Insegnare a leggere e scrivere in una prima classe della scuola primaria: il metodo globale fonematico di Ercole Bonjean

In questi anni molto spesso sul metodo di insegnamento della lingua italiana in una prima classe ci sono state idee del tutto diverse, talvolta contrapposte. A mio parere la classica contrapposizione tra metodo globale e il suo opposto il metodo analitico non aveva ragione di esistere, i due metodi avevano il grosso limite di praticare una didattica estrema che non generava buoni risultati. L'enunciato teorico che sottende anche il nostro iter didattico è il seguente: è vero che la visione del tutto è anteriore alla ricognizione analitica delle parti (metodo globale), ma proprio per questo l'analisi va fatta ed è importante (metodo analitico). In altri termini, quando un bambino entra in classe ha dapprima una visione globale dell'aula ma poi va a cogliere i particolari: il banco, la lavagna, ecc. Se questo è vero, ed è difficile poter affermare che non lo è, dal punto di vista didattico ne deriva che occorra partire prima dalla frase (visione del tutto) per poi passare al

Gli accenti

Gli accenti

Se analizzo gli errori ricorrenti commessi dai miei alunni, dal 1973 sino ad oggi, la parte del leone spetta senza ombra di dubbio agli accenti: vero campo minato della lingua italiana non solo per i bambini. E’ buona norma, a mio parere, tener presente, per decidere se porre l’accento sulla  parola da scrivere o meno, che il suono sull’ultima vocale facilmente induce all’errore e talvolta si  rende necessario un semplice ma indispensabile ragionamento sul perché si usano gli accenti e quando occorre usarli.
  • Dà quando è tempo presente (“Non mi dà alcuna soddisfazione”) del verbo dare per distinguerlo dalla preposizione semplice da ( “Vieni da me nel pomeriggio”).
  • Dì come giorno (“Un bel dì”) per distinguerlo da di preposizione (“Il piacere di leggere”)  e di’ imperativo di fare (“Di’ la verità”).
  • Là avverbio di luogo (“E’ andata là”) da la articolo (“Dammi la mano”) pronome  (“Non la conosco”)e nota musicale (“Diede il la all’orchestra”).
  • Lì avverbio di luogo (“Aspettami lì, per favore”) da li pronome “Li incontrerò in tarda serata”.
  • Né (“Né questo, né quello”)congiunzione da ne (“A questo punto me ne vado”) pronome ed avverbio.
  • Sé (“E’ poco sicuro di sé”) pronome personale da se (“Se sapesse in che guaio si è cacciato” “Se ne assume tutte le responsabilità!”) congiunzione.
  • Sì (Sì, vengo subito) avverbio di affermazione da si pronome (“Si è reso colpevole di una pessima azione”).
  • Tè pianta (“Possiede un’enorme piantagione di tè”), bevanda (“Adora il tè inglese”) da te pronome (“Vengo con te al cinema”) .
Si incorre facilmente nell’errore nel caso di accenti su fa, va, so [fà, và, sò] a causa del suono della vocale.

Ercole Bonjean


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