La cicala e la formica: cambio il finale della storia.


La cicala e la formica

Era un'estate felice per la cicala che si godeva il sole sulle foglie degli alberi e cantava, cantava, cantava. Venne il freddo e la cicala si trovò senza rifugio e senza cibo.
Si ricordò della formica che per tutta l'estate aveva accumulato provviste nella sua calda casina sotto terra. Andò dunque a bussare alla porta della formica. La formica venne ad aprire reggendo una vecchia lampada ad olio.
- Cosa vuoi? - chiese piuttosto seccata.
- Ho freddo, ho fame ... - balbettò la cicala. Dietro di lei si vedeva la campagna innevata.
- Ah sì! - disse la formica.
- Io ho lavorato tutta l'estate per accumulare per l'inverno. Tu cosa hai fatto in quelle giornate di sole?
- Io ho cantato.
- Hai cantato! ... Ebbene adesso balla!
La formica sbatté la porta e tornò alle sue faccende, mentre la cicala, con il suo violino coperto di neve, si allontana ad ali basse nella campagna.

Un finale diverso per "La cicala e la formica"

... - Va bene entra, però mi dovrai aiutare nelle faccende di casa.
La cicala si mise subito al lavoro; per prima cosa andò a tagliar la legna, cucinò per il pranzo, spolverò i mobili, lavò il pavimento. Andò dalla formica e le disse ciò che aveva fatto. Da quel giorno diventarono grandissime amiche.



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