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Visualizzazione dei post da marzo 24, 2013

"Pinocchio" di Carlo Collodi, capitolo XXIX: "Ritorna a casa della Fata, la quale gli promette che il giorno dopo non sarà più un burattino, ma diventerà un ragazzo. Gran colazione di caffè-latte per festeggiare questo grande avvenimento".

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XXIX
Ritorna a casa della Fata, la quale gli promette che il giorno dopo non sarà più un burattino, ma diventerà un ragazzo. Gran colazione di caffè-latte per festeggiare questo grande avvenimento.

Mentre il pescatore era proprio sul punto di buttar Pinocchio nella padella, entrò nella grotta un grosso cane condotto là dall’odore acutissimo e ghiotto della frittura.
– Passa via! – gli gridò il pescatore minacciandolo e tenendo sempre in mano il burattino infarinato.
Ma il povero cane aveva una fame per quattro, e mugolando e dimenando la coda, pareva che dicesse: «Dammi un boccon di frittura e ti lascio in pace».
– Passa via, ti dico! – gli ripeté il pescatore; e allungò la gamba per tirargli una pedata.
Allora il cane che, quando aveva fame davvero, non era avvezzo a lasciarsi posar mosche sul naso, si rivoltò ringhioso al pescatore, mostrandogli le sue terribili zanne.
In quel mentre si udì nella grotta una vocina fioca fioca, che disse:
– Salvami, Alidoro!... Se non mi salvi, son fritto!
Il…

"Pinocchio" di Carlo Collodi, capitolo XXX: "Pinocchio, invece di diventare un ragazzo, parte di nascosto col suo amico Lucignolo per il paese dei balocchi".

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XXX
Pinocchio, invece di diventare un ragazzo, parte di nascosto col suo amico Lucignolo per il paese dei balocchi.

Com’è naturale, Pinocchio chiese subito alla Fata il
permesso di andare in giro per la città a fare gli inviti: e la Fata gli disse:
– Vai pure a invitare i tuoi compagni per la colazione di
domani: ma ricordati di tornare a casa prima che faccia notte. Hai capito?
– Fra un’ora prometto di essere bell’e ritornato, – replicò il burattino.
– Bada, Pinocchio! I ragazzi fanno presto a promettere: ma il più delle volte, fanno tardi a mantenere.
– Ma io non sono come gli altri: io, quando dico una
cosa, la mantengo.
– Vedremo. Caso poi tu disubbidissi, tanto peggio per
te.
– Perché?
– Perché i ragazzi che non danno retta ai consigli di chi ne sa più di loro, vanno sempre incontro a qualche disgrazia.
– E io l’ho provato! – disse Pinocchio. – Ma ora non ci
ricasco più!
– Vedremo se dici il vero.
Senza aggiungere altre parole, il burattino salutò la sua buona Fata, che era per lui una specie di …

Pinocchio di Carlo Collodi, capitolo XXXI: "Dopo cinque mesi di cuccagna, Pinocchio, con sua grande meraviglia, sente spuntarsi un bel paio d'orecchie asinine e diventa un ciuchino, con la coda e tutto".

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XXXI
Dopo cinque mesi di cuccagna,
Pinocchio, con sua grande
meraviglia, sente spuntarsi un
bel paio d'orecchie asinine e
diventa un ciuchino, con la coda e tutto.

Finalmente il carro arrivò: e arrivò senza fare il più piccolo
rumore, perché le sue ruote erano fasciate di stoppa e
di cenci.
Lo tiravano dodici pariglie di ciuchini, tutti della medesima
grandezza, ma di diverso pelame.
Alcuni erano bigi, altri bianchi, altri brizzolati a uso
pepe e sale, e altri rigati a grandi strisce gialle e turchine.
Ma la cosa più singolare era questa: che quelle dodici pariglie, ossia quei ventiquattro ciuchini, invece di essere ferrati come tutti le altre bestie da tiro o da soma, avevano ai
piedi degli stivali da uomo di vacchetta bianca.
E il conduttore del carro?...
Figuratevi un omino più largo che lungo, tenero e untuoso
come una palla di burro, con un visino di melarosa,
una bocchina che rideva sempre e una voce sottile e carezzevole, come quella d’un gatto che si raccomanda al buon cuore della padrona d…