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Visualizzazione dei post da Marzo, 2011

Insegnare a leggere e scrivere in una prima classe della scuola primaria: il metodo globale fonematico di Ercole Bonjean

In questi anni molto spesso sul metodo di insegnamento della lingua italiana in una prima classe ci sono state idee del tutto diverse, talvolta contrapposte. A mio parere la classica contrapposizione tra metodo globale e il suo opposto il metodo analitico non aveva ragione di esistere, i due metodi avevano il grosso limite di praticare una didattica estrema che non generava buoni risultati. L'enunciato teorico che sottende anche il nostro iter didattico è il seguente: è vero che la visione del tutto è anteriore alla ricognizione analitica delle parti (metodo globale), ma proprio per questo l'analisi va fatta ed è importante (metodo analitico). In altri termini, quando un bambino entra in classe ha dapprima una visione globale dell'aula ma poi va a cogliere i particolari: il banco, la lavagna, ecc. Se questo è vero, ed è difficile poter affermare che non lo è, dal punto di vista didattico ne deriva che occorra partire prima dalla frase (visione del tutto) per poi passare al

Parole latine nel linguaggio comune

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Il latino intorno a noi “ Alle urne per il referendum ”, “Un missile naviga nello spazio”, “Salvata in extremis la pace”. Titoli come questi compaiono abbastanza spesso nelle pagine dei nostri quotidiani: sono titoli efficaci e moderni, eppure referendum, in extremis e missile sono parole che hanno già più di duemila anni: sono infatti parole della nostra lingua antica, il latino. Nel linguaggio di ogni giorno noi usiamo frequentemente parole o frasi latine. Con l'aiuto dei disegni e dei fumetti cercheremo di chiarire il significato di queste parole ormai entrate a far parte del nostro linguaggio. Referendum viene dal verbo referre e significa “Da rispondersi”. Il referendum è infatti un invito a pronunciarci mediante votazioni su questioni di interesse nazionale: indire un referendum sull'abolizione del nucleare. Missile voleva dire in latino “arma da lancio”. Con questo termine noi indichiamo un corpo a forma di siluro a

Filastrocca di primavera

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Filastrocca colorata Giornate noiose, piovose, dispettose. Cielo nero, triste, severo. Ma ruota la Terra, da Caracas a Gibilterra, poco poco, pochino, da Pechino sino a Berlino. E’ già festa di colori, dolci musiche ed odori. Gira gira il calabrone, con la solita passione. In maglietta gialla gialla vola vola una farfalla. Non fuggire Primavera ed illumina la sera. Ercole Bonjean Visualizza e stampa con Google Docs

Poesia di Pasqua: Gesù o Barabba?

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Gesù o Barabba? “ Sia libero il male”. Acclama la folla, Si lava Pilato, sorride Barabba. Sale la strada, pesa la Croce. Cade. Si rialza. E’ buio; sibila il Vento, urla la Terra, nulla può fare: È silenzio, Tace, Tace. Risorge il Sole. Ritorna la Luce, irradia i volti, riscalda la Pace. Ercole Bonjean Visualizza e stampa con Google Docs Ti potrebbero interessare: Il paese delle uova di cioccolato "E' Pasqua!" di Maria Grazia Bucceri Racconto di Pasqua "La Risurrezione" di Giovanni Papini "Pasqua" di Oscar Wilde (in italiano e in inglese) "Gesù" di Giovanni Pascoli "Pasqua" di Ada Negri Racconto pasquale: "Aria di Pasqua" di Giovanni Verga "Alleluja" di Angiolo Silvio Novaro "Resurrezione" di Alessandro Manzoni "La domenica dell'ulivo" di Giovanni Pascoli "Pasqua" di Giovanni Gozzano Racconto di

Il nome: definizione e categorie.

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Il nome Il nome è quella parte variabile del discorso che serve ad indicare una persona, un animale, una cosa od un'idea. Il nome può essere: concreto, astratto,proprio, comune, collettivo, primitivo, derivato, alterato, composto. Link correlati a questo post: La grammatica a fumetti Visualizza e stampa con Google Docs Il sito didattica scuola primaria propone numerosi link relativi ai nomi inerenti al lavoro svolto in classe dai bambini nella scuola primaria. Non è detto che non possano risultare utili quale spunto per le varie attività didattiche. Puoi accedere a tutti i post relativi a questo argomento nella seguente sezione del sito: Il nome

La preposizione

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La preposizione è quella parte invariabile del discorso che serve ad indicare la relazione tra due parole. Esempio: studiare, impegno.Se volessimo esprimere una relazione potremmo dire: "Studiare con impegno". Le preposizioni possono essere: semplici, articolate: preposizioni semplici: di, a, da, in, con, su, per , tra, fra; preposizioni articolate, formate con le preposizioni semplici in unione con gli articoli determinativi: il. lo, la, i, gli, le. Visualizza e stampa con Google Docs

La congiunzione

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La congiunzione è quella parte invariabile del discorso che congiunge cioè unisce due termini di una proposizione. Sono congiunzioni: anche, oppure, ossia, ma, però, anzi, come, e, se, affinché, ecc. Ti potrebbero interessare: Le congiunzioni: spiegazioni ed esercizi di grammatica Verifica di italiano: differenze tra congiunzione e pronome relativo Scoprire l'uso del verbo essere La grammatica a fumetti Visualizza e stampa con Google Docs

L'AVVERBIO

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L'avverbio è quella parte invariabile del discorso che si colloca vicino ad un verbo per modificarne il significato. Visualizza e stampa con Google Docs

Le interiezioni o esclamazioni

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L'esclamazione o interiezione è una parte invariabile del discorso che serve ad esprimere sentimenti dell'animo. Visualizza e stampa con Google Docs

Il Carnevale

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Il Carnevale Sfilano i carri immersi nei colori e nei suoni. E’un tripudio di coriandoli e stelle filanti: giallo, verde, rosso e tanto tanto azzurro colora il giorno. La gente suona, balla, canta, ride. E non è una maschera, non fa finta, ride, ride davvero. E’ il loro volto quello coperto dalla mascherina, nessuno riesce a nascondere gli occhi con dentro la gioia e la bocca ride da sola. Per qualche ora saremo tutti come siamo per merito della maschera che ci nasconde. Non fa neanche più freddo e Palla di Fuoco è in grande forma. Ride dopo la brutta febbre del rigido inverno. Ora scalda la gioia puntando tra le vie della festa i generosi raggi di luce. Lo salutano i suoni delle trombette che spudoratamente si fanno le linguacce. Urla di rabbia un anziano signore perché ha il volto ricoperto di nuvole di panna montata sparate dallo spray. Perché non le assaggia invece di sbraitare, capirebbe che sono dolci: come il sorriso della piccoliss

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