"Il pesco e il noce" di Leonardo da Vinci - Analisi del testo

Il pesco e il noce

Un pesco, che viveva accanto al noce, guardava con invidia il ramo del suo compagno carico di frutti. “Perché lui deve avere tante noci – pensava – mentre io ho così poche pesche? Non è giusto. Voglio provare a fare come lui”. “Non ti ci provare – disse un giovane susino che gli aveva letto nel pensiero – non vedi che rami grossi ha il noce? Non vedi che tronco robusto? Ciascuno deve dare secondo le proprie forze. Pensa a fare delle buone pesche, è la qualità che importa, non la quantità”. Ma il pesco, accecato dall'invidia, non volle ascoltare. Chiese alle sue radici di succhiare più sostanza dalla terra, alle sue fibre di far scorrere più linfa, ai suoi rami di fiorire di più, ai suoi fiori di trasformarsi in frutti, finché, giunta la stagione, si trovò carico di pesche da capo a piedi. Ma le pesche aumentavano di peso e i rami non potevano sostenerle; e nemmeno il tronco poteva reggere tutti quei rami pieni di pesche. Con un gemito il pesco si piegò, poi, con un grande schianto, il tronco si spezzò e tutte le pesche caddero ai piedi del noce.

Leonardo Da Vinci

Analisi del testo
  1. Perché il pesco invidiava il noce?
  2. Cosa gli consiglia il susino?
  3. Cosa fa il pesco per aumentare i suoi frutti?
  4. Perché il tronco del pesco si spezza?
Interpretazione del testo
  • Su che cosa ti vuol far riflettere questa favoletta?
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