I racconti, le poesie, le filastrocche, gli articoli, del maestro Ercole Bonjean

Com'è bello scrivere! Da quando sono in pensione lo posso fare in ogni momento: di giorno, di notte, ogni occasione è buona. Questa passione nasce da esigenze didattiche per poi sfociare in un mia esigenza personale. Scrivere racconti, poesie, filastrocche, è diventato un momento piacevole della giornata. Dai dati di Google in mio possesso ho scoperto che i miei scritti hanno superato, in questi anni, le cinquecentomila visualizzazioni di pagina a riprova dell'interesse delle lettrici e dei lettori del sito per il mio lavoro. Ho quindi pensato di creare un apposito link con tutti i miei scritti a cui se ne aggiungeranno spero ancora molti altri. Non mi resta che augurarvi buona lettura. Racconti e descrizioni : Sogno di Natale La descrizione di un fenomeno naturale: "La bufera" (The storm) - La metafora nel testo descrittivo Perché si dice "Chi dorme non piglia pesci"? Perché si dice: "Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino" Perché si

Le fiabe classiche: I tre porcellini

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I tre porcellini

C'erano una volta tre piccoli porcellini che andavano per il mondo a cercar fortuna. Il primo trovò un contadino che trascinava una grande balla di paglia. “Me la daresti?” gli chiese il porcellino. E l'uomo, che era buono e generoso, gliela regalò.
Il porcellino allora si costruì una casetta di paglia e andò a dormire al calduccio. La mattina dopo sentì bussare alla porta. “Toc! Toc!” fece il lupo cattivo. “Apri la porta porcellino, fammi entrare un momentino!”
No, vattene via subito!” gli rispose il porcellino.
Te ne pentirai!” minacciò il lupo e cominciò a sbuffare e a soffiare fino che la casetta di paglia volò via. Al porcellino non restò che scappare.
Il secondo porcellino trovò un uomo che portava una fascina di legna. “Mi daresti la tua legna?” gli chiese. E l'uomo, che era stanco di portare quel peso, gliela regalò.
Il porcellino si costruì una casetta di legno e andò a dormire al calduccio. Ma la mattina dopo...”Toc! Toc!” fece il lupo. “Apri la porta porcellino, fammi entrare un momentino!”
No, vattene via subito!” rispose il porcellino.
Allora il lupo cominciò a sbuffare e a soffiare. Ma la casa resistette. Allora si arrabbiò, sbuffò ancora più forte e soffiò con tutto il fiato che aveva, fino a che la casa crollò. Al porcellino non restò che scappare.
Il terzo porcellino trovò un uomo con una carriola piena di mattoni rossi. “Mi daresti i tuoi mattoni?” gli chiese il porcellino. “Voglio costruirmi una casetta forte e solida!” E l'uomo gli regalò i suoi mattoni.
Il porcellino si costruì la sua casa e poi, tutto contento, andò a dormire al calduccio. La mattina dopo il lupo cattivo era alla sua porta. “Toc! Toc!” fece il lupo. “Apri la porta porcellino, fammi entrare un momentino!”
No! Vattene via subito!” gridò il porcellino.
Peggio per te!” minacciò il lupo e cominciò a sbuffare e a soffiare. Però per quanto si sforzasse, la casa di mattoni restava in piedi più solida che mai. Il lupo allora si arrampicò sul tetto e cercò di entrare passando per il camino. Ma il porcellino aveva acceso il fuoco per cucinare.
Ahi! Mi brucia la coda!” urlò il lupo, e scappò via nel bosco più veloce che poteva.
Il porcellino allora corse dai suoi fratelli e li portò con sé nella sua bella casetta di mattoni. Da allora vissero sempre insieme al sicuro felici e contenti.


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