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Tra realtà e fantasia: la leggenda. Attività educativo didattiche per la scuola primaria.

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Quali sono i confini tra la realtà e la fantasia, tra la storia e la leggenda? Il divario è sottile e la metafora può diventare specchio del reale. Certamente le leggende stimolano il piacere di conoscere dei bambini e di conseguenza fanno leva sulla sfera motivazionale. 
Ve ne propongo alcune che potrebbero risultare utili come spunto per le attività educativo didattiche:

La leggenda della luna - Lettura e comprensione del testo

La leggenda di San Valentino - Lettura e comprensione del testo

La leggenda dell'estate di San Martino - Percorsi educativo didattici di apprendimento

La leggenda del girasole

La leggenda della passiflora

La leggenda della mimosa: un racconto per l'otto marzo, festa della donna

La leggenda della mammola

La leggenda del crisantemo

La leggenda delle lacrime del coccodrillo - Lettura e comprensione del testo



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La leggenda della Luna - Lettura e comprensione del testo

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La leggenda della Luna

Tanti tanti anni fa, la Luna curiosa spiava tutte le notti la Terra.
La luna era molto bella, aveva grandi occhi e le piaceva interessarsi di tutto ciò che succedeva per poi andarlo a raccontare alle stelle, alle comete, alle nuvole ...
Nessuno, ahimè, poteva mantenere un segreto!
Gli uomini e gli animali, soprattutto quelli che vivevano di notte, cominciarono a protestare. Chiamarono Madre Natura e la pregarono di porre fine a tale inconveniente. La Natura li ascoltò e castigò la Luna a restare eternamente con la faccia voltata, senza poter mai più guardare la Terra. Inoltre le proibì di farsi vedere per sette giorni tutti i mesi dell'anno. E da allora così è stato e sempre sarà.

Analisi del testo
Perché la Luna spiava la Terra?Com'era la Luna?A chi raccontava tutto ciò che succedeva sulla Terra?Chi cominciò a protestare per il suo comportamento?A chi chiesero di intervenire gli uomini e gli animali?Cosa le chiesero?In che modo intervenne la Natura?Qual…

La leggenda della mimosa - Un racconto per l'8 marzo, festa della donna

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La leggenda della mimosa

Elena, una giovane donna, si innamorò del Sole, lo guardava attratta dalla bellezza dei suoi raggi e i suoi occhi lo guardavano rapiti dalla sua forza, dal suo calore. Ma il Sole non ricambiò tanto amore e la colpì con lance di fuoco. Lei continuava ad amarlo e lo cercava con lo sguardo. Pianse per giorni cercando di trasmettergli il bene che gli voleva. Ed ecco che le lacrime caddero sul terreno e si trasformarono in tanti piccoli e profumati fiori gialli. Nacque la mimosa, il fiore simbolo della donna.

Ercole Bonjean   

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La leggenda del girasole

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Lo strano fiore

Un giorno, in un giardino, nacque un fiore strano: brutto, storto, con un enorme disco di bronzo sullo stelo sottile. Tutti gli altri fiori lo guardavano con disprezzo e non lo volevano vicino, per paura che la sua bruttezza nuocesse a loro dinanzi agli uomini. Gli animali del cortile, conigli, galline e persino i pulcini lo schernivano e lo chiamavano: "Brutto sgorbio e mostriciattolo" e altri nomignoli del genere. Il povero fiore soffriva, ma non si lamentava: taceva e guardava il Sole che amava e ammirava con tutte le sue forze.
Il Sole si accorse di quell'umile e silenziosa adorazione e decise di premiare il fiore. Un giorno volse i suoi raggi splendenti al suo umile ammiratore, e alcuni di questi raggi rimasero attaccati al disco di bronzo, circondandolo di un'aureola d'oro. Allora il fiore crebbe al di sopra degli altri suoi compagni, alto e sottile, proteso verso il Sole.
"Porterai il mio nome - gli disse il Sole - e sarai il mio amico…

La leggenda delle lacrime del coccodrillo - Lettura e comprensione del testo

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Le lacrime del coccodrillo Scendono a cascata le lacrime del coccodrillo dentro le acque del grande fiume. La luna osserva e ride. Chiede un po’ di luce al sole in ombra e fotografa l’immagine. Piange il coccodrillo, piange per la piccola e fragile gazzella che correva felice tra le rive del fiume. Non correrà più ora, non potrà più cibarsi della gustosa erbetta che cresce vicino alle acque del grande fiume. A questo pensiero le lacrime aumentano insieme al dispiacere ed alla tristezza infinita per quegli istanti di cattiveria. La faccia gialla scompare nel buio del cielo, si sente ancora più solo. Infine perde coscienza e giunge liberatore il sonno. Dorme per poche ore, lo risveglia un flebile raggio di luce. E’ iniziato il cammino dell’alba. La prima sensazione è quella di un grande vuoto. Brontola sempre di più il suo amico stomaco e chiede di essere riempito. Come ogni mattina, a quel segnale, non può in alcun modo dire no; entra dentro al cespuglio più folto e vicinissimo al fiume…

La leggenda dell'estate di San Martino - Percorsi educativo didattici di apprendimento

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La leggenda dell'estate di San Martino
In una fredda giornata di novembre, un soldato, di nome Martino, incontra un povero vecchio che gli chiede l'elemosina e trema per il freddo. Il cielo è ricoperto di nuvole nere, piove e tira un vento gelido, quasi invernale, il mendicante rischia di morire. Il cavaliere prova una grande pietà e sceso da cavallo, con la spada, taglia in due il suo caldo mantello e lo dona al povero. Il mendicante lo ringrazia con un sorriso e poi continua il suo cammino. Martino prosegue la sua strada mentre la pioggia continua a scendere con forza e il vento continua la sua corsa impetuoso e gelido. Ma ecco che d'improvviso la pioggia cessa di scendere, il vento si placa, il cielo si colora d'azzurro, il sole ritorna: con i suoi caldi raggi riscalda la terra e il cuore degli uomini. Era l'11 di novembre, il giorno dell'estate di San Martino!

Ercole Bonjean

Analisi del testo: Chi sono i protagonisti del racconto? In quale mese dell'anno …

L'albero di Natale (leggenda) - Analisi del testo

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L'albero di Natale

C'era una volta un boscaiolo che aveva la sua bambina tanto ammalata: non sorrideva mai e non voleva scendere dal letto. Il boscaiolo era triste, ma che cosa poteva fare?
La vigilia di Natale l'uomo uscì e andò lontano a raccogliere un pò di legna per il camino. Arrivò in un bosco di abeti e fu colpito dallo spettacolo meraviglioso degli alberi coperti di neve e illuminati dalle stelle e dalla luna.
"Oh" pensò, "se la mia piccola potesse vedere tutto ciò!".
Ma ecco che gli venne una bellissima idea. Tagliò un piccolo abete e se lo portò a casa. Lo mise dritto al camino e lo adornò con tutto quello che poteva trovare: noci, bacche di un bel rosso acceso, arance, fiocchetti colorati e, per finire, confezionò delle piccole candele e le dispose sui rami, accendendole proprio a mezzanotte. L'albero luccicava come fosse ricoperto di gemme.
"Oh, che meraviglia" esclamò felice la bambina, battendo le mani. Sorrise e tanto grande…

Racconto di Pasqua: "La leggenda della passiflora"

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La leggenda della passiflora

Nei giorni lontani, quando il mondo era tutto nuovo, la primavera fece balzare dalle tenebre verso la luce tutte le piante della Terra, e tutte fiorirono come per incanto.
Solo una pianta non udì il richiamo della primavera, e quando finalmente riuscì a rompere la dura zolla la primavera era già lontana...
- Fà che anch'io fiorisca, o Signore! - Pregò la piantina.
- Tu pure fiorirai - rispose il Signore.
- Quando? - chiese con ansia la piccola pianta senza nome.
- Un giorno... - e l'occhio di Dio si velò di tristezza.
Era ormai passato molto tempo, la primavera anche quell'anno era venuta e al suo tocco le piante del Golgota avevano aperto i loro fiori. Tutte le piante, fuorché la piantina senza nome.
Il vento portò l'eco di urla sguaiate, di gemiti, di pianti: un uomo avanzava fra la folla urlante, curvo sotto la croce, aveva il volto sfigurato dal dolore e dal sangue...
- Vorrei piangere anch'io come piangono gli uomini - pensò la piantina con…

La leggenda del crisantemo

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La leggenda del crisantemo
In una casetta del bosco vivevano una mamma ed una bambina. Intorno alla casetta sbocciavano bellissimi fiori; quando giunse la brutta stagione i fiori appassirono. Solo uno era rimasto alla bimba perché ella lo aveva conservato in casa. Un giorno la mamma della bimba si ammalò gravemente allora colse il fiore e l'offri alla Madonna, perché facesse guarire la sua mamma. Mentre pregava sentì una voce: "La tua mamma vivrà tanti anni quanti sono i petali che mi hai donato!". La bambina contò i petali del fiore e vide che erano pochi; allora per amore della mamma ridusse i pochi petali in tante striscioline. Così i petali divennero molti e la mamma visse per tanti anni. Nacque così il Crisantemo il fiore dai mille petali.
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