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A scuola di scacchi di Ercole Bonjean
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A scuola di scacchi
Gli scacchi sono "uno stupefacente connubio tra arte e scienza". Il gioco più antico del mondo, come tutte le cose belle, è ancor oggi lo sport della mente per eccellenza, capace di sviluppare i due lati del pensiero: quello convergente che presiede alla razionalità e quello divergente che muove la parte creativa. Per queste sue caratteristiche il gioco degli scacchi è stato inserito a pieno titolo tra le materie scolastiche in molti Paesi del mondo. Per esperienza personale come giocatore di scacchi e come maestro, posso dire che aiutano i bambini a riflettere, a competere in modo sano e a collaborare tra loro. Senza considerare la trasversalità dell'esperienza scacchistica che offre svariati spunti per le attività educativo didattiche, in particolare in matematica, in italiano, in storia, in inglese. Ma come si può fare per inserirli tra le attività curricolari? Ci si può rivolgere al locale circolo di scacchi, in genere ve n'è almeno uno per ogni capoluogo di provincia o contattare laFederazione scacchistica italiana. L'ideale sarebbe poter partecipare a specifici corsi per insegnanti sulla materia.
Per chi insegna ad Imperia consiglio il sito del Maestro di scacchiPaolo Formento
Vediamo intanto cosa pensano i diretti interessati, i bambini, di questa esperienza con alfieri, torri e cavalli che roteano tra i banchi.
Vorrei conoscerlo, vorrei che mi insegnasse a giocare bene a scacchi e vorrei fare qualche partita con lui. Garry mi potrebbe fare vedere mosse fantastiche, aperture strabilianti, matti di cavallo e di alfiere, di torre e di regina. Garry è il mio idolo e vorrei un giorno diventare forte a scacchi come lui perché so che dopo l'insegnamento del mio maestro (il quale mi ha insegnato a giocare a scacchi da principiante ed è grazie a lui che potrò ottenere risultati e diventare abbastanza forte). Potrei realizzare risultati ancora migliori, grazie all'insegnamento di Garry Kasparov. Vorrei osservare insieme a Garry, le partite che sono rimaste nella storia come la Lasker – Thomas e tante altre. Vorrei farmi dare da Garry le partite più emozionanti che ha giocato, quelle dove si è impegnato di più e dove ha vinto ma vorrei osservare le partite che ha perso per guardare l'errore e cercare di non commetterlo. Vorrei che Garry mi insegnasse le tecniche per combattere nel migliore dei modi se si è in svantaggio e come non perdere mai la concentrazione. Sono certo che il mio idolo sa risolvere con una facilità estrema i problemi e vorrei che lo insegnasse anche a me.
Vorrei imparare a sacrificare dei pezzi per poi magari dire:”Scacco matto” o anche solo per passare in vantaggio.
Vorrei imparare a individuare subito se c'è un matto imparabile a mio favore o se c'è per il mio avversario e, a tal punto, sperare che l'avversario non l'abbia individuato. Vorrei anche imparare, sempre con l'aiuto di Garry, a mettere in difficoltà l'avversario mentre mi sta dando scacco matto con la regina. Vorrei imparare, se stessi perdendo, a cercare di pareggiare.
Insomma per me conoscere Garry Kasparov sarebbe una fortuna e se ci riuscissi sarei contentissimo.
(Giovanni, classe quinta, 1998)
Tema
Una giornata a scacchi
La giornata del 21 maggio 2005 non la dimenticheremo facilmente: abbiamo disputato il nostro primo torneo di scacchi.
Ieri mattina ci siamo recati a scuola senza zaini, portandoci dietro solo la merenda. Nella classe seconda A erano già disposte sui banchi 25 scacchiere: eravamo emozionati, ancora qualche minuto e le gare avrebbero avuto inizio. Il maestro Ercole, dopo alcune raccomandazioni, dà il via per l’inizio delle partite. Nell’aula regna una certa emozione, ma siamo tutti concentrati, immersi nel gioco. Il primo turno e i successivi scorrono veloci: arrivano le prime vittorie ed anche le prime sconfitte, ma rimane una gran voglia di giocare. Dopo aver consumato la merenda e giocato in piazza Roma, si riparte per lo sprint finale.
Senza che ce ne accorgiamo il nostro primo torneo volge al termine.
E’ il momento della premiazione; tutti riceviamo dei super premi , un applauso dai compagni e dai maestri. Il papà di Giulia Pellegrino ha filmato tutto il nostro Torneo: ha ripreso diversi momenti importanti delle gare.
Anche questa esperienza è giunta oramai al termine e già si pensa a come migliorarla per il prossimo anno.
Intanto domani si disputeranno i Giochi di Circolo, altri momenti piacevoli, ma ormai la fine della scuola è dietro l’angolo.
Felici come una Pasquetta! C’era una volta, e ci sarà ancora per i prossimi 200 anni, una casetta in collina con un grande cortile, un piccolo orticello ed una splendida vigna capace di attirare i migliori raggi del Signore del Fuoco . In quel luogo vive una famiglia che nell’era robotica non ha né tv digitali, né personal computer. Al posto di queste diavolerie preferiscono una folta schiera di galline che sfornano uova che sanno di uovo; le furbone non fanno altro che copiare vigna Uva che fa il vino che è vino, la osservano sino a diventare più brave di lei. La piccola fattoria è guidata da un piccolo diavoletto, Diavolina appunto, la quale fa filare tutti con la forza di una voce squillante da comandante della marina militare. Giorni or sono ha avuto un’idea a dir poco geniale nata dalla passione per il cioccolato e dalla perfetta conoscenza delle straordinarie capacità di Ovetta la gallinella da uovo GIGA. Convoca il papà, la mamma, le sorelline e li spedisce al supermercato GO...
Mi piace pensare ai vari segni della punteggiatura come alle pause di uno spartito musicale nel quale le parole sono le note e i segni d’interpunzione le pause, i tempi dell’opera. Il compositore è libero di creare musica come desidera; mentre compone l’opera suona il pianoforte e sovente cambia le pause, talvolta cambia le note, e la musica cambia. E’ ciò che avviene quando si scrive, se sposti una virgola cambia il senso di quanto vogliamo affermare. La grammatica non può dettarci una regola che non ha regola. Sta a noi valutare attentamente quando occorra o meno inserire nello scritto il segno che ci sembra più adatto allo scopo. Il buon senso e la logica sono la regola non scritta a cui dobbiamo fare riferimento. Come si scrive? ...
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino Come ogni mattina, il signor Lardo De Lardis, si preparava un'abbondante colazione: tè e latte, del pane tostato con la marmellata, ed una bella fetta di pregiato lardo di colonnata . Quel giorno mentre si accingeva a gustare il copioso cibo sentì degli strani rumori provenienti dalla soffitta. Si alzò di scatto, prese una scala, e cominciò a salire, ma niente, tutto tranquillo, falso allarme. Aveva già l'acquolina in bocca, quando si apprestò a gustare il lardo. Ma quale fu il suo stupore quando vide il piatto desolatamente vuoto. Pensa e ripensa giunse alla conclusione che l'autore del furto alimentare fosse qualche topolino. Preso da un attacco di rabbia il mattino seguente, preparò la colazione come di consueto, tranne che per un particolare, infilò una fetta di lardo in una trappola con tanto di tagliola. Gustò il tè con la marmellata, poi lentamente salì in soffitta. Mentre saliva udì un urlo disperato: - Miaoo .....
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