Post

Visualizzazione dei post da Marzo, 2013

"Pinocchio" di Carlo Collodi, capitolo XXIX: "Ritorna a casa della Fata, la quale gli promette che il giorno dopo non sarà più un burattino, ma diventerà un ragazzo. Gran colazione di caffè-latte per festeggiare questo grande avvenimento".

Immagine
XXIX Ritorna a casa della Fata, la quale gli promette che il giorno dopo non sarà più un burattino, ma diventerà un ragazzo. Gran colazione di caffè-latte per festeggiare questo grande avvenimento. Mentre il pescatore era proprio sul punto di buttar Pinocchio  nella padella, entrò nella grotta un grosso cane  condotto là dall’odore acutissimo e ghiotto della frittura. – Passa via! – gli gridò il pescatore minacciandolo e tenendo  sempre in mano il burattino infarinato. Ma il povero cane aveva una fame per quattro, e mugolando  e dimenando la coda, pareva che dicesse: «Dammi  un boccon di frittura e ti lascio in pace». – Passa via, ti dico! – gli ripeté il pescatore; e allungò la  gamba per tirargli una pedata. Allora il cane che, quando aveva fame davvero, non era  avvezzo a lasciarsi posar mosche sul naso, si rivoltò ringhioso  al pescatore, mostrandogli le sue terribili zanne. In quel mentre si udì nella grotta una vocina fioca fioca,  che disse: – Salvami, Alidoro!...

"Pinocchio" di Carlo Collodi, capitolo XXX: "Pinocchio, invece di diventare un ragazzo, parte di nascosto col suo amico Lucignolo per il paese dei balocchi".

Immagine
XXX Pinocchio, invece di diventare un ragazzo , parte di nascosto col suo amico Lucignolo per il paese dei balocchi. Com’è naturale, Pinocchio chiese subito alla Fata il permesso di andare in giro per la città a fare gli inviti: e la  Fata gli disse: – Vai pure a invitare i tuoi compagni per la colazione di domani: ma ricordati di tornare a casa prima che faccia  notte. Hai capito? – Fra un’ora prometto di essere bell’e ritornato, – replicò  il burattino. – Bada, Pinocchio! I ragazzi fanno presto a promettere:  ma il più delle volte, fanno tardi a mantenere. – Ma io non sono come gli altri: io, quando dico una cosa, la mantengo. – Vedremo. Caso poi tu disubbidissi, tanto peggio per te. – Perché? – Perché i ragazzi che non danno retta ai consigli di chi  ne sa più di loro, vanno sempre incontro a qualche disgrazia. – E io l’ho provato! – disse Pinocchio. – Ma ora non ci ricasco più! – Vedremo se dici il vero. Senza aggiungere altre parole, il burattino salutò la

Pinocchio di Carlo Collodi, capitolo XXXI: "Dopo cinque mesi di cuccagna, Pinocchio, con sua grande meraviglia, sente spuntarsi un bel paio d'orecchie asinine e diventa un ciuchino, con la coda e tutto".

Immagine
XXXI Dopo cinque mesi di cuccagna, Pinocchio, con sua grande meraviglia, sente spuntarsi un bel paio d'orecchie asinine e diventa un ciuchino, con la coda e tutto . Finalmente il carro arrivò: e arrivò senza fare il più piccolo rumore, perché le sue ruote erano fasciate di stoppa e di cenci. Lo tiravano dodici pariglie di ciuchini, tutti della medesima grandezza, ma di diverso pelame. Alcuni erano bigi, altri bianchi, altri brizzolati a uso pepe e sale, e altri rigati a grandi strisce gialle e turchine. Ma la cosa più singolare era questa: che quelle dodici pariglie,  ossia quei ventiquattro ciuchini, invece di essere ferrati  come tutti le altre bestie da tiro o da soma, avevano ai piedi degli stivali da uomo di vacchetta bianca. E il conduttore del carro?... Figuratevi un omino più largo che lungo, tenero e untuoso come una palla di burro, con un visino di melarosa, una bocchina che rideva sempre e una voce sottile e carezzevole,  come quella d’un gatto ch