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Visualizzazione dei post da marzo 16, 2014

"Primavera": poesia di Stefano Bordiglioni

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Primavera

L'oca postina migratrice
è tornata dall'Africa
con una splendida notizia:
l'altro ieri,
portata dal respiro
del vento della sera,
di colpo è tornata
la primavera.

Stefano Bordiglioni

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La primavera

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Leggende: "Il pavone" di Leonardo da Vinci

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Il pavone

Sperava di ritornare presto, ma i giorni passavano senza che lui si facesse vedere. Gli animali del cortile avevano fame e sete; perfino il gallo non cantava più.
Stavano tutti immobili, per non consumare le forze, sotto l'ombra di una pianta.
Soltanto il pavone, anche quel giorno, si levò barcollando sulle zampe, aprì a ventaglio la sua grande e variopinta coda, e incominciò a passeggiare avanti e indietro.
"Mamma - domandò una magra gallinella alla chioccia - perché il pavone fa la ruota tutti i giorni?".
"Perché è vanesio, figlia mia; e l'ambizione è un vizio che scompare solo con la morte".

Leonardo da Vinci

Tratto da "Favole e leggende" casa editrice Giunti - Junior

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Leggende: "La volpe e la gazza" di Leonardo da Vinci

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La volpe e la gazza

Una volpe affamata capitò, un giorno, sotto un albero dove s'era posato un branco di gazze rumorose. La volpe, nascosta, incominciò a osservarle, e si accorse che quegli uccelli erano sempre in cerca di cibo e non avevan paura di posarsi e di beccare nemmeno sulle carcasse degli animali.
"Proviamo" disse fra sé la volpe.
Piano piano, senza farsi sentire, si mise lunga distesa, restando immobile, a bocca aperta, come se fosse morta.
Dopo un po' la gazza la vide e subito si buttò giù dall'albero.
Si avvicinò alla volpe e, credendola morta, incominciò a beccarle la lingua.
Così lasciò la testa nella bocca della volpe come in una tagliola.

Leonardo da Vinci

Tratto da "Favole e leggende" casa editrice Giunti - Junior

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Leggende: "La leonessa" di Leonardo da Vinci

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La leonessa

I cacciatori, armati di lance e di acuminati spiedi, si avvicinavano in silenzio. La leonessa, che stava allattando i suoi piccoli, fiutò l'odore e avvertì subito il pericolo. Ma ormai era troppo tardi, i cacciatori erano arrivati da lei pronti a colpirla.
Alla vista di quelle armi la leonessa, impaurita, voleva fuggire, ma subito pensò che la sua fuga avrebbe lasciato i suoi figli in mano ai cacciatori. Perciò decisa a difenderli, abbassò lo sguardo per non vedere le punte minacciose di quei ferri che l'atterrivano, e con un balzo disperato piombò in mezzo ai cacciatori mettendoli in fuga.
Il suo grande coraggio la salvò.

Leonardo da Vinci

Tratto fa "Favole e leggende" casa editrice Giunti - Junior

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"Gesù" di Giovanni Pascoli

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Gesù

E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.
E stettero le donne in su le porte
delle case, dicendo: Ave, Profeta!
Egli pensava al giorno di sua morte.
Egli si assise, all'ombra d'una mèta
di grano, e disse: Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta.
Egli parlava di granai ne' Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.
Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se così siedi,
temo per l'inconsutile tua veste;
Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
- Il figlio - Giuda bisbigliò veloce -
d'un ladro, o Rabbi, t'è costì tra 'piedi:
Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà. - Ma il Profeta, alzando gli occhi
- No -, mormorò con l'ombra nella voce,
e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

Giovanni Pascoli

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"Pasqua" poesia di Ada Negri

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Pasqua

E con un ramo di mandorlo in fiore,
a le finestre batto e dico: "Aprite!
Cristo è risorto e germinan le vite
nuove e ritorna con l'april l'amore.
Amatevi tra voi pei dolci e belli
sogni ch'oggi fioriscono sulla terra, 
uomini della penna e della guerra,
uomini della vanga e dei martelli.
Aprite i cuori. In essi irrompa intera
di questo l'eterna giovinezza".
Io passo e canto che la vita è bellezza.
Passa e canta con me la primavera.

Ada Negri

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Racconto di Pasqua: "Aria di festa"; tratto da "I Malavoglia" di Giovanni Verga

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Aria di festa

Il cortile era spazzato, gli arnesi in bell'ordine lungo il muricciolo e appesi ai pioli, l'orto tutto verde di cavoli e di lattughe, e la camera aperta di sole che sembrava contenta anch'essa, e ogni cosa diceva che la Pasqua si avvicinava.
I vecchi si mettevano sull'uscio verso mezzogiorno, e le ragazze cantavano al lavatoio.
I carri tornavano a passare nella notte, e la sera si udiva un'altra volta il brusio della gente che chiacchierava nella stradicciuola.

Tratto da "I Malavoglia" di Giovanni Verga

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Racconto pasquale: "Aria di Pasqua" di Giovanni Verga

"Alleluja" di Angiolo Silvio Novaro

"R…

Poesia di Pasqua: "Alleluja" di Angiolo Silvio Novaro

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Alleluja

Le campane hanno spezzato
le funi che le tenevano legate.
La terra ha sobbalzato,
s'è aperta e versa fiori.

E i fiori vanno in processione,
si affollano per le valli,
strisciano per i muri,
si annidano nei crepacci,
si arrampicano sulle pergole,
si affacciano agli orti dei sentieri.

Le farfalle sciamano, volano,
ruotano, prese nel gaio vortice.
Gli uccelli si sono ridestati tutti
insieme battendo l'ali.
Alleluja - le campane che hanno
spezzato le funi suonano a festa,
a gran voce.

Valli e monti si rimandano
gli echi festosi.
Alleluja!

Angiolo Silvio Novaro

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Poesia di Pasqua: "Resurrezione" di Alessandro Manzoni

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Resurrezione 

E' risorto: il capo santo
più non posa nel sudario
è risorto: dall'un canto
dell'avello solitario
sta il coperchio rovesciato:
come un forte inebriato,
il Signor si risvegliò.
Era l'alba; e molli il viso
Maddalena e l'altre donne
fean lamento in su l'Ucciso;
ecco tutta Sionne
si commosse la pendice
e la scolta insultatrice
di spavento tramortì.
Un estranio giovinetto
si posò sul monumento:
era folgore l'aspetto
era neve il vestimento:
alla mesta che 'l richiese
diè risposta quel cortese:
è risorto; non è qui.

Alessandro Manzoni

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"La domenica dell'ulivo" di Giovanni Pascoli

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La domenica dell'ulivo (da Myricae)

Hanno compiuto in questo dì gli uccelli
il nido (oggi è la festa dell'ulivo)
di foglie secche, radiche, fuscelli;
quel sul cipresso, questo su alloro,
al bosco, lungo il chioccolo d'un rivo,
nell'ombra mossa d'un tremolio d'oro.
E covano sul museo e sul lichene
fissando muti il cielo cristallino,
con improvvisi palpiti, se viene
un ronzio d'ape, un vol di maggiolino.

Giovanni Pascoli

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"Pasqua": poesia di Guido Gozzano

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Pasqua

A festoni la grigia parietaria
come una bimba gracile s'affaccia
ai muri della casa centenaria.

Il ciel di pioggia è tutto una minaccia
sul bosco triste, ché lo intriga il rovo
spietatamente con tenaci braccia.

Quand'ecco dai pollai sereno e nuovo
il richiamo di Pasqua empie la terra
con la pia favola dell'ovo.

Guido Gozzano

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Racconto di Pasqua: "La leggenda della passiflora".

"Il pianto d…

Racconto di Pasqua: "La leggenda della passiflora"

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La leggenda della passiflora

Nei giorni lontani, quando il mondo era tutto nuovo, la primavera fece balzare dalle tenebre verso la luce tutte le piante della Terra, e tutte fiorirono come per incanto.
Solo una pianta non udì il richiamo della primavera, e quando finalmente riuscì a rompere la dura zolla la primavera era già lontana...
- Fà che anch'io fiorisca, o Signore! - Pregò la piantina.
- Tu pure fiorirai - rispose il Signore.
- Quando? - chiese con ansia la piccola pianta senza nome.
- Un giorno... - e l'occhio di Dio si velò di tristezza.
Era ormai passato molto tempo, la primavera anche quell'anno era venuta e al suo tocco le piante del Golgota avevano aperto i loro fiori. Tutte le piante, fuorché la piantina senza nome.
Il vento portò l'eco di urla sguaiate, di gemiti, di pianti: un uomo avanzava fra la folla urlante, curvo sotto la croce, aveva il volto sfigurato dal dolore e dal sangue...
- Vorrei piangere anch'io come piangono gli uomini - pensò la piantina con…