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Visualizzazione dei post da Luglio, 2020

Insegnare a leggere e scrivere in una prima classe della scuola primaria: il metodo globale fonematico di Ercole Bonjean

In questi anni molto spesso sul metodo di insegnamento della lingua italiana in una prima classe ci sono state idee del tutto diverse, talvolta contrapposte. A mio parere la classica contrapposizione tra metodo globale e il suo opposto il metodo analitico non aveva ragione di esistere, i due metodi avevano il grosso limite di praticare una didattica estrema che non generava buoni risultati. L'enunciato teorico che sottende anche il nostro iter didattico è il seguente: è vero che la visione del tutto è anteriore alla ricognizione analitica delle parti (metodo globale), ma proprio per questo l'analisi va fatta ed è importante (metodo analitico). In altri termini, quando un bambino entra in classe ha dapprima una visione globale dell'aula ma poi va a cogliere i particolari: il banco, la lavagna, ecc. Se questo è vero, ed è difficile poter affermare che non lo è, dal punto di vista didattico ne deriva che occorra partire prima dalla frase (visione del tutto) per poi passare al

Umberto Saba: poesie per la scuola primaria e media

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Umberto Saba nasce a Trieste nel 1883. Eccezionale poeta e scrittore, manifesta nelle sue poesie una notevole sensibilità che trasmette al lettore con una lirica che è lo specchio del suo animo nobile. Nei suoi scritti, a cui si dedica con tenacia e abnegazione, traspare un velo di tristezza, ma sa essere dolce, accarezza il lettore, e suscita emozioni. Di seguito vi propongo alcune delle sue poesie: "Ritratto della mia bambina" "Neve"  "Nella notte di Natale" "Favoletta alla mia bambina" "Fior di neve" "Pioggia d'aprile" "A Gesù Bambino" Ti potrebbero interessare: Il testo poetico Lettura e comprensione del testo Scuola media: iter educativo didattici di apprendimento

"Ritratto della mia bambina" poesia di Umberto Saba

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Ritratto della mia bambina La mia bambina con la palla in mano, con gli occhi grandi colore del cielo, e dell'estiva vesticciola: "Babbo - mi disse - voglio uscire oggi con te". Ed io pensavo: di tante parvenze che s'ammirano al mondo, io ben so a quali posso la mia bambina assomigliare. Certo alla schiuma, alla marina schiuma che sull'onde biancheggia, a quella scia ch'esce azzurra dai tetti e il vento sperde; anche alle nubi, insensibili nubi che si fanno e disfanno in chiaro cielo; e ad altre cose leggere e vaganti. Umberto Saba Visualizza e stampa Ti potrebbero interessare: Le poesie di Giacomo Leopardi Le poesie di Federico Garcia Lorca Analisi del testo poetico

"La magia della parola" poesia ungherese di Amy Károlyi

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La magia delle parole Sulla tua bocca la parola si fa goccia di rugiada. Dici: albero ... e tutto un bosco sta dinanzi a me. Dici pietra ... e non l'asfalto, non il cemento, ma uno scoglio che punge sott'acqua. Dici: prato ... e con pianelle oscure passa la notte sulla punta dell'erbe. Dici: lago: ... e con lenti gorgoglii salgono dal profondo anelli e perle. Dici: bello ... e l'alba ci reca un tulipano e abbiamo il grembiale colmo di primule. Dici: io ... e ardi pallido fuoco  come candela accesa a mezzogiorno. Dici: estate ... e ansimano le lucertole sulle pietre roventi, fuoriesce dalla terra la radice del fiore. E sulla Via Lattea, greve di profumi, passa un lento carro di fieno. Dici: autunno ... e trenta ceste si riempiono di mirtilli. E quando quasi tutto è consumato, ti hai un sigillo rosso al posto della bocca mentre lentamente fai sciogliere il mio nome. Amy  Károlyi Visualizza e stampa Ti potrebbero interessare: Tutte le po

Il signor Veneranda: "Cerco garzone panettiere" - Testo umoristico per la scuola primaria e media

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Cerco garzone panettiere Il signor Veneranda lesse un cartello nella vetrina di un negozio: "Cerco garzone panettiere", entrò nel negozio e, indicando il cartello, chiese: - Scusi, è lei che cerca un garzone panettiere? - Sì - rispose il proprietario del negozio - sono io. - Ha provato - disse il signor Veneranda - a guardare sotto il letto? - Sotto il letto? - chiese il negoziante stupito. - Sì, sotto il letto, - rispose il signor Veneranda - non c'è nulla di strano, può darsi che il garzone panettiere che cerca lei sia andato a nascondersi sotto il letto oppure nella dispensa. Ha provato a guardare nella dispensa? - Ma - balbettò il proprietario del negozio - io ... è impossibile ... non so ... Come come? fece il signor Veneranda - E' impossibile cosa? Che sia andato a nascondersi sotto il letto o nella dispensa? - Ma io ... - balbettò il proprietario del negozio confuso - Io cerco ... perché non ce l'ho. - Non ce l'ha? - chiese il signor Ve