Genitori e figli - Lo studio della lingua italiana

Oggi più di ieri possedere la capacità di esprimersi in un italiano corretto è la base per la crescita culturale del bambino. E’ erroneo, a mio parere, pensare che l’avvento delle nuove tecnologie e l’inglese, che sempre di più diventa la lingua del pianeta, debbano escludere la buona conoscenza della lingua italiana. E’  pericoloso trascurare questo aspetto a cui non viene dato il giusto risalto proprio nella scuola di base dove poggia tutto l’edificio cultura della persona che cresce. L’insegnamento dell’italiano, ridotto negli anni a sole cinque ore (in terza, quarta e quinta classe della scuola primaria), è basilare perché dalla migliore o peggiore padronanza della parola si otterranno risultati buoni o cattivi in  tutti gli altri campi del sapere. Un vocabolario ricco è la chiave per accedere a qualsiasi tipo di scenario culturale e sociale. Gli Italiani che in terra straniera, ahimè, sono gli artefici delle scoperte di maggiore rilievo in campo internazionale non vi è dubbio che usino un italiano corretto, ricco ed elegante, capace di penetrare ogni tipo di codice linguistico. Quello che sono oggi nasce da ieri, da quei primi giorni di scuola, dal piacere di appropriarsi dei suoni e dei segni della lingua, da genitori, insegnanti e modelli identificativi significativi che hanno saputo ben lavorare e che mentre spiegano ai propri figli spiegano a se stessi. 

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