Post

Visualizzazione dei post da Giugno, 2010

Insegnare a leggere e scrivere in una prima classe della scuola primaria: il metodo globale fonematico di Ercole Bonjean

In questi anni molto spesso sul metodo di insegnamento della lingua italiana in una prima classe ci sono state idee del tutto diverse, talvolta contrapposte. A mio parere la classica contrapposizione tra metodo globale e il suo opposto il metodo analitico non aveva ragione di esistere, i due metodi avevano il grosso limite di praticare una didattica estrema che non generava buoni risultati. L'enunciato teorico che sottende anche il nostro iter didattico è il seguente: è vero che la visione del tutto è anteriore alla ricognizione analitica delle parti (metodo globale), ma proprio per questo l'analisi va fatta ed è importante (metodo analitico). In altri termini, quando un bambino entra in classe ha dapprima una visione globale dell'aula ma poi va a cogliere i particolari: il banco, la lavagna, ecc. Se questo è vero, ed è difficile poter affermare che non lo è, dal punto di vista didattico ne deriva che occorra partire prima dalla frase (visione del tutto) per poi passare al

Progetto accoglienza: giocare è bello se si rispettano le regole.

Immagine
Progetto accoglienza Giocare è bello se si rispettano le regole Le regole del gioco Gli scacchi Non è possibile pensare di giocare senza il rispetto di determinate regole. Pensiamo ad una partita di calcio in cui tutti i giocatori fanno quello che vogliono, non c'è il fuorigioco, si commettono falli a non finire, non vi sono punizioni, l'arbitro è come se non esistesse. E' chiaro che non si potrebbe giocare alcuna partita. La stessa cosa avviene in tutti i giochi, vediamo di poter ricavare le regole necessarie per poter giocare a scacchi. Possiamo distinguere due tipi di regole: le regole tecniche e le regole comportamentali. Il cavallo ha un movimento a L (2+1 oppure 1+2); è l'unico pezzo che può saltare e quindi può scavalcare i pezzi dell'esercito avversario ed anche i suoi (Giulia Tallone, Cristiano, Stefano). Inoltre: Pezzo toccato, pezzo mosso (Elena). Non si può muovere un pez

Il giornale dell'insegnante

Immagine
Il giornale dell'insegnante Il giornale dell'insegnante, per sua stessa dizione, è uno strumento ad uso e consumo del docente in piena e sacrosanta applicazione dell'articolo33 della nostra Costituzione Repubblicana. E' un documento che non deve in alcun modo dimostrare nulla a nessuno, se non alla nostra coscienza professionale ed umana. Personalmente lo interpreto come uno strumento in più per monitorare il mio lavoro e quello dei miei alunni. Se una prova di verifica non raggiunge uno share pari almeno al 60% della sufficienza piena, ripeto, ribadisco, puntualizzo meglio e poi ripartiamo. Ma sottolineo questo è un fatto personale, il documento non potrà mai essere oggetto di sanzione, anche solo verbale, da parte del dirigente Scolastico a meno che non si voglia contravvenire alla nostra carta costituzionale.  "La libertà non è mai un traguardo, ma un percorso continuo di lotta, che muoiano le scartoffie e risorga nella nostra categoria il piacere di l