Insegnare a leggere e scrivere in una prima classe della scuola primaria: il metodo globale fonematico di Ercole Bonjean

In questi anni molto spesso sul metodo di insegnamento della lingua italiana in una prima classe ci sono state idee del tutto diverse, talvolta contrapposte. A mio parere la classica contrapposizione tra metodo globale e il suo opposto il metodo analitico non aveva ragione di esistere, i due metodi avevano il grosso limite di praticare una didattica estrema che non generava buoni risultati. L'enunciato teorico che sottende anche il nostro iter didattico è il seguente: è vero che la visione del tutto è anteriore alla ricognizione analitica delle parti (metodo globale), ma proprio per questo l'analisi va fatta ed è importante (metodo analitico). In altri termini, quando un bambino entra in classe ha dapprima una visione globale dell'aula ma poi va a cogliere i particolari: il banco, la lavagna, ecc. Se questo è vero, ed è difficile poter affermare che non lo è, dal punto di vista didattico ne deriva che occorra partire prima dalla frase (visione del tutto) per poi passare al

Verifiche di italiano per il primo quadrimestre (INVALSI)

Le prove oggettive di rilevazione degli apprendimenti somministrate agli alunni di tutta la Penisola possono costituire un utile metro di verifica per il 1° quadrimestre in una classe quarta della scuola primaria. Negli anni in cui i miei alunni vennero sottoposti a queste prove devo ammettere che nutrivo qualche dubbio sull’attendibilità di questo tipo di valutazione oggettiva. Tuttavia sono per natura curioso e per nulla refrattario alle innovazioni, purché il nuovo sia anche utile, produttivo e migliori la qualità dell’azione didattica. Per questo motivo anche i miei alunni di oggi si sono misurati con le prove di verifica INVALSI a livello informale (la prova ministeriale è prevista per il mese di maggio 2010) e devo constatare che la rilevazione degli apprendimenti che si ottiene utilizzando questo tipo di prova rispecchia fedelmente il livello di preparazione raggiunto dai bambini. Nella prassi didattica questo tipo di lavoro non mi pare particolarmente proficuo, può essere utile per l’oggettività delle prove ed anche per abituare gli alunni a questo particolare tipo di competenza con la quale dovranno ben presto fare i conti. Meglio quindi partire sin da adesso ed imparare ad affrontarla.





















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