"Com'è strano il mio robot!" filastrocca di Ercole Bonjean
Piano piano vien da me
e si beve un buon caffè.
Non vuol far più pulizia
come avesse l'anemia.
Lo osservo mentre osserva:
lancia un bacio verso il Sole
e carezza un girasole ...
or sorride, canta e danza,
come in preda ad una sbronza.
Com'è strano il mio robot ...
Impaurito, scappo via,
lui mi insegue in allegria:
"Non aver di me paura,
dentro all'apparecchiatura
vive adesso la natura".
Or mi abbraccia con affetto,
io rimango un pò interdetto.
Certo che la vita è strana,
proprio come il mio robot!
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