DIDATTICA SCUOLA PRIMARIA

Didattica Scuola Primaria di Ercole Bonjean

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giovedì 13 febbraio 2014

Racconto un'esperienza con la mia gatta.Scuola primaria, classe quarta.





Tema


La mia gatta

Tempo fa, andando a prendere la mia amica Lorenza, trovai una piccola gattina di color grigio scuro. Io e Lorenza la prendemmo in braccio e la portammo a casa. Mia mamma, nel vederla, si entusiasmò molto ma subito si domandò di chi potesse essere questo piccolo splendore. 
La tenemmo e la accudimmo per alcune ore con qualche difficoltà perché il mio gatto, di nome Arturo, era geloso!
Consigliata da mio padre e da mia madre con grande dispiacere, io e Lorenza, portammo la gattina nel posto in cui l'avevamo trovata.
Passò l'inverno senza farsi vedere fino a quando, un mattino, mi si presentò con una pancia gigantesca.
Megghy, così io e Lorenza avevamo deciso di chiamarla, è una splendida gatta di razza Certosina color grigio cenere. Il suo pelo è raso, lucente e morbido al tatto. Il suo musetto è a forma triangolare ed ha un'espressione molto astuta.
I suoi occhi sono grandi, di color giallo verde e si socchiudono quando le faccio le coccole. Il suo corpo è agile e scattante, le sue zampette sono a forma di cuoricino e nascondono pungenti artigli pronti ad afferrare la preda o a difendersi.
Il suo modo di salutarmi è un dolce miagolio accompagnato da giravolte e a strofinamenti.
Quello che di lei adesso mi fa tanta tenerezza è la sua pancina (aspetta i piccoli) che non le permette di passare attraverso le sbarre del cancello, per cui è costretta ad aspettarmi sul tettuccio della macchina posteggiata davanti a casa mia.
Ogni volta che mi vede accoglie le mie carezze mettendosi a pancia in su quasi a chiedere una grattatina. Spero tanto che Megghy faccia i cuccioli in casa mia perché vorrei accudirli e vederli crescere. Io le voglio molto bene e attendo con ansia, ogni mattina, il suo saluto.


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