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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2015

COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

Commemorazione dei Defunti: racconti e poesie per la scuola primaria e media.

Per la Commemorazione dei Defunti il sito di didattica propone sette testi, due racconti e cinque poesie, che affrontano in modo diverso il tema della morte e del ricordo di chi non c'è più. Spero possano risultare adatti quale spunto per i vari iter educativo didattici di apprendimento. Eccovi i link che potrebbero risultare utili: "Pianto antico" di Giosuè Carducci: prosa e commento della poesia per la scuola primaria e media inferiore "X agosto" di Giovanni Pascoli - Prosa della poesia (per una classe quinta della scuola primaria) Novembre di Giovanni Pascoli "Ti penso sempre papà" di Ercole Bonjean "Lassù nel cielo" di Ercole Bonjean "Ad un passo dalla costa" di Ercole Bonjean "2 novembre" di Ercole Bonjean

"Il principe ranocchio o Enrico di ferro" fiaba dei fratelli Grimm

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Il principe ranocchio o Enrico di ferro Nei tempi antichi, quando desiderare serviva ancora a qualcosa, c'era un re, le cui figlie erano tutte belle, ma la più giovane era così bella che perfino il sole, che pure ha visto tante cose, sempre si meravigliava, quando le brillava in volto. Vicino al castello del re c'era un gran bosco tenebroso e nel bosco, sotto un vecchio tiglio, c'era una fontana. Nelle ore più calde del giorno, la principessina andava nel bosco e sedeva sul ciglio della fresca sorgente; e quando si annoiava, prendeva una palla d'oro, la buttava in alto e la ripigliava; e questo era il suo gioco preferito. Ora avvenne un giorno che la palla d'oro della principessa non ricadde nella manina ch'essa tendeva in alto, ma cadde a terra e rotolò proprio nell'acqua. La principessa la seguì con lo sguardo, ma la palla sparì, e la sorgente era profonda, profonda a perdita d'occhio. Allora la principessa cominciò a piangere, e pianse sempre pi

Fiabe e leggende giapponesi

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Il sito Asakusa.it " si occupa di diffondere in Italia la conoscenza delle  favole e leggende giapponesi  che aiutano il lettore ad addentrarsi nei meandri del  Giappone tradizionale" . Le traduzioni sono effettuate basandoci su libri in inglese o in giapponese, ricordando che comunque queste opere sono di pubblico dominio e quindi svincolate da qualsiasi diritto d'autore. Di seguito trovate  le fiabe e leggende attualmente presenti su Asakusa " . I testi proposti risultano utili quale spunto per le attività didattiche, in particolare per la lettura e la comprensione del testo . Link correlati a questo post: La leggenda delle lacrime del coccodrillo La leggenda di San Martino La leggenda del crisantemo Antologia Il testo narrativo Le fiabe classiche

Favola giapponese (Bunbuku Chagama)

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Bunbuku Chagama Un giorno il venditore ambulante Jinbei stava tornando a casa con il carretto pieno di cianfrusaglie raccolte durante il giorno quando all'improvviso sentì le grida di una ragazza. Vide quindi alcuni ragazzi che prendevano in giro una ragazzina indifesa. "Lasciatela in pace!" urlò Jinbei ed i ragazzi scapparono via di corsa. Quando però l'ambulante si voltò per parlare con la ragazzina,questa era sparita nel nulla. Sorpreso, continuò il suo cammino ma prima di tornare a casa decise di passare dal tempio buddista. Lì gli si fece incontro un monaco che, dopo averlo salutato gli disse: "Caro Jinbei sto cercando una teiera. Se per caso gliene capita una, me la porti e la pagherò il giusto prezzo". Tornato a casa Jinbei cominciò a mettere in ordine le cianfrusaglie che aveva preso durante il giorno. L'ambulante aveva l'abitudine di comprare un sacco di cose che nessuno sarebbe stato capace di vendere. Per questo motivo aveva la

La leggenda del girasole

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Lo strano fiore Un giorno, in un giardino, nacque un fiore strano: brutto, storto, con un enorme disco di bronzo sullo stelo sottile. Tutti gli altri fiori lo guardavano con disprezzo e non lo volevano vicino, per paura che la sua bruttezza nuocesse a loro dinanzi agli uomini. Gli animali del cortile, conigli, galline e persino i pulcini lo schernivano e lo chiamavano: "Brutto sgorbio e mostriciattolo" e altri nomignoli del genere. Il povero fiore soffriva, ma non si lamentava: taceva e guardava il Sole che amava e ammirava con tutte le sue forze. Il Sole si accorse di quell'umile e silenziosa adorazione e decise di premiare il fiore. Un giorno volse i suoi raggi splendenti al suo umile ammiratore, e alcuni di questi raggi rimasero attaccati al disco di bronzo, circondandolo di un'aureola d'oro. Allora il fiore crebbe al di sopra degli altri suoi compagni, alto e sottile, proteso verso il Sole. "Porterai il mio nome - gli disse il Sole - e sarai il m

La nebbia

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La nebbia Una nebbia leggera ingombra l'orizzonte. E' una nebbia uguale, soffice, trasparente, quasi un velo che non nasconde, ma dà una bellezza nuova al paesaggio. Tutto tace nella campagna. I torrenti sono gelati e asciutti; le mandrie fumano, sdraiate nelle tiepide stalle; i cani giacciono accovacciati, i gatti fan le fusa accucciati in un angolo del focolare. Solo si vedono da lontano i corvi disegnare una larga macchia nera, sulla distesa dei campi e, di tratto in tratto, a voli brevi e furtivi, i passeri si lanciano dai comignoli al piano e lo scricciolo dal cespuglio alla macchia. Antonio Stoppani Visualizza e stampa Link correlati a questo post: La descrizione di un fenomeno naturale: traccia del lavoro Il testo descrittivo Antologia Immagine: meteoweb

Lo scoiattolo

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Lo scoiattolino Era un animaletto corto corto, fulvo con una gran coda gonfia, gli occhietti tondi, e le orecchiette a punta, ma elastico, esperto in ogni sorta di acrobazia, e presto tornò a riempire di sé tutto il bosco. Indemoniato, da un ramo all'altro a corsettine, senza mai toccar terra, saltava su un abete, rimbalzava su un pino, s'arrampicava, appariva sul lago, faceva le provviste. Ne aveva dappertutto qua e là, e le dimenticava. Gettava pinoli in testa ai conigli, spariva, riappariva su un nido di gazza, spadellava uova. Quelli del vicinato non ci potevano più combattere. Fabio Tombari Visualizza e stampa Link correlati a questo post: Descrivo il mio cane (traccia del testo) Antologia Il testo descrittivo Immagine: youtube

Mattine di novembre

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Mattine di novembre Nelle mattine del principio di novembre il sole tiepido e bianco è disteso sulle campagne, dove il verde è ormai sparito. Quel sole bianco fa pensare a un immenso bucato steso ad asciugare. Sono le giornate che si chiamano "estate di San Martino". Dalle cantine viene l'odore del mosto. All'angolo della piazza riluce, sotto la padella di ferro nero, la bracia rossa per le castagne. Una vecchia aria di danza ristagna sotto il soffitto di travi, fra tele di ragno che sono d'argento. G. Raimondi Visualizza e stampa Link correlati a questo post: Autunno Antologia Immagine: senigallianotizie

L'inverno: racconti, poesie, filastrocche, temi; vari percorsi educativo didattici di apprendimento.

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Gli argomenti stagionali costituiscono un ottimo spunto per vari iter didattici e l'inverno non fa eccezione.  in questa sezione del sito potrete trovare del materiale che potrebbe risultare utile per i percorsi educativo didattici di apprendimento. I post presentano poesie, filastrocche e racconti su questo tema che appassiona le bambine e i bambini, motivandoli a fare bene. Eccovi l'elenco dei link che potrebbero interessarvi. Non siamo ancora precipitati nel freddo della stagione, ma la mia esperienza mi dice che il lavoro va imbastito prima, "il tempo è un malandrino che fugge" scriveva una mia alunna tanto tempo fa; com'è vero, ahimè! Eccovi tutti i post a disposizione del sito su questo importante argomento: Tutti i post relativi all'inverno Le quattro stagioni di Angiolo Silvio Novaro   Le quattro stagioni: filastrocche a rima baciata e alternata Racconti d'inverno: la leggenda della mammola Il pupazzo di neve: analisi del testo

"Il cane avido" di Fedro - Analisi ed interpretazione del testo

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Il cane che attraversa un fiume con un pezzo di carne Un cane che portava un pezzo di carne attraversando a nuoto un fiume, vide nello specchio delle acque cristalline la propria immagine, credette che una seconda preda fosse portata da un altro cane e volle strapparla; ma la sua avidità fu presa in trappola: lasciò cadere il cibo che teneva in bocca e per giunta non riuscì neppure a toccare quello che gli faceva gola. Molto spesso chi desidera l'altrui bene viene punito. Fedro Analisi del testo Chi è il protagonista di questa storia? Dove si svolgono i fatti? Cosa vide il cane nelle acque del fiume? Cosa fece? Come termina questa favola? Qual è la morale di questo racconto? Illustra la favola, in sequenza temporale, con il disegno e i fumetti. Visualizza e stampa Immagine: sportoutdoor24 Link correlati a questo post: Lettura e comprensione del testo Il testo narrativo Antologia

"Il lupo e l'agnello" di Esopo - Analisi ed interpretazione del testo

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Il lupo e l'agnello Un lupo vide un agnello che beveva sulle rive di un fiume e decise di mangiarselo con un pretesto ragionevole. Si pose perciò più in alto di lui e incominciò ad accusarlo di intorbidare l'acqua, impedendogli così di dissetarsi. "Ma se bevo a fior di labbra!" osservò l'agnello. "E poi come posso, stando più in basso, rendere torbida l'acqua sopra di me?". Vedendo venir meno quel pretesto il lupo riprese: "Un anno fa tu hai insultato mio padre". E l'agnello a ribattere che non era ancora nato, a quell'epoca. "Ma se anche tu sai trovare un mucchio di scuse" sbottò il lupo, "non rinuncerò certo a mangiarti!". E, detto fatto, lo sbranò. La favola è stata scritta per quei prepotenti i quali schiacciano in modo ingiusto gli innocenti. Esopo Analisi del testo Chi sono i protagonisti della favola? Come appare il lupo? Come appare l'agnello? Dove è ambientato il fatto? Come si comp

"Paesaggio autunnale" di Alessandro Manzoni (tratto dai Promessi sposi)

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Paesaggio autunnale Il sole non era ancora tutto apparso all'orizzonte. Il cielo era tutto sereno. Di mano in mano che il sole si alzava dietro il monte si vedeva la sua luce, dalla sommità dei monti opposti, scendere, come piegandosi rapidamente, giù per i pendii e nella valle. Un venticello d'autunno, staccando le foglie appassite di gelso, le portava a cadere qualche passo distante dall'albero. Alessandro Manzoni - I Promessi Sposi Ti potrebbero interessare: L'autunno Antologia Le poesie Le filastrocche La raccolta dei temi Il testo narrativo Il testo descrittivo Il testo argomentativo Il testo poetico Il testo umoristico Scrittura creativa Immagine:  paesionline

Il testo argomentativo: i temi, lo schema del lavoro svolto.

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Propongo il testo argomentativo in classe quinta nel II quadrimestre. E' un po' la fase conclusiva, per quel che concerne la scuola primaria, della capacità di saper esprimere in un italiano corretto il proprio essere, il proprio vissuto, la capacità di osservare con spirito critico la realtà. Nel testo argomentativo, attraverso una traccia di lavoro, semplice, ma nel contempo efficace, i piccoli allievi riflettono su temi importanti della vita di ogni giorno. Vi propongo alcuni link utili allo svolgimento dei temi: Il testo argomentativo, rispettiamo la natura: la traccia ed il tema. Il testo argomentativo: i compiti pro e contro. - La traccia del lavoro, il tema. Il testo argomentativo: "Il rispetto delle regole". Verifica di lingua italiana: il testo argomentativo. - Tema: Il gioco è una parte importante nella vita di noi bambini, certe volte però ... Per gli altri temi relativi vai in questa sezione del sito Un esempio: Saper costr

Commemorazione dei Defunti

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Per la Commemorazione dei Defunti il sito di didattica propone quattro testi, due racconti e due poesie, che affrontano in modo diverso il tema della morte e del ricordo di chi non c'è più. Spero possano risultare adatte come spunto per i vari iter educativo didattici di apprendimento. Pianto antico L' albero  a cui tendevi la  pargoletta  mano, il  verde  melograno da' bei  vermigli  fior, nel  muto orto solingo rinverdì tutto or ora e giugno lo ristora di luce e di calor. Tu fior   della mia pianta percossa e inaridita , tu  dell' inutil vita estremo unico fior, sei  ne la terra  fredda , sei  ne la terra  negra ; né  il sol più ti rallegra né  ti risveglia amor. Giosuè Carducci Due n ovembre Quanti fiori di tanti colori: bianchi, gialli, rosati, violacei, azzurri come il cielo, in questa insolita giornata di novembre. Sono tiepidi oggi i raggi di un pallido sole; compare di tanto in tanto a riscaldarci, mentre gli alti

La leggenda delle lacrime del coccodrillo - Lettura e comprensione del testo

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Le lacrime del coccodrillo Scendono a cascata le lacrime del coccodrillo dentro le acque del grande fiume. La luna osserva e ride. Chiede un po’ di luce al sole in ombra e fotografa l’immagine. Piange il coccodrillo, piange per la piccola e fragile gazzella che correva felice tra le rive del fiume. Non correrà più ora, non potrà più cibarsi della gustosa erbetta che cresce vicino alle acque del grande fiume. A questo pensiero le lacrime aumentano insieme al dispiacere ed alla tristezza infinita per quegli istanti di cattiveria. La faccia gialla scompare nel buio del cielo, si sente ancora più solo. Infine perde coscienza e giunge liberatore il sonno. Dorme per poche ore, lo risveglia un flebile raggio di luce. E’ iniziato il cammino dell’alba. La prima sensazione è quella di un grande vuoto. Brontola sempre di più il suo amico stomaco e chiede di essere riempito. Come ogni mattina, a quel segnale, non può in alcun modo dire no; entra dentro al cespuglio più folto e vicinissimo al

Matematica classe prima

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I post relativi alla matematica in classe prima si possono trovare al seguente link: Matematica scuola primaria

Festa di Halloween: "Nella notte buia e scura", filastrocca di Ercole Bonjean

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Nella notte buia e scura Nella notte buia e scura or sfatiamo la paura. Tra un dolcetto, uno scherzetto, e un simpatico folletto; con in testa una zucchetta, arriviamo a una casetta. " Suona, suona il campanello!” invita il piccolo monello. Dalla calda sua dimora sbuca fuori una signora. Esce svelta dalla porta con in mano una gran torta. “ Via di corsa dal vicino, per un altro buon dolcino!". Ma proprio sul più bello, mentre suona il campanello, dalla cima del camino, scende giù uno scheletrino. Li insegue, li rincorre, li spaventa mentre corre. “ Che sfortuna! Che sfortuna!” grida forte anche la Luna. Or ritorna la paura, nella notte buia e scura. Ercole Bonjean   © Immagine: agriturismolabrezza Link correlati a questo post: Racconti, poesie e filastrocche, del maestro Ercole Antologia Il testo poetico