Le preposizioni semplici ed articolate. - Scheda dell'unità didattica











Consolidare le conoscenze relative alle preposizioni.

La preposizione è quella parte invariabile del discorso che viene posta davanti a nomi, aggettivi, pronomi, avverbi, verbi per legare tra loro uno o più elementi della frase.
Le preposizioni possono essere: 
- semplici: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra.
- articolate: formate dalle preposizioni semplici in unione con gli articoli.

Al lavoro!

Completa le seguenti frasi con le preposizioni semplici e le preposizioni articolate.
  1. La casa degli zii è ........ colline toscane.
  2. Ho avuto la notizia ........ amici ........ miei genitori.
  3. ........ zaino ........ scuola ho messo nuovi quaderni.
  4. ........ Milano c'è una festa ........ Navigli.
Completo:
  1. La casa degli zii è sulle colline toscane.
  2. Ho avuto la notizia dagli amici dei miei genitori.
  3. Nello zaino della scuola ho messo nuovi quaderni.
  4. A Milano c'è una festa ai Navigli.
Nel seguente brano sottolinea in verde le preposizioni semplici e in rosso le preposizioni articolate.

La luce era stanca in quella giornata di novembre e sbadigliava. Così stanca che non ce la faceva più ad arrivare nella città e dove arrivava stava poco e poi andava a dormire.
I suoi sbadigli assomigliavano ai sospiri del vento e staccavano dagli alberi le ultime foglie. Le foglie giravano per l'aria, non volevano andare a morire sui marciapiedi dove i passanti le avrebbero calpestate.
Si sentivano tristi ma anche belle perché non avevano mai avuto quei colori d'oro e di rame. Cercavano di scaldarsi nell'ultima luce pensando alle lunghe giornate d'estate che chissà dove erano andate a finire.
Gli uccelli si stringevano l'uno all'altro e sospiravano per i primi freddi.
"Mamma" diceva un passerotto sulla grondaia di una casa a Milano.
"Mamma per Natale andiamo in Africa" la mamma gli dava un colpo di ala sul becco.
"Ma se ti stanchi ad andare fino in piazza del Duomo?" ...

La luce era stanca in quella giornata di novembre e sbadigliava. Così stanca che non ce la faceva più ad arrivare nella città e dove arrivava stava poco e poi andava a dormire.
I suoi sbadigli assomigliavano ai sospiri del vento e staccavano dagli alberi le ultime foglie. Le foglie giravano per l'aria, non volevano andare a morire sui marciapiedi dove i passanti le avrebbero calpestate.
Si sentivano tristi ma anche belle perché non avevano mai avuto quei colori d'oro e di rame. Cercavano di scaldarsi nell'ultima luce pensando alle lunghe giornate d'estate che chissà dove erano andate a finire.
Gli uccelli si stringevano l'uno all'altro e sospiravano per i primi freddi.
"Mamma" diceva un passerotto sulla grondaia di una casa a Milano.
"Mamma per Natale andiamo in Africa", la mamma gli dava un colpo di ala sul becco.
"Ma se ti stanchi ad andare fino in piazza del Duomo?" ...

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