DIDATTICA SCUOLA PRIMARIA

Didattica Scuola Primaria di Ercole Bonjean

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lunedì 15 agosto 2011

Primi giorni di scuola in classe terza - italiano





Ho dipinto la pace

Avevo una scatola di colori
Brillanti, decisi, vivi.
Avevo una scatola di colori
Alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo per la sabbia ardente.
Ma avevo l’arancio per la gioia della vita,
e il verde per i germogli e i nidi,
e il celeste dei chiari cieli splendenti,
e il rosa per il sogno e il riposo.
Mi sono seduta ed ho dipinto la pace.
 
Tali Sorek

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E' la prima pagina del lavoro di italiano in due classi terze della scuola primaria relativa all'anno scolastico 2005/2006. La prima parte riguarda la creazione di testi di vario tipo: temi, poesie, riassunti, analisi del testo direttamente anche questa volta dai quaderni. Come per il lavoro di classe prima mi limiterò a spiegare brevemente cosa c'è dietro il lavoro dei bambini, ma tenendo ben presente che, dopo anni di teorie  strampalate legate a mode di bassa lega, si sente l'esigenza di cambiare rotta, di badare al sodo. Lo colgo dalle vostre richieste nelle chiavi di ricerca che vi portano sempre più numerosi sul sito. Anch'io, come voi, da grande vorrei poter fare il maestro, ma oramai dubito perchè siamo agli sgoccioli ... tùtti i tempi ì ven ...

La creatività di Simone ...

... era già noto prima che diventasse mio alunno. Sapevo del suo talento nel disegno dalle colleghe della scuola dell'infanzia durante gli incontri per la continuità didattica. Per ora ho solo i suoi quaderni per ripercorrere i giorni di scuola vissuti insieme, ma è mia intenzione inserire almeno qualche lavoro, tra i più significativi, dei suoi compagni. Non sarà facile, anche se non viviamo a Manhattan, ora frequentano tutti la scuola media con ottimo profitto, nella maggioranza, i 53 splendidi monelli e monelle del maestro Ercole, tempus fugit ...











E' fondamentale, a mio parere, valutare le competenze ortografiche degli alunni. Se sanno scrivere sotto dettatura rispettando le convenzioni ortografiche, si porranno le basi per scrivere testi corretti da loro ideati. Come al solito prevenire è sempre meglio che poi dover curare con scarsi risultati.




Conoscere l'ortografia

CE CI CHE CHI GE GI GHE GHI

Cero, foche, cinese, chitarra, gelato, gelo, spighe, fuochi, cipolla, pace, schiavo, pesche.
  1. I fedeli si recano in chiesa ogni domenica.

  2. Nel tuo cestino ci sono diciotto funghi.

  3. In campagna le api producono la cera.

  4. Il paese di Triora era abitato da streghe.

  5. La minestra di ceci è un piatto gustoso.

  6. Mi piacerebbe fare una doccia sotto una piccola cascata.

  7. Gli occhi dei giapponesi sono a forma di mandorla.

  8. La scuola è cominciata da pochi giorni.

  9. In città i marciapiedi sono pieni di buchette.

  10. Quel tuo amico ha perso la chiave di casa.



IL TESTO NARRATIVO - UN'ESPERIENZA SCOLASTICA




IL TESTO NARRATIVO - UN'ESPERIENZA SCOLASTICA

Il riassunto è stato per anni accantonato e ritenuto, erroneamente a mio parere, un'attività poco importante.  Personalmente lo ritengo tra i percorsi didattici a cui non si può rinunciare per consentire una buona preparazione di base del bambino. Allena alla sintesi e dà ordine al pensiero scritto ed orale.

Una breve unità didattica a scopo esemplificativo:

 Leggi il racconto, poi indica le frasi utili per fare il riassunto.

C'era una volta un povero taglialegna, che andava nei boschi a far fascine per venderle in città e guadagnarsi il pane.
Un giorno, mentre tornava a casa, l'accetta gli cadde nel fiume. Il poveretto si mise a piangere.
Dal fiume venne fuori un vecchio con la barba bianca e gli domandò:
Perché ti lamenti?”
Mi è caduta l'accetta nel fiume e senza di essa io sono perduto”.
Il vecchio, che era lo spirito di quel fiume, volle aiutarlo, si tuffò e riemerse con un'accetta tutta d'oro. Ma il taglialegna disse: “Questa non è la mia!”.
Allora il vecchio si tuffò di nuovo e tornò a galla con un'accetta d'argento.
Ma ancora una volta il taglialegna non la prese perché non era la sua.
Il vecchio allora gli portò la sua accetta di ferro con il manico di legno.
Sei un uomo onesto” disse “e per premiarti ti darò anche l'accetta d'oro e l'accetta d'argento”.
Poi sparì nel fiume prima che il taglialegna potesse ringraziarlo.

Domande:
  1. Chi è il personaggio della storia?

  2. Cosa fa nel bosco?

  3. Un bel giorno che cosa gli succede?

  4. Chi esce fuori dal fiume? Che cosa fa?

  5. Come si comporta il taglialegna?

  6. Come viene premiato?
Rispondo
  1. Il personaggio della storia è un taglialegna povero.

  2. Il taglialegna va nei boschi a far fascine per venderle in città per guadagnarsi il pane.

  3. Un giorno, mentre tornava a casa, l'accetta gli cadde nel fiume.

  4. Dal fiume venne fuori un vecchio con la barba che offre al taglialegna una accetta d'oro e una d'argento in sostituzione di quella che aveva perso.

  5. Il taglialegna si comporta in modo onesto.

  6. Viene premiato dandogli l'accetta d'oro e d'argento.

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    Immagino di vivere nella preistoria...

    Ciao! Mi chiamo Simus, mia moglie Cocorita e i miei due figli gemelli Belgio e Tassarou.
    Viviamo nella preistoria in una caverna vicino ad un fiumiciattolo che noi chiamiamo Orus. Per noi questo fiume è sacro perché noi crediamo che attraversi tutto il mondo.
    Oltre a noi ci sono altre famiglie nella valle Engandada.
    Non dobbiamo uscire armati perché qui da noi ci sono tante belve feroci in giro.
    Un giorno Belgio e Tassarou caddero in una gola, purtroppo anche tre iene se ne accorsero e videro l'occasione ghiotta per mangiarseli.
    Mia moglie, prima di mandarli a giocare, li aveva raccomandati di non portare alcune armi con loro perché si potevano fare male.
    I due disubbidirono e si portarono pietre appuntite e legnetti affilati.
    I fratelli, appena videro le iene, si ricordarono dei legnetti e delle pietre prese dalla caverna e li scagliarono contro gli animali che fuggirono impauriti.
    Appena tornarono alla caverna, ci raccontarono tutto, quella sera ci fu una grande festa per ringraziare il dio Orus.

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    La creatività di Alice





    RIASSUNTO - SCUOLA PRIMARIA





    RIASSUNTO - SCUOLA PRIMARIA



    Come i corvi diventarono neri

    Tanti anni fa, quando i treni andavano a vapore e buttavano fuori grandi sbuffi di fumo nero, i corvi erano gialli. Due corvi che vivevano  nel bosco insieme agli altri uccelli, non riuscivano a rassegnarsi alla loro voce gracchiante.
    Così un giorno scesero a valle ed inseguirono il fischio del treno, volarono in mezzo al fumo nero ma non riuscirono a catturare il fischio.
    "Eppure un giorno riusciremo a prendere quel fischio e faremo morire d'invidia tutti gli uccelli del bosco" pensavano i due corvi. Prova e riprova passarono gli anni e i due corvi gialli diventarono sempre più neri. Quando nacquero i piccoli erano neri anche loro e ancora oggi i corvi sono neri come il fumo che usciva dalle locomotive quando i treni andavano a vapore.



    LEGGERE E COMPRENDERE - QUESTIONARIO - DISEGNO

Nel web dal 29 agosto 2009 - idea e realizzazione di Ercole Bonjean - riproduzione riservata © 2011 con il supporto tecnico di Alessandro Sposato www.xonic.it
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