DIDATTICA SCUOLA PRIMARIA

Didattica Scuola Primaria di Ercole Bonjean

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domenica 27 febbraio 2011

Analisi grammaticale

Esegui l'analisi grammaticale delle seguenti frasi.

Le chiesi spiegazioni per il suo comportamento di qualche giorno prima.
Avrei voluto incontrare il mio amico ma non avevo tempo.
ascoltai attentamente le spiegazioni relative al nostro comportamento.
Ho inserito nel mio computer alcuni file di notevole interesse.
Da alcuni giorni sono terminate le lezioni di scacchi.
Domani è un altro giorno.

Le = pronome personale con funzione di complemento.
chiesi = voce del verbo chiedere 2^ coniugazione modo indicativo tempo passato remoto
spiegazioni = nome comune di cosa femminile plurale
per = preposizione semplice
il = articolo determinativo maschile
suo = aggettivo possessivo maschile singolare
comportamento = nome comune di cosa maschile singolare
di = preposizione semplice
qualche = aggettivo indefinito maschile singolare
giorno = nome comune di cosa maschile singolare
prima = avverbio di tempo



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I VERBI RIFLESSIVI (ESERCIZI DI RIBADIMENTO)

Sostituisci nelle frasi i verbi all'infinito riflessivo nelle forme verbali adatte.
  1. (Asciugarsi) bene quando (lavarsi).
  2. (Domandarsi) spesso perché faccio fatica a risolvere i problemi.
  3. Anna (vestirsi) con cura perché deve andare a una festa.
  4. Ogni volta che devo partire (informarsi) sui possibili itinerari da seguire.
  5. Faceva così caldo (rigirarsi) nel letto continuamente.
  6. Non vorrei che (rovinarsi) il vestito nuovo.

  1. Asciugati bene quando ti lavi.
  2. Mi domando spesso perché faccio fatica a risolvere i problemi.
  3. Anna si veste con cura perché deve andare a una gita.
  4. Ogni volta che devo partire mi informo sui possibili itinerari da seguire.
  5. Faceva così caldo che mi rigiravo nel letto continuamente.
  6. Non vorrei che mi si rovinasse il vestito nuovo.





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I verbi riflessivi




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I VERBI IMPERSONALI






Saper riconoscere i verbi impersonali


"Piove e lampeggia: è un temporale terribile."
N.B.
Piove e lampeggia indicano azioni che non si possono attribuire a persone o animali, ma solamente a fenomeni atmosferici. Tali verbi vengono definiti dalla grammatica verbi impersonali e si usano alla terza persona singolare.
Sono verbi impersonali:
diluviare, grandinare, albeggiare,nevicare, imbrunire, piovigginare.
La grammatica specifica però che qualsiasi verbo può essere usato in modo impersonale (senza il soggetto) quando si fa precedere dalla particella si, come negli esempi:
- In campagna si vive bene.
Sono considerate impersonali anche le forme verbali bisogna, sembra, capita, occorre, succede, quando sono seguite dalla congiunzione che.
Esempi:
- Bisogna che ne parli con mio padre.
- Sembra che Andrea abbia fatto un disastro.
- Capita di perdere la pazienza.
- Non occorre che ti disturbi per me.

I verbi impersonali nelle forme composte presentano l'ausiliare essere.

Compito costruisci una frase per ogni forma verbale: pioviggina, capita, lampeggia, diluvia, bisogna, nevica.

(pioviggina) "C'è brutto tempo tra poco pioviggina"
(capita) A volte capita di perdere gli amici.
(lampeggia) Presto andiamo a casa! Inizia a lampeggiare.

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sabato 26 febbraio 2011

INDIVIDUARE LA FORMA ATTIVA E LA FORMA PASSIVA DEI VERBI (SPIEGAZIONE ED ESERCIZI)






Individuare nelle frasi la forma attiva e la forma passiva di un verbo.
Analizziamo alcune frasi e sviluppiamo dei ragionamenti:
- Un bambino calcia il pallone.
Il bambino è il soggetto che compie l'azione.
L'azione del bambino ricade sul pallone.
- Il pallone è calciato dal bambino.
Nella seconda frase il soggetto è il pallone che, però, subisce ancora l'azione.
Infatti in tutti e due i casi:
l'azione del calciare è compiuta dal bambino;
in tutti e due i casi il pallone subisce l'azione.
La grammatica definisce:
Il verbo della prima frase verbo di forma attiva;
Il verbo della seconda frase verbo di forma passiva.
Passivo vuol dire non agire direttamente, non prendere iniziative ma subire le azioni.
Conclusione:
In conclusione abbiamo:
1^ situazione
Il bambino calcia il pallone.
SOGGETTO    P.V    C. OGGETTO
2^ situazione
Il pallone è calciato dal bambino.
SOGGETTO   P.V.         C .D'AGENTE
N.B.
La forma passiva è formata dal verbo essere + il participio passato.
Esercizi:
Ilaria scrive una lettera
Una lettera è scritta da Ilaria.
Analizziamo:
Ilaria = soggetto
scrive = predicato verbale
una lettera = complemento oggetto

Una lettera = soggetto
è scritta = predicato verbale
da Ilaria = complemento d'agente

Riccardo mangia la mela.
Il cane insegue Lucrezia.
Il lupo mangia l'agnello.
Simona ripassa la lezione.
Il chirurgo opera il malato.
Il topo rosicchia il formaggio.
Il vento spezza i rami degli alberi.

Riccardo = soggetto
mangia = predicato verbale
la mela = complemento oggetto
  • La mela è mangiata da Riccardo.

La mela = soggetto
è mangiata = predicato verbale
da Riccardo = complemento d'agente
  • Il cane è inseguito da Lucrezia

Il cane = soggetto
insegue = predicato verbale
Lucrezia = complemento oggetto

Il cane = soggetto 
è inseguito = predicato verbale
da Lucrezia = complemento d'agente



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ANALISI GRAMMATICALE (classe quinta)



Eseguire l'analisi grammaticale
Eseguo l'analisi grammaticale delle seguenti frasi:

  1. Quel giorno camminando nel bosco ho potuto ammirare la bellezza della natura.
  2. Sono contento di avere imparato perfettamente l'analisi logica.
  3. L'uomo che inquina la natura ha pochi sentimenti.
  4. Nelle vacanze di Pasqua ripasserò il progamma di grammatica.

1.
Quel = aggettivo dimostrativo maschile singolare
giorno = nome comune di cosa primitivo maschile singolare
camminando = voce del verbo camminare 1^ coniugazione intransitivo modo gerundio tempo presente
nel = preposizione articolata formata da in + il
bosco = nome comune di cosa maschile singolare
ho potuto = voce del verbo potere 2^ coniugazione modo indicativo tempo passato prossimo 1^ persona singolare
ammirare = voce del verbo ammirare 1^ coniugazione modo infinito tempo presente 
la = articolo determinativo femminile singolare
bellezza = nome comune di cosa astratto femminile singolare
della = preposizione articolata formata da di + la
natura = nome comune di cosa femminile singolare


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I VERBI TRANSITIVI ED INTRANSITIVI (COMPITO)



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SAPER RICONOSCERE I VERBI TRANSITIVI ED INTRANSITIVI (SPIEGAZIONE ED ESERCIZI)

SAPER RICONOSCERE I VERBI TRANSITIVI ED INTRANSITIVI (SPIEGAZIONE ED ESERCIZI)

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venerdì 25 febbraio 2011

IL TESTO FANTASTICO




Tema
Il mago e la strega

C'era una volta, tanto tempo fa,una strega che viveva in un bosco sempre buio, con gli alberi sempre spogli e rami che si aggrovigliavano formando reti spinose. La strega era sempre infelice e, chissà perché, a forza di esserlo diventò cattiva e sempre più invidiosa. Infatti poco distante da quell'orribile foresta viveva un mago che era vecchio e saggio e la sua casa si trovava proprio al centro di una rigogliosa foresta dove vivevano tanti animaletti e questo dava fastidio alla strega: si sentiva dimenticata. Così un giorno la poverina, stanca di essere là, nel nulla, da sola, decise di far provare la stessa situazione anche al mago che era abituato a vivere in pace nella natura. Preparò una pozione e si diresse verso la foresta. Appena arrivata versò un po' di liquido nelle radici degli alberi e delle piante. Ad un tratto le foglie degli alberi cominciarono a cadere, gli animali si nascosero nelle tane e il buio prevalse nella foresta. la strega a quel punto fu soddisfatta e se ne andò. Il mago, che viveva in una casa ricavata in una collinetta, era in una stanza appena illuminata e stava leggendo un librone di magia. Appena si accorse di quell'improvviso silenzio si precipitò fuori della stanza, corse su per le scale a chiocciola, percorse velocemente il corridoio buio e quando aprì la porta di casa vide che la foresta era completamente cambiata. Il mago, però, appena vide quel che era successo non esitò a pensare che l'artefice di tutto potesse essere stata proprio la strega Rosascura. Così, praticamente convinto, andò a casa della strega ele disse: "Se il motivo per cui rovini la mia foresta è perché la tua non ti piace potresti amarla e curarla finché non diventerà rigogliosissima!". La strega diede ascolto al mago e poco tempo dopo le due foreste tornarono ad essere rigogliose e piene di animaletti e da quel giorno in quelle foreste ci fu pace e armonia.

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La descrizione soggettiva dell'ambiente











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giovedì 24 febbraio 2011

Comprendere un testo descrittivo relativo ad un ambiente naturale (aggettivi e nomi)

Comprendere un testo descrittivo relativo ad un ambiente naturale

aggettivi e nomi




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mercoledì 23 febbraio 2011

VERIFICA DI LINGUA ITALIANA: TEMA "Una giornata di scuola che rimarrà sempre impressa nei miei ricordi"






Tema
Una giornata di scuola che rimarrà sempre impressa nei miei ricordi ...

Era il penultimo giorno di scuola della terza classe elementare. Ero contentissima per due motivi: tra qualche giorno sarebbe iniziata l' estate e l'altro motivo, invece, era la festa d'addio per la maestra Tilde. Mi dispiaceva molto che la maestra andasse in pensione, però mi facevo coraggio e pensavo che alla festa mi sarei comunque divertita molto. Tutta la mattina pensai a quello straordinario evento. Ero così contenta che avrei voluto allungare la festa anche di notte e tutti si sarebbero fermati a dormire nella scuola. Tutta la classe era agitatissima. Alla mezza suonò la campana e, visto che era un giorno di rientro, andammo a pranzare alla mensa. L'ora x era vicina! Io sospettavo una cosa: la festa si doveva tenere nelle classi seconde e niente ancora era pronto. Forse la festa era stata rimandata, oppure eliminata! Ad un certo punto, però, sentimmo degli strani rumori: erano il maestro Ercole ed i genitori che andavano ad allestire la "sala"! Felicissimi sgattaiolammo fuori dalla classe fino all'aula delle seconde. Era finalmente giunta l'ora x: ecco la maestra Tilde entrare commossa nella classe! Iniziammo a cantare una melodia: tutti i grandi si commossero:chi piangeva come una fontana, altri  sorridenti e qualcuno nascondeva le lacrimucce. C'era un enorme buffet: torte di ogni dimensione, tantissimi salatini e pizzette. Appena finito di cantare tutti i bambini si buttarono uno contro l'altro addosso al buffet. Fu una festa bellissima: tutti chiacchieravano e giocavano. La maestra era felicissima. Tutti tornarono a casa con la pancia piena ma anche un po' tristi perché Tilde andava in pensione. Lei però promise di tornare a trovarci. Non dimenticherò mai i momenti più belli passati con lei: tutte le gite, i tornei di scacchi e le stupende lezioni che ci preparava. Tilde rimarrà per sempre nei miei ricordi più importanti e nel mio cuore.


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Tema: "Un capodanno davvero insolito"






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lunedì 21 febbraio 2011

"LAS LAGRIMAS DEL COCODRILO"

LAS LAGRIMAS DEL COCODRILO
LAS LÁGRIMAS DEL COCODRILO
Las lágrimas del cocodrilo corren como cascadas en las aguas del gran río. La luna observa y se ríe. Pide un poco de luz al sol que está en las sombras y fotografía la imagen. El cocodrilo llora, llora por la pequeña gacela frágil que corría feliz entra las orillas del río. No correrá más ahora, ya no podrá más alimentarse de la hierba sabrosa que crece cerca de las aguas del gran río. En este pensamiento las lágrimas aumentan junto con el dolor y la tristeza infinita por estos instantes de maldad. La cara amarilla desaparece en la oscuridad del cielo, se siente aún más solo. Por último pierde la conciencia y llega el sueño libertador. Duerme durante unas horas, lo despierta un débil rayo de luz. Empieza el viaje del amanecer. La primera sensación es la de un gran vacío. Su amigo estomago quejase cada vez más y pide de ser llenado. Come todas las mañanas, no hay ningún modo de decir no a este señal; entra en la parte más gruesa del arbusto que está cerca del río. Espera. Aquí es que tiende la boca enorme hacia el azul del cielo, mientras la salive corre generosamente entre dos filas magnificas de dientes afilados y fuertes. Ahora está listo para saltar, ¡Que hermosa que es la tierna gacela! Él sube y baja, el estomago está en silencio. 
El amanecer termina su viaje, estamos a plena luz del día. El cocodrilo está dormido. Abre los ojos en la oscuridad de la noche.  Está triste; entra lentamente en las aguas del río que le dan la bienvenida y le consuelan.  Llora y recuerda la tierna y joven gacela, qué feliz probaba la hierba sabrosa. No sabe cómo encontrar la paz y sufre, sufre por la maldad que tiene dentro. Finalmente, cansado, agotado por las emociones del día, se queda dormido.  La manta calienta de agua y lodo lo envuelve. La luna observa y se ríe. 


"LAS LAGRIMAS DEL COCODRILO" di Ercole Bonjean


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"Les larmes du crocodile" Ercole Bonjean

"Les larmes du crocodile" Ercole Bonjean
LES LARMES DU CROCODILE
Les larmes du crocodile coulent en cascade dans les eaux du grand fleuve. La lune regarde et rit. Elle demande un peu de lumière au soleil qui se trouve dans l’ombre et photographie l’image. Le crocodile pleure, pleure pour la petite gazelle fragile qui courrait joyeusement entre les rives du fleuve.  Désormais, elle ne pourra plus courir. Elle ne pourra plus se nourrir de cette herbe nourrissante qui pousse près des eaux du grand fleuve. À cette pensée, les larmes augmentent avec la douleur et la tristesse infinie pour ces moments de méchanceté. Le visage jaune disparaît dans l’obscurité du ciel, le crocodile sent encore plus la solitude. Enfin il perd conscience et se laisse bercer par le sommeil libérateur. Il dort pendant quelques heures jusqu’à ce qu’un faible rayon de lumière le réveille. Le chemin de l’aube vient de commencer. La première sensation est celle d’un grand vide. Son ami l’estomac grogne de plus en plus et demande à être rempli. Comme tous les matins, il ne peut ignorer en aucun cas ce signal ; il entre dans le buisson le plus épais et le plus proche de la rivière. Il attend. Voici qu’il tend l’énorme bouche vers le ciel bleu, tandis que la salive coule généreusement entre deux magnifiques rangées de dents  pointues. Maintenant il est prêt à sauter, qu’elle est belle cette tendre gazelle ! Il monte et descend, l’estomac se tait.  L’aube termine son voyage, il fait plein jour. Le crocodile s’est endormi. Il rouvre ses yeux au cœur de la nuit. Il est triste, plonge lentement dans les eaux de la rivière qui lui souhaites la bienvenue et le réconfortent. Il pleure et repense à la jeune et tendre gazelle qui goûtait joyeusement l’herbe savoureuse. Il ne parvient pas à se mettre le cœur en paix et souffre, souffre pour la méchanceté en lui. Enfin, fatigué, épuisé par les émotions de la journée, il s’endort, enveloppé par la couverture chaude d’eau et de boue.
La lune regarde et rit. 



"Les larmes du crocodile" Ercole Bonjean

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SCHEDA DIDATTICA RELATIVA ALLA DESCRIZIONE DELLA PERSONA: SCHEMA DI LAVORO









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domenica 20 febbraio 2011

La descrizione della persona (Tema: "Il mio compagno di banco")




Il mio compagno di banco
Lorenza è la mia migliore amica e solo in questi ultimi tempi è nel banco vicino a me (aspetto fisico). 
E' di corporatura snella, è molto alta ed ha il viso regolare. Lorenza ha due occhi di un azzurro intenso, il naso leggermente a patatina e spesso un simpatico codino (aspetto fisico). La mia amica Lorenza è molto allegra, sorridente e disponibile verso i compagni (carattere e comportamento).
Un giorno vidi Lorenza che aveva qualcosa in braccio a lei un cucciolo di Pitt Bull, entrai in macchina e cominciai ad accarezzarlo. All'inizio ero molto gelosa che Lorenza avesse il cucciolo, però io mi dovevo rendere conto che lei da tempo lo aspettava (un breve episodio).
In poche parole Lorenza è fantastica (conclusione).


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