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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2014

Genitori e figli - L'intervento dello psicologo

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Genitori e figli - Lo studio della lingua italiana

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Oggi più di ieri possedere la capacità di esprimersi in un italiano corretto è la base per la crescita culturale del bambino. E’ erroneo, a mio parere, pensare che l’avvento delle nuove tecnologie e l’inglese, che sempre di più diventa la lingua del pianeta, debbano escludere la buona conoscenza della lingua italiana. E’  pericoloso trascurare questo aspetto a cui non viene dato il giusto risalto proprio nella scuola di base dove poggia tutto l’edificio cultura della persona che cresce. L’insegnamento dell’italiano, ridotto negli anni a sole cinque ore (in terza, quarta e quinta classe della scuola primaria), è basilare perché dalla migliore o peggiore padronanza della parola si otterranno risultati buoni o cattivi in  tutti gli altri campi del sapere. Un vocabolario ricco è la chiave per accedere a qualsiasi tipo di scenario culturale e sociale. Gli Italiani che in terra straniera, ahimè, sono gli artefici delle scoperte di maggiore rilievo in campo internazionale non vi è dubbio che…

Genitori e figli - L'identikit

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Commemorazione dei defunti: un racconto, una poesia.

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Lassù nel cielo

Ogni sera guardo il cielo
cercando una stella; 
sei la più bella
nel fondo del cielo blu, 
sei la mia mamma,
ne son certa, sei tu.

Ercole Bonjean

Due novembre

Quanti fiori di tanti colori: bianchi, gialli, rosati, violacei, azzurri come il cielo, in questa insolita giornata di novembre. Sono tiepidi oggi i raggi di un pallido sole; compare di tanto in tanto a riscaldarci, mentre gli alti cipressi controllano i passanti: con passo lento, in una lunga fila, si avvicinano per l'incontro con i propri cari. L'immagine sbiadita dei marmi è ricoperta da strisce dorate e solenni. In disparte una serie di croci senza nome, semplici, in legno povero, senza fiori. Solo i bambini fanno festa lì intorno, e giocano a nascondino, e corrono veloci per arrivare primi alla meta. Ora il luogo diventa un giardino colorato, si riempie di profumi e chiacchierii, di tanto in tanto una lacrima bagna la terra, vola tra le grigie nuvole una semplice preghiera.
Ercole Bonjean
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Il testo poetico: verifica di lettura, comprensione ed interpretazione del testo.

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Acquazzone
Si ode un tuono a sussulti che si ripercuote di colpo, e agita il vento le tendine della finestra.
Succede il silenzio, ma come prima si soffoca, e nel cielo come prima i lampi frugano e frugano.
Ma quando lo sfavillante mattino cocente asciuga le pozze nei viali dopo l'acquazzone notturno,
guardano accigliati per il sonno interrotto, secolari, odorosi, i tigli ancora in fiore.
Boris Pasternak
Prova di verifica
Comprensione ed interpretazione del testo Qual è l'argomento della poesia? Quali aspetti dell'acquazzone descrive il poeta? Individua i dati di movimento, di colore e di suono presenti nella poesia. Sottolinea le metafore presenti nel testo. Individua nel testo le parole onomatopeiche. Link correlati a questo post: Il testo poetico Lettura e comprensione del testo Antologia Verifiche classe quinta Classe quinta italiano
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Immagine: leleraf

Pioggia autunnale di Ernest Hemingway

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Pioggia autunnale
"Alla fine dell'autunno, in un solo giorno, cambiava il tempo. Di notte dovevamo chiudere le finestre perché non entrasse la pioggia e il vento freddo strappava le foglie dagli alberi della piazza. Le foglie giacevano fradice nella pioggia e il vento spingeva la pioggia contro il grosso autobus verde al capolinea".
Ernest Hemingway

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Antologia
Autunno
Immagine: meteovalleditria
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Il platano in autunno - Comprensione del testo

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Il platano in autunno
In mezzo al prato un platano allargava i suoi rami. Le foglie avevano varie tonalità, dal verde pallido al rosso rame, ma erano ancora attaccate al loro gambo e il platano, bellissimo a vedersi ne era fiero. Al mattino il bosco era ovattato da una fitta nebbia e i sentieri erano grigi. Il cielo sembrava ricoperto da pesanti panni grigiastri e il sole non dava alcun tepore. Il giorno seguente il platano era completamente spoglio. Le foglie giacevano per terra, formando una fitta corona tutt'intorno al tronco.
F. Salten
Comprensione del testo: In quale stagione si svolge la scena descritta? Da che cosa capisci che si tratta dell'autunno? Link correlati a questo post:
L'autunno
Il testo descrittivo
Lettura e comprensione del testo
Immagine: blog degli autori

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Pioggia autunnale in città - Lettura e comprensione del testo

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Pioggia autunnale in città
Da tre giorni piove senza tregua. L'acqua precipita sonante sui tetti, corre a rivoli nelle strade. La gente è stizzita; torme di ombrelli si buttano contro i muri quando le rasentano automobili e autobus sventaglianti spruzzi gialli e lunghi dalle ruote. Solo i vigili, nei loro impermeabili, raccolgono pazienti le acque del cielo e ... della terra.
G.B. Angioletti
Analisi e comprensione del testo: Cosa significa l'espressione “l'acqua corre a rivoli”? Perché la gente è “stizzita”? Cosa sono le “torme” di ombrelli? Cosa significa l'espressione “autobus sventaglianti spruzzi”? Link correlati a questo post:
L'autunno
Lettura e comprensione del testo
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Il testo descrittivo
Immagine: equilibriarte
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I funghi - Analisi del testo: la metafora.

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I funghi
Il bosco in autunno è il trionfo dei colori. E' il momento in cui compaiono i funghi; essi spuntano tutti insieme. Ecco il porcino con il cappello color tonaca di frate cappuccino con il grosso piede color avorio; ecco il gallinaccio con il collaretto color arancione tutto piegoline; ecco l'ovolaccio con il suo ombrello rosso, punteggiato di lacrime bianche; e ancora il prataiolo con il suo parasole chiaro da vecchia signora.
M. Roland
Il brano è particolarmente adatto per inserire il discorso sulle metafore: il frate cappuccino, gli ombrellini colorati. Per ogni metafora un disegno.
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Lettura e comprensione del testo
La metafora e la similitudine
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Immagine: confini anima

La storia del vino - Analisi del testo

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La storia del vino
“Dai, Vino Buono, racconta la tua storia!” chiedono tutte le bottiglie della cucina. “Uffa, che barba!” borbotta Aceto a cui non va mai bene niente. Il Vino guarda i suoi amici e poi, non foss'altro che per far dispetto a suo cugino Aceto, incomincia a raccontare: “Dovete sapere che mio padre era un Gran Vigneto e mia madre era tanto dolce e buona che tutti gli altri grappoli la invidiavano. Molta gente veniva ad ammirare la mia famiglia ed io non ero ancora nato che già tutti dicevano: “Chissà che buon vino verrà fuori da voi!”. Dopo che sono nato, mi hanno messo in una bottiglia verde con su una bella etichetta in cui era stata scritta la mia data di nascita ed il nome di mio papà, e mi hanno mandato in cantina a studiare da Vino Buono. Ho imparato un mucchio di cose, sapete: che non mi devo scuotere, per esempio, se no divento torbido, che non devo dare confidenza all'acqua e che … non devo dire mai malignità, per non rischiare di diventare Aceto!”. “Bravo!” u…