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Il signor Veneranda: "Cerco garzone panettiere" - Testo umoristico per la scuola primaria e media

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Cerco garzone panettiere

Il signor Veneranda lesse un cartello nella vetrina di un negozio: "Cerco garzone panettiere", entrò nel negozio e, indicando il cartello, chiese:
- Scusi, è lei che cerca un garzone panettiere?
- Sì - rispose il proprietario del negozio - sono io.
- Ha provato - disse il signor Veneranda - a guardare sotto il letto?
- Sotto il letto? - chiese il negoziante stupito.
- Sì, sotto il letto, - rispose il signor Veneranda - non c'è nulla di strano, può darsi che il garzone panettiere che cerca lei sia andato a nascondersi sotto il letto oppure nella dispensa. Ha provato a guardare nella dispensa?
- Ma - balbettò il proprietario del negozio - io ... è impossibile ... non so ...
Come come? fece il signor Veneranda - E' impossibile cosa? Che sia andato a nascondersi sotto il letto o nella dispensa?
- Ma io ... - balbettò il proprietario del negozio confuso - Io cerco ... perché non ce l'ho.
- Non ce l'ha? - chiese il signor Veneranda sbalordi…

"Il pendolo di Galileo" di Achille Campanile - Il racconto umoristico

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Il pendolo di Galileo
Quando Galileo, osservando le oscillazioni del pendolo, fece la grande scoperta, per prima cosa andò a dar la notizia al Granduca.  - Eccellenza - gli disse - ho scoperto che il mondo si muove.  - Ma davvero? - fece il Granduca, meravigliato e anche un po’ allarmato - E come l’avete scoperto? - Col pendolo. - Accidenti! Colpendolo con che cosa? - Come, con che cosa? Col pendolo e basta. Non c’era nient’altro, quand'ho fatto la scoperta. - Ho capito. Ma colpendolo con che cosa? Con un oggetto contundente? Con un’arma? Con la mano? - Col pendolo, soltanto col pendolo.  - Benedetto uomo, ho capito. Avete scoperto che il mondo si muove colpendolo. Cioè, che si muove quando lo si colpisce. Bisogna vedere con che cosa lo si colpisce. Non potete averlo colpito con niente. E ci vuole un bell’aggeggio per colpire il mondo in modo da farlo muovere.  Il grande astronomo e matematico si mise a ridere di cuore. - Eccellenza - disse - ma voi credete che "col pendolo&qu…

La descrizione del mare - La metafora e la similitudine presenti nel testo

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Il mare

Verso sera il mare veniva a bussare alla mia porta, io m'affacciavo alla finestra, e mi mettevo a discorrere con lui tranquillamente, per ore ed ore, finché la rossa rupe di Scilla, a poco a poco spegnendosi, diventava nera e alta nel cielo. Sorgeva all'orizzonte la vetta dello Stromboli, incoronata da una nuvola di fumo a forma di cuore.
Talvolta il mare prendeva gli aspetti più strani, si travestiva in mille modi: ora m'appariva come una scatola di madreperla, e dentro v'eran conchiglie rosee, ossi di seppia, granchiolini neri, murene inanellate d'oro dal becco d'uccello rapace, e lunghi capelli d'alga. Frotte di ragazzi correvano sulla riva, aprivano quella scatola, traendone pesci d'oro, fiori d'argento, e stelle marine che subito s'accendevano tra le loro mani.
Ora prendeva forma d'armadio, e tutta la notte udivo sbattere gli sportelli nel gran vento; o di una bottiglia, e dentro vi erano manoscritti con racconti di naufraghi, p…

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La descrizione della luna - La metafora e la similitudine presenti nel testo - L'aggettivo qualificativo

Dettato ortografico per la prima classe della scuola media (verifica dei prerequisiti ortografici)

Prove di ingresso scuola media - Schede stampabili e gratuite

La descrizione del mare - La metafora e la similitudine presenti nel testo

I nomi difettivi, sovrabbondanti, invariabili: spiegazioni ed esercizi per la scuola primaria.