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La bufera (The storm) di Ercole Bonjean
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La bufera
Un enorme tappeto di nuvole bianche, spinte dal vento, invadono il cielo. Si rincorrono negli spazi infiniti, diventano grigie, sempre più scure. Un lampo illumina i volti, un tuono scuote la gente. I fulmini accompagnano la pioggia, per ogni dove è bufera.
Infine un raggio di sole squarcia le nubi, ritorna prepotente la quiete.
Spunta in cielo l'arcobaleno, ritorna l'azzurro, ritorna il sereno.
A huge carpet of white clouds, pushed by the wind, invade the sky. They chase each other in the infinite spaces, they become gray, always darker. Lightning illuminates faces, thunder shakes people. Lightning accompanies the rain, every where is storm.
Finally a ray of sunshine pierces the clouds, the calm returns overwhelming.
The rainbow appears in the sky, the blue returns, the calm returns.
Vivi e lascia vivere Nel paese di Terra Inquieta vivevano uomini e donne in perenne lite tra di loro. Questo perché nessuno tollerava gli altri. Se dei bambini giocavano a pallone nel campetto comunale c'era sempre qualcuno pronto a sbraitare contro di loro, colpevoli di aver provocato troppo rumore. Se festeggiavi il Carnevale rovinavi il sonno di qualche abitante che, per vendicarsi, gettava secchi d'acqua sui passanti. Un signore ce l'aveva col vicino perché secondo lui era troppo grasso; ogni volta che l'uomo entrava nel palazzo lo accoglieva con una risatina. La vita degli abitanti era resa triste dalle continue liti per futili motivi. Un bel giorno giunse in paese un enorme gigante, il signor Pax . Con abilità disegnò nel cielo uno stupendo arcobaleno che irradiò di tanti colori tutto il paese e i suoi abitanti. Tutti rimasero a bocca aperta e, un po' tra lo spaventato e lo stupito, uscirono di casa per ammirare lo spettacolo. Si guardarono negli occhi ...
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio Il signor Lupo De Lupis ogni sera amava cantare una canzone alle stelle e alla luna, anche perché dotato di una voce dolce ed armoniosa. Affacciato al terrazzo dopo aver ammirato il cielo stellato cantava: “ La luna, le stelle, ci parlan d'amor … “. I vicini tuttavia non apprezzavano il suo bel canto ed inserirono, nel regolamento del condominio, il divieto assoluto di cantare la notte, pena una multa piuttosto alta da pagare. Ma il signor Lupo non si diede affatto per vinto e, quando il cielo divenne limpido e ricoperto di stelle, riprese con le sue dolci melodie. Arrivò puntuale una multa piuttosto salata. Nonostante ciò l'indomabile signor De Lupis continuò le sue serenate e, di conseguenza, pagò tante di quelle multe che rimase quasi in miseria. Ma ecco che una notte di luna piena gli apparve in sogno una stella che dolcemente gli sussurrò: “Scrivi questi numeri e giocali al superenalotto ”. Detto fatto, l'uomo li scrisse nel...
Habemus Papam Nell’ampia sala della Circoscrizione Cambiaso risuona un fragoroso applauso. Habemus Papam. I volti di Alessio, Riccardo, Daniele e Graziano diventano luminosi, li abbraccio ad uno ad uno, i miei ex alunni di classe quinta dello scorso anno sono ora campioni liguri, hanno dominato la settima edizione del Campionato Regionale studentesco iscrivendo il nome della loro scuola, la media Giovanni Boine , nel prestigioso Albo d’Oro della manifestazione che ha luogo ogni anno a Genova . I 24 incontri disputati con le altre sei squadre genovesi e spezzine , che avevano superato le precedenti selezioni provinciali, non hanno lasciato adito a dubbi: vincere le 23 partite del totale, un pareggio e nemmeno l’ombra di una sconfitta, è un’ impresa che accade in altri sport, chi è esperto del nobil giuoco sa benissimo che eventi del genere si verificano molto di rado. Quattro anni prima in una sala ben più modesta, precisamente in un’aula delle scuole elementari di Piazza...
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino Come ogni mattina, il signor Lardo De Lardis, si preparava un'abbondante colazione: tè e latte, del pane tostato con la marmellata, ed una bella fetta di pregiato lardo di colonnata . Quel giorno mentre si accingeva a gustare il copioso cibo sentì degli strani rumori provenienti dalla soffitta. Si alzò di scatto, prese una scala, e cominciò a salire, ma niente, tutto tranquillo, falso allarme. Aveva già l'acquolina in bocca, quando si apprestò a gustare il lardo. Ma quale fu il suo stupore quando vide il piatto desolatamente vuoto. Pensa e ripensa giunse alla conclusione che l'autore del furto alimentare fosse qualche topolino. Preso da un attacco di rabbia il mattino seguente, preparò la colazione come di consueto, tranne che per un particolare, infilò una fetta di lardo in una trappola con tanto di tagliola. Gustò il tè con la marmellata, poi lentamente salì in soffitta. Mentre saliva udì un urlo disperato: - Miaoo .....
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