Tutti gli scritti del maestro Ercole

Tutti gli scritti del maestro Ercole: racconti, poesie, leggende, filastrocche, testi di vario tipo - I post per la scuola primaria e la scuola media inferiore

Chi sono Sono nato ad Ancona 70 anni fa ma imperiese d'adozione; è nella provincia di Imperia che ho maturato un'esperienza quarantennale nell'insegnamento (Ventimiglia alta, Sanremo San Bartolomeo, Arma di Taggia, e per ventidue anni a Imperia). Ora che sono in pensione mi dedico a questo blog, al piacere di scrivere, e ad insegnare il mio gioco preferito: gli scacchi. E' gratificante poter rilevare che i racconti, le poesie, le filastrocche, i testi di vario tipo, suscitino il vostro interesse ed apprezzamento, mi è di sprone a continuare in questa attività cercando di migliorarmi.  Racconti e descrizioni : La descrizione di un fenomeno naturale: "La bufera" (The storm) - La metafora nel testo descrittivo Perché si dice: "Vivi e lascia vivere" Perché si dice: "Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino" Perché si dice: "Chi dorme non piglia pesci"?   Perché si dice: "Aiutati che Dio t'aiuta"   P

Raccontare una propria esperienza. Tema: La gita all'acquario di Genova





Tema

La gita all'acquario di Genova

Quella mattina, dopo essere stata sveglia nel letto per quasi mezzora, mi alzai agitatissima e cominciai a saltare di qua e di là: non vedevo l'ora di partire.
Arrivai alla pensilina quando il pullman si era appena fermato; poco dopo partimmo salutando con la mano le mamme e i papà.
Durante il viaggio ci divertimmo moltissimo: certi bambini cantavano al microfono e tra un applauso e una risatina tornavano al loro posto con le guance rosse per la vergogna.
Arrivati a Genova, incontrammo altre scuole che erano in gita, come noi, all'acquario.
Vicino al porto ci imbattemmo in due ragazzine, forse zingare, che rubarono il portafoglio al maestro: noi eravamo più preoccupati di lui.
Poi ci imbarcammo su un battello per visitare il porto, un porto grandissimo.
finito il giro, tutti molto affamati, mangiammo su delle gradinate, vicino alla pista del pattinaggio sul ghiaccio.
Terminato il pranzo ci dirigemmo verso l'acquario. Quando entrammo, vidi davanti a me molte vasche che espandevano una luce chiara.
Alcune vasche erano veramente ampie, con delle rocce e delle alghe per far sentire la specie nel loro ambiente naturale. In una di queste vi erano delle foche con la pancia bianca e il dorso a macchie marroni; una di esse era veramente grassa e, a mio parere era la più bella.
Mi piacque meno quella degli squali: una vasca con della sabbia, sotto cui vi erano due squadri: specie di squali che però stanno sotto la sabbia.
più avanti vedemmo una tartaruga che dormiva sotto uno scoglio. Noi la guardavamo incantati e lei, quando si accorse di essere osservata, se ne andò.
In un'altra vasca, quella che mi colpì di più, vi erano i delfini che si esibivano in acrobazie. Mi sembravano animali molto intelligenti: scomparivano e poi con una rincorsa saltavano e con uno "splash" si rituffavano in acqua.
Di fronte ai delfini c'era la vasca più simpatica: quella dei pinguini; una vasca stretta e stracolma di alghe che la rendevano ancora più piccola.
C'erano edlle vasche che sembravano delle colonne trasparenti, dove si evidenziavano dei pesci dai colori sfolgoranti.
Finita la visita andammo a comprare dei souvenir che, a dire la verità, erano molto cari.
Alle tre e dieci salimmo sul pullman, dove però, essendo un po' stanchi, cantammo meno che all'andata.
Quando arrivai a casa ero molto stanca, infatti alle nove sognavo già.

(Marta, classe quarta)

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