Un metodo semplice ed efficace ampiamente collaudato

Insegnare a leggere e scrivere in classe prima: schede didattiche da stampare

In questi anni molto spesso sul metodo di insegnamento della lingua italiana in una prima classe ci sono state idee del tutto diverse, talvolta contrapposte. A mio parere la classica contrapposizione tra metodo globale e il suo opposto il metodo analitico non aveva ragione di esistere, i due metodi avevano il grosso limite di praticare una didattica estrema che non generava buoni risultati. L'enunciato teorico che sottende anche il nostro iter didattico è il seguente: è vero che la visione del tutto è anteriore alla ricognizione analitica delle parti (metodo globale), ma proprio per questo l'analisi va fatta ed è importante (metodo analitico). In altri termini, quando un bambino entra in classe ha dapprima una visione globale dell'aula ma poi va a cogliere i particolari: il banco, la lavagna, ecc. Se questo è vero, ed è difficile poter affermare che non lo è, dal punto di vista didattico ne deriva che occorra partire prima dalla frase (visione del tutto) per poi pas

"La terza via in educazione" di Ercole Bonjean

La terza via

La prima dote di un genitore prima e di un insegnante poi è data dalla capacità di insegnare le regole e farle rispettare ai bambini: se non si parte da questa premessa indispensabile si costruisce una diga sulla sabbia. Su come insegnarle  si può discutere, ragionare, ed arrivare, se almeno ci si pone il problema, ad una soluzione adeguata. Il lassismo così come il suo estremo l’autoritarismo non sono strade percorribili, punte estreme dell'educare che producono cattivi risultati anche se entrambe possono essere apparentemente più comode. E’ più facile dire fai questo e fai quello, oppure fai quello che vuoi. Molto più impegnativo è l’ottimismo  mosso dalla volontà di fare dell’educatore che cerca in primo luogo di migliorare se stesso ed essere figura affascinante e carismatica alla quale il bambino o la bambina riconosce e consente.

Chi non ricorda il best seller americano rivolto ai genitori “I no che aiutano a crescere” di Asha Phillips. Ebbe un successo straordinario di proporzioni planetarie. Anni ed anni di teorie consolidate date per oro colato si sciolsero, in pochi mesi, come neve al sole. Attraverso un'abile narrazione la psicoterapeuta inglese riporta nel concreto e nel vivere quotidiano i problemi di un genitore nel dover scegliere una linea d'azione educativa efficace; non offre soluzioni da manuale, ma aiuta a capire meglio se stessi in relazione al bisogno di essere una buona madre od un buon padre nel giorno dopo giorno del vivere insieme.

Un no, quando è giusto dire no, diventa un atto d'amore e di forza interiore dell'adulto quando, a mio parere, non si basa sull'umore del momento, nato dalle proprie frustrazioni di donna o di uomo, ma segue un percorso di crescita del genitore in relazione al bambino. Nel saggio di Asha Phillips  non si cade nell'eccesso opposto del permissivismo come si potrebbe erroneamente dedurre dal titolo del libro, si cerca invece la giusta alchimia tra i sì ed i no. E' in fondo focalizzare meglio la vita stessa fatta di piacere e di sacrificio, di gioie e di dolori.


Ercole Bonjean


Saying no. Why it's important for you and your child.

I no che aiutano a crescere” di Asha Phillips


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