La fiaba: tema "Folletti, magia e un po' di follia"






Tema
Folletti, magia e un po' di follia

Nel paese degli gnomi era già arrivato l'inverno che con le sue mani bianche dipingeva di neve l'ultima erbetta fresca rimasta dalla primavera.
I giorni, nel paese degli gnomi, passavano in fretta e il Natale si avvicinava sempre più. Nell'aria risuonavano dolci melodie natalizie che riempivano il cuore di gioia; tutti si davano da fare per i preparativi natalizi. Quando scese la sera il Gran Capo, cioè il sovrano del paese, chiamò il suo aiutante e gli disse che quell'anno si sarebbe dovuto organizzare la festa di Natale. Poi insieme cominciarono a preparare gli inviti per la festa; ad un tratto si ricordarono di quella dell'anno passato che era stata rovinata da tre folletti impertinenti: Tatà, Totò e Titì. Allora pensarono che se non li avessero invitati tutto sarebbe andato per il meglio, ma non fu così. I tre folletti, spioni com'erano, avevano sentito tutto e quando l'ombra della notte lasciò lo spazio al giorno e il primo raggio di sole accarezzò i loro visi si alzarono avviandosi alla casa del Gran Capo.
Sapevano che era uscito per compiere alcune commissioni personali e che sarebbe tornato tardi. Allora, entrati nel laboratorio del Gran Capo, cominciarono a perquisire ogni angolo, ogni posto più nascosto e alla fine in un vecchi baule mezzo rotto trovarono una pozione sulla quale era scritto: “Pozione dell'invisibilità”. Presero quindi la bottiglietta e versarono il contenuto in tre bicchieri; poi la bevvero e proprio in quell'istante divennero invisibili.
Venne la notte di Natale e i tre folletti approfittando dell'oscurità della notte si introdussero nella piazza dove c'era la festa. All'improvviso i piatti cominciarono a cadere e a rompersi: era opera di Tatà, Totò e Titì i tre folletti che continuavano a buttare a terra tutte le deliziose pietanze che il cuoco del paese aveva preparato.
Il Gran Capo insospettito allora andò nel suo laboratorio e vide la bottiglietta che conteneva la pozione vuota; capì quindi che gli artefici di quel disastro erano i folletti.
Dopo poco egli si recò dove Totò, Titì e Tatà avevano combinato quel disatro e disse ad alta voce: “Come immaginavo! I tre folletti sono entrati nel mio laboratorio e hanno preso la pozione dell'invisibilità!”. In quel momento di dividere il paese in due gruppi per trovare gli antidoti alla “Pozione dell'invisibilità”. In seguito disse che il primo gruppo avrebbe dovuto trovare la coda di una lucertola, mentre l'altro l'ala di un piccione. Dopo circa mezz'ora l'ala del piccione e la coda della lucertola erano nelle mani del Gran Capo che, dopo aver letto il suo libro di magia li versò in tre ciotole. Quando i tre folletti dovettero andare a letto videro i tre recipienti e, avendo sete bevvero il contenuto senza accorgersi di niente.
La mattina dopo quando il primo raggio di sole penetrò nella persiana del Gran Capo egli si recò nella grande piazza dove, dopo poco tempo, arrivarono i folletti credendo di essere ancora invisibili e cominciarono a buttare tutto all'aria.
All'improvviso il Gran Capo indispettito del loro comportamento li cacciò via.
Da quell' anno il Natale fu il periodo più bello per gli gnomi e quella città fu chiamata Natalina, dove la neve cade leggera tutto l'anno e apre i nostri cuori riempendoli di allegria.

(Luisa, classe quinta, 1998)

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