La cicala e le formiche: da Esopo a Gianni Rodari


L’unità didattica continua con le filastrocche di Gianni Rodari e del maestro Ercole, in relazione all’antica favola di Esopo poi ripresa dal poeta e scrittore francese Jean De La Fontaine, le quali esprimono due punti di vista diversi sullo stesso tema; l’immaginaria diatriba a tre diventa lo spunto per un ulteriore approfondimento linguistico per i piccoli allievi.

La cicala e la formica
Durante l'estate la formica lavorava duramente, mettendosi da parte le provviste per l'inverno. Invece la cicala non faceva altro che cantare tutto il giorno. Poi arrivò l'inverno e la formica ebbe di cui nutrirsi, dato che durante l'estate aveva accumulato molto cibo. La cicala cominciò a sentire i morsi della fame, perciò andò dalla formica a chiederle se potesse darle qualcosa da mangiare. La formica le disse: «Io ho lavorato duramente per ottenere questo; e tu, invece, che cosa hai fatto durante l'estate?» «Ho cantato» rispose la cicala. La formica allora esclamò: «E allora adesso balla!»
Morale: chi nulla mai fa, nulla mai ottiene.
Esopo
Alla formica

Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica.
Io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende, regala.

Gianni Rodari

Al Maestro Rodari

Chiedo scusa a Gianni Rodari
la cicala e la formica son pari.
E’ piacevole cantare
se si va a lavorare.
Il piacere del denaro
muore presto per l’avaro.

Ercole Bonjean


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