Post

Visualizzazione dei post da marzo 31, 2013

Pinocchio di carlo Collodi, capitolo XXII: "Pinocchio scuopre i ladri e, in ricompensa di essere stato fedele vien posto in libertà..."

Immagine
XXII
Pinocchio scuopre i ladri e, in ricompensa di essere stato fedele vien posto in libertà...

Ed era già più di due ore che dormiva saporitamente;
quando verso la mezzanotte fu svegliato da un bisbiglio e da un pissi-pissi di vocine strane, che gli parve di sentire nell’aia. Messa fuori la punta del naso dalla buca del casotto, vide riunite a consiglio quattro bestiuole di pelame scuro, che parevano gatti. Ma non erano gatti: erano faine, animaletti carnivori, ghiottissimi specialmente di uova e di pollastrine giovani. Una di queste faine, staccandosi dalle
sue compagne, andò alla buca del casotto e disse sottovoce:
– Buona sera, Melampo.
– Io non mi chiamo Melampo, – rispose il burattino.
– O dunque chi sei?
– Io sono Pinocchio.
– E che cosa fai costì?
– Faccio il cane di guardia.
– O Melampo dov’è? dov’è il vecchio cane, che stava in questo casotto?
– È morto questa mattina.
– Morto? Povera bestia! Era tanto buono!... Ma giudicandoti alla fisonomia, anche te mi sembri un cane di garbo.
– Domand…

"Pinocchio" di Carlo Collodi, capitolo XXIII: "Pinocchio piange la morte della bella bambina dai capelli turchini: poi trova un colombo che lo porta sulla riva del mare, e lì si getta in acqua per andare in aiuto del suo babbo Geppetto".

Immagine
XXIII
Pinocchio piange la morte della bella bambina dai capelli turchini: poi trova un colombo che lo porta sulla riva del mare, e lì si getta in acqua per andare in aiuto del suo babbo Geppetto.

Appena Pinocchio non sentì più il peso durissimo e
umiliante di quel collare intorno al collo, si pose a scappare attraverso i campi, e non si fermò un solo minuto, finché non ebbe raggiunta la strada maestra, che doveva ricondurlo alla Casina della Fata.
Arrivato sulla strada maestra, si voltò in giù a guardare nella sottoposta pianura, e vide benissimo a occhio nudo il bosco, dove disgraziatamente aveva incontrato la Volpe e il Gatto: vide, fra mezzo agli alberi, inalzarsi la cima di quella Quercia grande, alla quale era stato appeso ciondoloni per il collo: ma guarda di qua, guarda di là, non gli fu possibile di vedere la piccola casa della bella Bambina dai
capelli turchini.
Allora ebbe una specie di tristo presentimento e datosi
a correre con quanta forza gli rimaneva nelle gambe, si trovò in p…

"Pinocchio" di Carlo Collodi, capitolo XXIV: "Pinocchio arriva all'isola delle api industriose e ritrova la fata".

Immagine
XXIV
Pinocchio arriva all'isola delle api industriose e ritrova la fata.

Pinocchio, animato dalla speranza di arrivare in tempo
a dare aiuto al suo povero babbo, nuotò tutta quanta la notte.
E che orribile nottata fu quella! Diluviò, grandinò, tuonò spaventosamente, e con certi lampi che pareva di giorno.
Sul far del mattino, gli riuscì di vedere poco distante
una lunga striscia di terra. Era un’isola in mezzo al mare.
Allora fece di tutto per arrivare a quella spiaggia: ma
inutilmente. Le onde, rincorrendosi e accavallandosi, se lo abballottavano fra di loro, come se fosse stato un fuscello o un filo di paglia. Alla fine, e per sua buona fortuna, venne un’ondata tanto prepotente e impetuosa, che lo scaraventò di peso sulla rena del lido.
Il colpo fu così forte che, battendo in terra, gli crocchiarono tutte le costole e tutte le congiunture: ma si consolò subito col dire:
– Anche per questa volta l’ho proprio scampata bella!
Intanto a poco a poco il cielo si rasserenò; il sole apparve fuori …

Pinocchio di Carlo Collodi, capitolo XXV: "Pinocchio promette alla fata di essere buono e di studiare,perché è stufo di fare il burattino e vuol diventare un bravo ragazzo".

Immagine
XXV
Pinocchio promette alla fata di essere buono e di studiare,perché è stufo di fare il burattino e vuol diventare un bravo ragazzo.

In sulle prime la buona donnina cominciò col dire che
lei non era la piccola Fata dai capelli turchini: ma poi, vedendosi oramai scoperta e non volendo mandare più a lungo la commedia, fini col farsi riconoscere, e disse a Pinocchio:
– Birba d’un burattino! Come mai ti sei accorto che ero io?
– Gli è il gran bene che vi voglio quello che me l’ha
detto.
– Ti ricordi? Mi lasciasti bambina e ora mi ritrovi donna; tanto donna, che potrei quasi farti da mamma.
– L’ho caro di molto, perché così, invece di sorellina, vi chiamerò la mia mamma. Gli è tanto tempo che mi struggo di avere una mamma come tutti gli altri ragazzi!... Ma come avete fatto a crescere così presto?
– È un segreto.
– Insegnatemelo: vorrei crescere un poco anch’io. Non lo vedete? Sono sempre rimasto alto come un soldo di cacio.
– Ma tu non puoi crescere, – replicò la Fata.
– Perché?
– Perché i burattini …