Le fiabe classiche: "La lampada di Aladino"

La lampada di Aladino

C'era una volta un povero ragazzo di nome Aladino che, in cambio di qualche soldo, accettò di servire un mago capace di mille stregonerie.

Il mago lo portò in un luogo deserto dove, per icanto, fece comparire per terra una pesantissima pietra con una maniglia.
Sembrava l'apertura di una botola per andare sottoterra.
“Se vuoi il denaro, entra qui sotto e portami la lampada ad olio che troverai”.
“Ma non sono abbastanza forte da sollevare la pietra” protestò Aladino.
“Indossa questo anello e la forza verrà!”.
                                         
Il ragazzo obbedì e sollevò la pietra come fosse una piuma. Poi entrò in un'enorme caverna dove, tra mille incredibili tesori, trovò una vecchia lampada impolverata.
Se la mise in tasca e gridò: “L'ho trovata! Ora fammi uscire!”.
“Prima dammi la lampada” rispose il mago con voce cattiva.
“No” disse Aladino.
“Allora resterai laggiù per sempre!” tuonò il mago chiudendo la botola.

“Povero me!” piangeva Aladino e, torcendosi le mani sfregò l'anello … ed ecco che apparve una creatura enorme!
“Sono il genio dell'anello” gli disse.
“Comanda e obbedirò”.
“Riportami a casa” fece Aladino e subito si ritrovò nella sua cucina.
Mentre raccontava alla madre la sua avventura, lei sfregava la lampada per lucidarla.

Ed ecco che ne uscì una creatura ancora più enorme della prima! “Sono il genio della lampada” disse. “Comanda e obbedirò”.
Da quel giorno Aladino e sua madre non furono più poveri, perché il genio esaudiva in un attimo ogni loro desiderio.

Passarono gli anni e Aladino, che ormai era diventato un bel giovanotto, sposò la figlia del sultano e andò a vivere con lei in un meraviglioso palazzo.

Una mattina, mentre Aladino era a caccia, la principessa udì un mercante che gridava: “Chi vuole scambiare le lampade vecchie con le nuove?”. La principessa pensò che fosse un buon affare e disse a un'ancella di portargli la vecchia lampada e di farsene dare una più nuova.

Ma quel mercante altro non era se non il mago cattivo, che si era travestito per cercare di riprendersi la lampada magica. Appena l'ebbe tra le mani, fece apparire il genio.
“Trasporta me, la principessa e il castello in un luogo lontano” gli ordinò e subito il genio obbedì.

Quando Aladino tornò dalla caccia impazzì dal dolore scoprendo che la sua sposa e la sua casa erano svanite nel nulla.
“Povero me” piangeva Aladino torcendosi le mani. Così facendo, però, sfregò l'anello, e di nuovo il genio comparve, pronto a esaudire ogni suo desiderio.!” disse Aladino.
Ma il genio rispose: “Non posso. Questo può farlo solo il genio della lampada”.
“Allora porta me dalla mia sposa!” e in un baleno Aladino riabbracciò la sua principessa. Lei però continuava a piangere dicendo: “Il mago mi tiene prigioniera! Come potrai liberarmi?”.
“ Sii coraggiosa e fa' come ti dico. Cena con il mago e fagli bere molto vino. Quando si sarà addormentato apri la porta del palazzo, e al resto penserò io”.

La principessa acconsentì. Quella sera mentre il mago dormiva profondamente, Aladino gli rubò la lampaada, la strofinò e disse al genio: “Riporta in patria me, la mia sposa e il mio castello. E fa' sparire per sempre quel mago crudele!”.
Il genio obbediente eseguì gli ordini e Aladino visse molti anni felici in compagnia della sua bella sposa.

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