS-Confsal chiede con forza di procedere, analogamente, alla
certificazione dei risparmi relativi al 2011, indispensabile per provvedere al pagamento degli
scatti maturati nello stesso anno, come previsto dagli accordi.


Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

Diritto allo studio: 150 ore di permesso retribuito (SNALS informa Imperia)

FOTO CISL SCUOLA
PERMESSI RETRIBUITI  PER DIRITTO

ALLO STUDIO (150 ORE)
Entro il 15 novembre dovranno essere presentate le richieste all’Ufficio Scolastico Provinciale,
tramite il Dirigente Scolastico. Beneficiario dei permessi retribuiti è tutto il personale della
scuola a tempo indeterminato e determinato, nonchè i docenti di religione cattolica di cui all’art.
3 comma 6 del DPR 399/98

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

domenica 30 ottobre 2011

ASSENZE PER MALATTIA (da Scuola Snals Imperia)


Con il D.L. n. 98 del 2011, convertito in L. n. 111 del 2011, sono state introdotte delle
innovazioni in materia di assenze per malattia dei pubblici dipendenti con particolare riguardo
al controllo mediante visita richiesta dall’amministrazione, al regime della reperibilità rispetto
al controllo e alle assenze per effettuare visite specialistiche, esami diagnostici o trattamenti
terapeutici.
Le nuove norme sono entrate in vigore il 6 luglio 2011, data di pubblicazione del decreto legge
nella Gazzetta Ufficiale.
L'intervento normativo riguarda: i casi nei quali l'amministrazione deve disporre per il
controllo sulla malattia, il regime della reperibilità ai fini del controllo, le modalità di
giustificazione dell'assenza nel caso di visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami
diagnostici e l’individuazione dell'ambito soggettivo di applicazione della nuova disciplina.
Il Dipartimento della Funzione Pubblica, con la circolare n. 10 dell’1/8/2011  ha illustrato le
novità introdotte con il suddetto intervento normativo i cui aspetti salienti sono riportati di
seguito.
Casi nei quali l'amministrazione deve disporre per il controllo sulla malattia.
La nuova norma rimette alla discrezionalità del dirigente responsabile la valutazione circa i
casi nei quali richiedere il controllo sulla malattia alle competenti strutture individuando la
finalità generale del controllo e ponendo i presupposti di cui tener conto nella valutazione
stessa.
La decisione di richiedere la visita deve tener conto della condotta complessiva del dipendente
e degli oneri connessi all'effettuazione della visita. Nel valutare la condotta del dipendente, il
dirigente deve considerare elementi di carattere oggettivo, prescindendo, naturalmente, da
considerazioni o sensazioni di carattere personalistico.
L'amministrazione dovrà decidere a seguito di una ponderazione tra gli interessi rilevanti,
disponendo per la visita a seconda delle circostanze che concretamente si presentano di volta
in volta, tenendo presente anche il costo da sopportare per l'effettuazione della visita stessa.
Con la nuova norma è stata quindi introdotta una maggiore flessibilità nella determinazione
dell'amministrazione, per tener conto della situazione contingente, fermo restando l'obbligo di
disporre la visita sin dal primo giorno se l'assenza si verifica nelle giornate precedenti o
successive a quelle non lavorative.
Regime della reperibilità ai fini del controllo.
Per l’individuazione delle fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le
visite di controllo e la disciplina del regime delle esenzioni dalla reperibilità, in data 18
dicembre 2009 è stato adottato il decreto ministeriale n. 206, recante "Determinazione delle
fasce orarie di reperibilità per i pubblici dipendenti in caso di assenza per malattia”, che
continua ad applicarsi (fasce di reperibilità: dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, con obbligo di
reperibilità sussistente anche nei giorni non lavorativi e festivi. Sono esclusi dall’obbligo di
rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti per i quali la causa dell’assenza è  riconducibile ad
una delle seguenti circostanze: patologie gravi che richiedono terapie salvavita; infortuni sul
lavoro; malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio; stati patologici sottesi o
connessi alla situazione di invalidità riconosciuta. Sono altresì esclusi i dipendenti nei confronti
dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato).
La nuova norma riprende quanto già previsto dai CCNL di comparto, stabilendo un obbligo di
comunicazione preventiva all'amministrazione nel caso in cui il dipendente debba assentarsi dal
domicilio per i motivi indicati. La valutazione dei "giustificati motivi" che consentono
l'allontanamento è rimessa all'amministrazione di servizio. secondo le circostanze concrete
ricorrenti di volta in volta.
Considerato che il dirigente responsabile può sempre chiedere la documentazione a supporto
dell’assenza dal domicilio, il dipendente deve essere in ogni caso in grado di fornire la
documentazione stessa. In caso di visite mediche prestazioni o accertamenti specialistici il
giustificativo deve consistere nell' "attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche
privati, che hanno svolto la visita o la prestazione", ferma restando negli altri casi la facoltà di
produrre una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà secondo la disciplina del d.P.R. n. 445
del 2000.
Resta fermo che nel caso di assenza ingiustificata alla visita fiscale, continua ad applicarsi l'art.
5 del d.l. n. 463 del 1983, comma 14 (come risultante dalla sentenza di illegittimità della Corte
costituzionale n. 78 del 1988), che disciplina la comminazione di una specifica sanzione
economica a carico del dipendente, pubblico e privato, ferma restando la possibilità di applicare
sanzioni disciplinari in presenza dei presupposti e a seguito del relativo procedimento.
Modalità di giustificazione dell'assenza nel caso di visite, terapie, prestazioni specialistiche
ed esami diagnostici.
Se l’assenza per malattia avviene per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche
od esami diagnostici, il relativo giustificativo può consistere anche in una attestazione di
struttura privata. Pertanto, si devono ritenere superate le indicazioni fornite sul punto nel
paragrafo 1.2. della circolare n. 8 del 2008, mentre rimane fermo quanto già detto in quella sede
circa le modalità di imputazione dell’assenza (permessi brevi, soggetti a recupero, permessi per
documentati motivi personali secondo i CCNL di comparto o le specifiche normative di settore,
le ferie; tenendo conto che il ricorso all’uno o all’altro istituto dipende dalle circostanze
concrete, tra cui anche la durata dell’assenza, dalle valutazioni del dipendente e del medico
competente che redige il certificato o la prescrizione) e gli effetti sul trattamento economico
della stessa. Sino a successivo adeguamento del sistema di trasmissione telematica, le relative
attestazioni possono essere prodotte in forma cartacea.
Individuazione dell'ambito soggettivo di applicazione della nuova disciplina.
La normativa in argomento si applica anche nei confronti dei magistrati ordinari, amministrativi
e contabili, degli avvocati e procuratori dello Stato, del personale militare e delle Forze della
polizia di Stato, del personale delle carriere diplomatica e prefettizia, del Corpo nazionale
dei vigili del Fuoco, del personale della carriera dirigenziale penitenziaria, dei professori e
ricercatori universitari, nonché dei dipendenti degli enti che svolgono le loro attività nelle
materie di cui all'art. 1 del d.lgs.C.p.S. n. 691 del 1947, alla l. n. 281 del 1985 e alla l. n. 287
del 1990.

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

martedì 25 ottobre 2011

In vacanza sulla Terra: "In viaggio" capitolo III



In viaggio

capitolo III

L’astronave, ideata da Genius e costruita da computer superintelligenti, viaggiava ad una velocità da brivido. Ma di questo, al suo interno, nessuno se ne accorgeva. La famigliola al completo osservava le prime immagini del pianeta Terra:
- Ron, queste immagini sono più buffe dei cartoni! Hai visto i bambini: ubbidiscono al maestro, lo ascoltano, sono anche contenti della lezione.
- La cosa più divertente è che poi hanno i compiti. Non riesco proprio a capire: eppure ridono, giocano...
- Hai osservato le immagini dei piccoli terrestri al mare? Sono ridicole. Sempre di corsa a tuffarsi, a giocare con quella buffa palla. Costruiscono per ore ed ore enormi castelli di sabbia e piste per giocare con delle palline di vetro. E’ assurdo.
- E come sono magri! Sono orribili. Quando ne vedo uno grasso mi risollevo il morale.
- Però c’è una cosa che ci accomuna: bevono un mucchio di Coca Cola.
Jenni e Red erano soddisfatti.
- Potevamo evitarci questo noioso viaggio, bastavano i filmati - disse Red dandosi una grattatina alla pancia.
- No, penso che abbiamo fatto bene, in fondo è un’idea del computer psicologo - rispose Jenny convinta.
- Sì, ma una settimana tra quei selvaggi ci distruggerà - aggiunse il marito.
- A proposito come faremo a comunicare con quegli strani esseri che oltretutto parlano numerose lingue arcaiche?
- Niente di più semplice - rispose tutto soddisfatto Red - Genius aveva già pronta la soluzione. Tra qualche ora prenderemo una capsula che ci consentirà di comprendere i primitivi e di comunicare con loro.
- E  l’astronave dove la lasceremo?
- Arriveremo in un posto sicuro, vicino alle abitazioni, poi con questo piccolo telecomando la manderemo ad aspettarci nello spazio, pronta a raggiungerci in qualsiasi momento.
- Come sei buono Red. Sono contenta di averti sposato. Non so quanti papà di Logos si sarebbero sottoposti a questo sacrificio per i propri figli.
I due si strofinarono il naso l’uno contro l’altro: era l’indice massimo delle loro effusioni amorose.


Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto

domenica 23 ottobre 2011

In vacanza sulla Terra: "Un pianeta della preistoria" (capitolo II)




Un pianeta della preistoria

capitolo II

- Mad! Ron! Lasciate perdere il maestro! E’ ora di guardare i cartoni intelligenti, oggi proiettano un cartone intitolato “La vendetta dei computer spaziali”.
I due bimbi spensero l’interruttore e il maestro smise di spiegare, senza dimenticare di salutare e ringraziare gli alunni.
- Mah! Io trovo che questo computer maestro poteva essere costruito un po’ meglio, dice sempre le stesse cose.
- Beh, non pensiamoci Ron, godiamoci i cartoni, ne ho una supervoglia. Ci facciamo una scorpacciata di patatine Logos con la Coca Cola, che ne dici?
Mad e Ron rispettivamente otto e nove anni, tutti e due biondi con gli occhi azzurri, erano decisamente grassi come del resto oramai tutti gli abitanti del pianeta, da generazioni.
Dopo un’ora di cartoni i due caddero in un sonno profondo, le due superpoltrone, come ogni sera, si trasformarono in due superletti ultramorbidi.
Papà Red e mamma Jenny si misero anche loro a letto.
- Sai Jenny la nostra vita è stupenda, pensa ho saputo che una volta nel nostro pianeta, tanti anni fa, la popolazione doveva lavorare per vivere. Poveretti. Com’è bella invece la vita adesso, nessun problema, giochi intelligenti che ti divertono per tutto il giorno. Siamo governati proprio bene.
- Beh, in fondo Genius ha un quoziente intellettivo enorme e lo coadiuvano dieci super computer.
- Sì, però non sono tanto contento di Mad e Ron. Hai visto come osservavano distratti i cartoni?
- L’ho notato anch’io. Inoltre si sono addormentati prima della fine.
-Eh! Sono troppo fortunati dovrebbero poter vedere cosa accadeva da noi tanti anni fa. Allora capirebbero.
Domani mattina chiederò consiglio al nostro supercomputer psicologo. Chissà potrebbe darci una soluzione.
Il mattino seguente Red, dopo essersi fatto una scorpacciata di popcorn, interpellò lo psicologo.
Stranamente questi impiegò un po’ di tempo prima di rispondere, poi affermò.
- I bambini devono trascorrere una vacanza studio, vedere e capire cosa accadeva qui da noi in passato.
- Ma non è stata ancora inventata la macchina del tempo? - disse Red con un tono stupito.
- Sì, ma esiste un pianeta simile al nostro mille anni fa, se otterrete il permesso da Genius potrete risolvere i problemi dei bambini. Pensa è da loro che abbiamo copiato la buonissima Coca Cola, la bevanda ufficiale di Logos.

- Sono un po’ seccato - disse Red a Mad - le vacanze sono cose da primitivi, e quel pianeta è primitivo. E  poi il permesso?
- Mio fratello Ned ha delle conoscenze, Logosiani vicini a Genius, forse...
- E poi un pianeta chiamato Terra, è ridicolo. Non c’è nessuna comodità, per muoversi da un posto all’altro del pianeta ci vogliono ore ed ore. Ho visto i filmati, roba da rabbrividire, tutti lavorano: uomini, donne e bambini. Vi sono poi cani e gatti, tutte cose superate. E in più molti di loro sono magri. Che schifo!
- Ma è proprio quello che vogliamo: che Mad e Ron vedano, così capiranno come sono fortunati. Ritorneranno a casa felici di vivere in un pianeta così bello e comodo come Logos.


Ercole Bonjean

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato.
»»  leggi tutto