Febbraio, poesia di Vincenzo Cardarelli - Analisi, comprensione, ed interpretazione del testo - Aspetti semantici e grammaticali - La metafora nella poesia



Febbraio

Febbraio è sbarazzino.
Non ha i riposi del grande inverno,
ha le punzecchiature,
i dispetti
di primavera che nasce.
Dalla bora di febbraio
requie non aspettare.
Questo mese è un ragazzo
fastidioso, irritante
che mette a soqquadro la casa, 
rimuove il sangue, annuncia il folle
marzo 
periglioso e mutante.

Vincenzo Cardarelli

Analisi e comprensione del testo
  1. Come definisce marzo il poeta?
  2. Cosa significa la parola sbarazzino?
  3. Perché questo mese gli appare birichino?
  4. Quale mese annuncia febbraio?
  5. Perché marzo viene definito pericoloso e mutante?

Sottolinea tutti gli aggettivi qualificativi presenti nella poesia:

Febbraio è sbarazzino.
Non ha i riposi del grande inverno,
ha le punzecchiature,
i dispetti
di primavera che nasce.
Dalla bora di febbraio
requie non aspettare.
Questo mese è un ragazzo
fastidioso, irritante
che mette a soqquadro la casa, 
rimuove il sangue, annuncia il folle
marzo 
periglioso e mutante.

Ricerchiamo la metafore presenti nel testo ed evidenziamole:

Febbraio è sbarazzino.
Non ha i riposi del grande inverno,
ha le punzecchiature,
i dispetti
di primavera che nasce.
Dalla bora di febbraio
requie non aspettare.
Questo mese è un ragazzo
fastidioso, irritante
che mette a soqquadro la casa
rimuove il sangue, annuncia il folle
marzo 
periglioso e mutante.

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