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Festa della mamma - "La mia mamma": tema con schema di lavoro.

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Festa della mamma

Il 13 maggio 2018 è il giorno prescelto per una delle feste più amate dai bambini e dalle loro famiglie. Il sito didattica propone diversi tipi di testo per programmare un'efficace programmazione educativo didattica. Personalmente ritengo che il miglior regalo in questa occasione sia quello di scrivere una lettera, una descrizione, o una poesia che tocca subito le corde più recondite dell'animo sia per chi scrive sia per chi legge. Un'unità didattica su questo tema genera una forte spinta motivazionale e i bambini e le bambine offrono il meglio di sé.

Tema
La mia mammal
Presentazione del personaggio
"Cosa hai fatto oggi a scuola" queste sono le prime parole di quando ritorno da scuola che mi dice mia mamma. Mia mamma si chiama Paola.
Aspetto fisico
E' di corporatura snella ed è di altezza superiore alla media. Ha i capelli di colore castano scuro con dei riflessi rossi un po' arricciati al fondo, gli occhi sono di colore marrone scuro così espr…

TITOLI DI TEMI

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Titoli di temi

Classe terza 1. Io e la pioggia 2.La mia scuola 3.Chi sono io 4. Immagino di vivere nella preistoria ... belve feroci, vulcani in eruzione, terremoti, ma già allora l’uomo si   difende con l’unica arma che ha a sua disposizione: l’intelligenza 5.Davanti alla TV 6.Che bellezza giocare a ... 7.Un giocattolo che desideri da tanto tempo 8.Quella volta, a scuola, mi sono sentita proprio soddisfatta perché ... 9.Volevo fare un dispetto al mio compagno di banco ... ma ... 10.Il mio maestro 11.La maestra Tilde 12.La maestra Rosi 13.La maestra Miria 14.Il mio compagno di banco 15.Il mio papà 16.La mia mamma 17) La gita alle grotte di Toirano e all’aeroporto di Villanova d’Albenga: i miei ricordi, le mie emozioni.

Il punto esclamativo e interrogativo

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Il punto esclamativo e interrogativo

I due aggettivi, esclamativo e interrogativo, descrivono in modo completo la funzione di questo segno d’interpunzione. La principale difficoltà può nascere dall’uso della lettera maiuscola o della lettera minuscola dopo le esclamazioni o le interrogazioni poste al termine della frase. Il dubbio si scioglie con un semplice ragionamento: se dopo il punto esclamativo o interrogativo si chiude in modo definitivo il periodo, il nuovo periodo deve iniziare con la lettera maiuscola. Quando invece più proposizioni sono in stretta relazione tra loro è preferibile usare, dopo il segno d’esclamazione o d’interrogazione, la lettera minuscola. [“… Novecento suonava, non smetteva un attimo, ed era chiaro, non suonava semplicemente, lui lo guidava, quel pianoforte, capito?, coi tasti, con le note, non so, lui lo guidava dove voleva …”] Anche in questo caso vale lo stesso consiglio: è meglio non abbondare di questi due segni [Che bello!!!], è perfettamente inutile,…

La punteggiatura: i due punti.

La punteggiatura: i due punti

I due punti costituiscono una pausa sui generis: può essere più breve o più lunga a seconda delle diverse situazioni linguistiche, vediamole: L’uso più comune dei due punti è rappresentato dal discorso diretto, in questo caso la pausa ha la funzione di introdurre un dialogo: se ne accorgono i miei alunni di classe seconda sempre più appassionati per la lettura di racconti e fiabe. [ E il tessitore gli si rivolse furioso e disse: - Perché mi guardi in quel modo? Sei forse una spia che fa il gioco del nostro padrone? (tratto dal racconto “Il giovane re” di Oscar Wilde)].E’ obbligatorio adoperarli in un elenco di cose: “Sarà opportuno predisporre tutto l’occorrente per costruire l’aquilone: carta colorata, stecche di legno, filo … “.Assumono notevole rilevanza quando si esprimono idee o concetti: “Non dovrete mai dimenticare le idee cardine che hanno contraddistinto la Rivoluzione Francese: Liberté, Egalité, Fraternité”. Oppure: “I casi sono due: o annegare o …

La punteggiatura: Il punto e virgola.

La punteggiatura: Il punto e virgola.

Peccato sia diminuito nell’uso comune questo importante segno d’interpunzione. E' oramai prerogativa solo dei migliori, di chi ben si destreggia nei meandri più profondi della nostra lingua approfittando a piene mani dell'opulenza che la contraddistingue. Il punto e virgola è per definizione il giusto mezzo tra la virgola ed il punto, la pausa più idonea in un determinato periodo. Ha la funzione di dividere taluni elementi di uno stesso concetto base senza interromperlo. Anche in questo caso il suo uso è una questione di gusti e non è un compito a casa porlo o meno. Un esempio: “Lunedì mattina andremo a visitare il museo Luzzati di Genova; sempre in mattinata parteciperemo a dei laboratori d’arte; nel primo pomeriggio torneremo a casa”. Come per tutti gli altri segni d’interpunzione facciamo nostra la famosa locuzione latina “Melius deficere quam abundare” in antitesi al suo significato originario.

Ercole Bonjean

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Il punto e la virgola.

Il punto
E’, in definitiva, il più semplice tra i segni d’interpunzione. Ha una funzione precisa: chiude un periodo compiuto in ogni sua parte, e tutto ciò che viene dopo esprime un nuovo pensiero, un nuovo ragionamento.
La virgola

La virgola è una pausa breve il cui uso nelle diverse situazioni linguistiche è una mera questione di gusti; definisce lo stile di chi scrive. Per sua natura non genera un vero e proprio stacco nel periodo, ma ne evidenzia i vari passaggi, senza modificarne il significato. Tutte le virgole presenti nella frase precedente potevano essere inserite o meno senza commettere nessun errore (passaggi,senza) passibile di bocciatura ad un esame o ad un concorso come recentemente accaduto per gli strafalcioni d’ortografia (sembra incredibile quanto appreso dagli organi d’informazione!). Vi sono tuttavia alcuni casi in cui la virgola è obbligatoria. a) Prima e dopo le esortazioni (vocativo) “Prego, si accomodi, arrivo subito”; “Aspettami, vengo immediatamente”. b) Per sepa…