Insegnare a leggere e scrivere in una prima classe della scuola primaria: il metodo globale fonematico di Ercole Bonjean

In questi anni molto spesso sul metodo di insegnamento della lingua italiana in una prima classe ci sono state idee del tutto diverse, talvolta contrapposte. A mio parere la classica contrapposizione tra metodo globale e il suo opposto il metodo analitico non aveva ragione di esistere, i due metodi avevano il grosso limite di praticare una didattica estrema che non generava buoni risultati. L'enunciato teorico che sottende anche il nostro iter didattico è il seguente: è vero che la visione del tutto è anteriore alla ricognizione analitica delle parti (metodo globale), ma proprio per questo l'analisi va fatta ed è importante (metodo analitico). In altri termini, quando un bambino entra in classe ha dapprima una visione globale dell'aula ma poi va a cogliere i particolari: il banco, la lavagna, ecc. Se questo è vero, ed è difficile poter affermare che non lo è, dal punto di vista didattico ne deriva che occorra partire prima dalla frase (visione del tutto) per poi passare al

"Nuovo Anno", filastrocca a rima baciata di Ercole Bonjean



Nuovo Anno

Suona suona mezzanotte,

fugge il Male nella notte.

E non torna alla Befana,

e neanche in settimana.

Se ne va il miserello,

col bastone e con l'ombrello.

Lo rincorron ora gli orchi per dirgli di restare,

ma di lor non vuol sapere, 

se ne deve proprio andare!

Spunta in ciel l'arcobaleno,

dai colori del sereno.

Quante piante, quanti fiori!

soavi musiche ed odori.

Com'è lieve e dolce l'aria,

e felice un cane abbaia.

Suona suona mezzanotte,

trionfa il Bene nella notte!

Ercole Bonjean


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