Insegnare a leggere e scrivere in una prima classe della scuola primaria: il metodo globale fonematico di Ercole Bonjean

In questi anni molto spesso sul metodo di insegnamento della lingua italiana in una prima classe ci sono state idee del tutto diverse, talvolta contrapposte. A mio parere la classica contrapposizione tra metodo globale e il suo opposto il metodo analitico non aveva ragione di esistere, i due metodi avevano il grosso limite di praticare una didattica estrema che non generava buoni risultati. L'enunciato teorico che sottende anche il nostro iter didattico è il seguente: è vero che la visione del tutto è anteriore alla ricognizione analitica delle parti (metodo globale), ma proprio per questo l'analisi va fatta ed è importante (metodo analitico). In altri termini, quando un bambino entra in classe ha dapprima una visione globale dell'aula ma poi va a cogliere i particolari: il banco, la lavagna, ecc. Se questo è vero, ed è difficile poter affermare che non lo è, dal punto di vista didattico ne deriva che occorra partire prima dalla frase (visione del tutto) per poi passare al

La punteggiatura: i due punti.

La punteggiatura: i due punti

I due punti costituiscono una pausa sui generis: può essere più breve o più lunga a seconda delle diverse situazioni linguistiche, vediamole:
  • L’uso più comune dei due punti è rappresentato dal discorso diretto, in questo caso la pausa ha la funzione di introdurre un dialogo: se ne accorgono i miei alunni di classe seconda sempre più appassionati per la lettura di racconti e fiabe. [ E il tessitore gli si rivolse furioso e disse: - Perché mi guardi in quel modo? Sei forse una spia che fa il gioco del nostro padrone? (tratto dal racconto “Il giovane re” di Oscar Wilde)].
  • E’ obbligatorio adoperarli in un elenco di cose: “Sarà opportuno predisporre tutto l’occorrente per costruire l’aquilone: carta colorata, stecche di legno, filo … “.
  • Assumono notevole rilevanza quando si esprimono idee o concetti: “Non dovrete mai dimenticare le idee cardine che hanno contraddistinto la Rivoluzione Francese: Liberté, Egalité, Fraternité”. Oppure: “I casi sono due: o annegare o nuotare”.
  • In ultimo la funzione più importante: l’utilizzo di questo particolare segno d’interpunzione a conclusione di un determinato ragionamento che esprime un’idea più chiara e precisa su quanto detto in precedenza. Un po’ lunghetto l’esempio che vi propongo ma rende l’idea: “Lungo le scale ho incrociato il barbiere che, a lavoro ultimato, se ne scendeva canticchiando per consumare la prima colazione che gli era stata preparata in cucina. Ho avuto fortuna: il morto era stato lasciato incustodito”. [“L’ombra e la meridiana” di Paolo Maurensig].
Ercole Bonjean

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